Mentre ci addentriamo nella hot zone della stagione, quella sferzata dall’anticiclone africano perenne, si, proprio quell’aria calda lì , che ci rosola a pennello , tanto da sembrare di vivere in una grande friggitrice ad aria, proprio quell’anticiclone lì, che ci ostiniamo a dargli nomi importanti come Dante, Caronte, Scilla e Cariddi, nel mentre sta appena iniziando a dare una dimostrazione di estate, con afa, calore esaurimento e tutta la banda appresso, ho già visto cose che boh , mi sembra che siamo già al limite della fantascienza. ☀🌡🔥 E siamo solo a giugno!
infatti non appena la temperatura è aumentata di qualche grado sono partite le apnee da caldo asfissiante, ho visto gente vagare alienati nelle ore calde, alla ricerca della frescura tanto agognata, i rinfreschi alle fontane e i condizionatori buttano già aria fredda a palla, tanto che tra dentro e fuori si sono sviluppati due microclimi opposti : i pinguini e gli orsi polari dentro, il deserto del Gobi fuori , che se si scontrano le due correnti opposte , fanno addirittura i fulmini ⚡⚡⚡⚡
e subito i discorsi ambientali, il risparmio di energia e le guerre sono passate in secondo o terzo piano per ritrovarle solo a grandi titoli nelle aperture dei telegiornali.
Intanto che il mondo decide quale strategia attuare in questa o in quella problematica , io sono alle prese con i dilemmi da food blogger, cose del tipo che cosa propongo oggi che sia fresco, facilissimo e che non richieda l’uso continuativo di supporti infuocati?
Ellosò che non fanno parte questi della categoria dei veri problemi, soprattutto considerato il periodo che stiamo vivendo, tra crisi climatiche, crisi di Presidenti e l’imminente organizzazione delle ferie che supera di gran lunga tutte le altre catastrofi possibili e anche quelle impossibili, ma d’altro canto ho imparato che il fato è un gran burlone, neppure io avrei mai creduto a Trump come presidente, eppure è stato eletto due volte!
e quindi, chi sono mai io, che in ferie non ci vado e seppur ci dovessi andare, se ne parla sempre a novembre, che nel mio piccolo contribuisco alla causa climatica, all’ecologia, alla politica zero spreco, quando i potenti pensano solo alle bombe atomiche, per non suggerire qualcosa da preparare per affrontare il grande caldo?


approfittando quindi delle ciliegie , belle succose e carnose e del caldo opprimente che non vi fa nemmeno pensare di accendere i fornelli o peggio ancora, il forno, mi è venuta l’idea di venirvi in soccorso con qualcosa di fresco e goloso da poter gustare senza andare troppo in sbattimento.
Uè, poi dite che non vi penso!
Ma io che accendo il forno sempre, anche ad Agosto, ormai nemmeno ci faccio caso al calore , avendo la sensazione che è tutto un forno intorno a me 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂 ma mi immedesimo in coloro che non potrebbero mai e dico mai accendere fiamme che non siano più potenti di quelle del fornelletto per il caffè e che torte e cose da lunghe cotture ritorneranno a settembre, se non proprio ad ottobre e quindi mi sono chiesta: di che cosa possano nutrirsi queste persone????
E tolte le classicissime insalatone , che fanno sempre la loro bella figura, l’acqua sale che è un must dell’estate cilentana, tolti i muschi e i licheni, ho ragionato sul fatto che in estate si ha sempre meno voglia di cucinare , di soffrire (ma quello in generale ) e che la vita è più bella tra due fette di pane, ma vuoi mettere se ti mangi una mousse fresca?
Ed è proprio da qui che sono partita.
Da qualcosa di fresco da poter preparare in anticipo e da gustare in tutta calma durante le ore più calde!


Certo , solo mia madre può immaginare di mangiare pasta e ceci, pure bella bollente nel bel mezzo del mezzogiorno italiano, con seimilaottocento gradi e ti guarda anche mezza offesa quando le rispondi assolutamente no! 😂😂😂😂😂😂
L’estate è da sempre e forse sarà per sempre LA BELLA STAGIONE EVER in questo imperversare di vita che l’attraversa, come se fosse l’unica stagione in se a raccogliere divertimento e spensieratezza, in barba ai lunghi inverni freddi e duri (ma magari una volta ), dipinti di grigio e di bianco, c’è questa concretezza nell’estate che la rende inevitabilmente colorata, atomica, invincibile.
Sarà sicuramente per quell’allure di libertà con la quale si accompagna: le scuole si chiudono, le attività si salutano a suon di saggi e rappresentazioni e l’ozio e la pigrizia , quel meraviglioso dolce far niente, prendono piede velocemente.
E’ il momento del tanto agognato riposo, gli obblighi si affievoliscono e le case al mare e in montagna si riaprono; d’un tratto, scrollata di dosso quella patina invernale di facce grigie e umori neri, ritornano decisi i sorrisi, le abbronzature psichedeliche, i parei e l’hawaian tropic gusto cocco e mango, riconoscibile da dieci chilometri.
E tutto intorno è un brulicare di gente; e per un pò, soprattutto all’inizio, ti piace anche; facce nuove e amici ritrovati, il primo bagno a mare , il vestito scollato comprato l’anno prima, le grigliate, le cene in terrazza, le passeggiate con aperitivo al lungomare, la cavigliera con le conchiglie, diventa tutto più leggero, effimero, etereo.
Ha l’estate in se, quella grande consapevolezza che se non cogli l’attimo ora, quell’attimo potrebbe sfuggire e non ritornare mai più. Eppure la sabbia, il mare, le alghe, i terrazzi assolati variopinti dai teli messi ad asciugare, segnano un tempo , questo è vero, che sembra lunghissimo e lentissimo, in un intercalare infinito, proprio come la risacca. E mi sembra che si susseguono le stesse cose, nelle stesse ore e negli anni , tanto da sembrare infiniti deja vù.
L’avevo già visto, l’avevo già mangiato, qui è dove sono andata lo scorso anno e nei ricordi tutto passa affievolito e ti sembra diverso; in realtà è diverso e tutto questo susseguirsi per qualcuno è troppo veloce, un pit stop fugace , forse troppo veloce da riuscirne a ricordare i dettagli e per qualcuno è troppo lento, dilatato nelle ore come se non scorresse minimamente il tempo.
A me sembra tutto meno che lento.
Io intorno a me non vedo altro che maratoneti che si affannano a vivere ogni secondo , come se questo fosse l’ultimo, perchè è questo che l’estate ti porta a pensare, che il suo tempo non è lungo a sufficienza , per poter svolgere tutto con calma.
Chiaramente non è per tutti così, è sempre tutto basato su prospettive soggettive che ognuno di noi vive, ma mi porta spesso a riflettere sul fatto che più sono in vacanza più corrono veloci, per arrivare prima e dove, però, ancora non lo so.
L’estate per me è sinonimo di lavoro e anche se per molti sembra che io viva in vacanza da una vita, in realtà ho solo la fortuna di vivere in un luogo di vacanza e che di conseguenza , vive di fretta e di compulsività durante i mesi estivi, arrivando alla fine di settembre in una sorta di burnout 🔥 da caos , da collettività, da caldo e da umanità.
Insomma, l’esaurimento tocca picchi altissimi e non bastano cento gong tibetani a riportarci allo stato di calma e nemmeno pensare intensamente al confortante inverno 😂😂😂😂😂😂😂
L’estate, come ogni stagione , è propedeutica a tutte le altre e senza di essa, anche con i mille gradi, anche con l’esaurimento nervoso, anche con l’allergia al sole , in qualche modo ADDA PASSA’
Da grande amante quale sono dell’inverno ,dei venti di maestrale e tramontana, di quelli che ti sferzano la faccia, ho adottato un sistema di sopravvivenza per far si che arrivi ad ottobre, in qualche maniera , quasi salva, nel senso che meno male che hanno chiusi i manicomi, sennò ci sarei andata con le mie stesse gambe 😂😂😂😂


essì , io appartengo a quella categorie di persone che lavorano durante le ferie degli altri e che per carità, nulla da dire, in quanto mi piace moltissimo il mio lavoro, ma sappiate che questo non è minimamente riconosciuto dagli altri e che chissà in quale maniera , pensino che passi tutto il giorno a dialogare con i folletti , a raccogliere conchiglie e a cucinare.
Che poi cucino è vero, non lo posso certo negare e lo faccio con piacere anche, invece sui folletti avrei da dire , non stiamo sempre lì a chiacchierare , almeno non sempre, anche loro hanno una vita e sono impegnati a raccogliere bacche nei boschi e non possono certo sprecare il tempo con me! 😂😂😂😂😂🙈🙈🙈🙈
E dunque, fatta un analisi alquanto surreale di tutto questo, vi lascio quelle quattro ,cinque regole di sopravvivenza all’estate, che mi sento di lasciarvele, ci tengo che sopravviviate anche voi.
regola numero uno:
non discutete mai, le discussioni aumentano le calorie prodotte dal vostro corpo, vi porteranno a sudare e ad aumentare la temperatura cerebrale, vi sentirete solo male e se poi discutete con un caso senza speranza, questo non solo vi batterà con la sua idiozia, ma alla fine non avrete risolto altro che una discussione lunghissima , una tachicardia galoppante e iper sudorazione che nemmeno quando fai cardio in palestra alle quattro del pomeriggio.
Lasciate stare.
regola numero due:
non vi affannate a dare spiegazioni sul come e perchè avete fatto ritardo, del traffico, delle rotonde, dei parcheggi inesistenti non gliene importa a nessuno e sono classificati come leggenda metropolitana da quelli che si muovono un’ora prima per arrivare puntuali .
Cioè io sono incapricciata fino all’ultimo secondo, questi riescono addirittura a partire un’ora prima!
regola numero tre:
d’estate hanno tutti caldo e si lamentano a sfinimento di come l’aria sembrasse densa come il petrolio e invocano il santo inverno. Falsissimi. Sappiate che sono gli stessi che si lamentano del freddo in inverno, che a ottobre indossano già le mutande di lana e che a gennaio contano i giorni che li separano dall’estate. diffidate di queste persone, hanno una lamentela per tutto.
Diffidate.
regola numero quattro:
non potendo sconfiggere in nessun modo il caldo che aumenta, l’afa, l’umidità al 99% e tutte queste cose correlate alla bella, bellissima stagione, optate per un bel cappello di paglia che vi protegga da colpi di sole improvvisi , non uscite nelle ore più calde della giornata, tipo dalle otto del mattino al 31 agosto e soprattutto non rompete le scatole a chi lavora , mentre voi state con il clima a sedici gradi direzionato direttamente sulla vostra cervicale .
Siate gentili sempre, in ognuno di noi si cela uno psicopatico, non potete sapere quando si manifesterà!
Regola numero cinque:
Considerate l’estate come uno stato d’animo , passerà con le sue temperature, le zanzare, il traffico, l’umanità, il caos, i clienti che si lamentano, vostra madre che si lamenta, il gatto che ha caldo; insomma, tre mesi di intenso sacrificio di sopportazione o di noia totale o di iperattività, insomma, resistete, alla fine ottobre arriverà .
😂😂😂😂😂😂😂😂😂
ma torniamo a noi, allo scopo di questo blog.
La mousse che vi propongo oggi è una simpatica e velocissima idea da poter preparare in anticipo e servire al momento che vi occorre; gli ingredienti sono semplici e di stagione e creerà una bella scenografia sulla vostra tavola.
Vi lascio dunque la ricetta , che di parole ne ho già dette troppe, ma prima vi chiedo : che rapporto avete con la bella stagione?
Vi aspetto nei commenti
enjoy life 🎈


mousse di stracciatella con pesto di spinaci e ciliegie
ingredienti per 4 vasetti:
250 gr di panna fresca 35%
50 gr di latte
50 gr di grana
200 gr di stracciatella di bufala
5 gr di sale
3 fogli di gelatina
80 gr di spinacino
1 mazzetto di basilico
30 gr di grana
50 gr di noci
olio di oliva a sentimento
qualche cubetto di ghiaccio
1/2 bicchierino di acqua
qualche goccia di limone
ciliegie per decorare


procedimento:
Ammolliamo i tre fogli di gelatina in acqua fredda.
in un pentolino di acciaio versare la panna e il latte, portiamo a sfiorare il bollore ed uniamo la stracciatella ed il sale.
Amalgamiamo tutto con una frusta e facciamo sciogliere i filamenti di stracciatella, aggiungiamo il grana ed amalgamiamo il tutto.
Con un minipimer frulliamo tutto in modo che venga ben amalgamato e filtriamo con un colino.
Preleviamo un bicchierino di composto, ci sciogliamo la gelatina all’interno e dopo la uniamo al composto (mi raccomando deve essere caldo altrimenti la gelatina non si scioglie perfettamente e rimarranno dei filamenti molto fastidiosi e pure brutti da vedere)
Amalgamata per bene la nostra mousse, la versiamo nei bicchieri e teniamo in frigo a rassodare.
La consistenza che si otterrà dopo è delicata e morbida al cucchiaio, ma stabile e setosa.
laviamo lo spinacino e insieme al basilico lo inseriamo nel bicchiere del mixer.
Aggiungiamo qualche cubetto di ghiaccio ed iniziamo a triturare.
Aggiungiamo quindi le noci, il grana ,il sale e l’olio d’oliva (diciamo a sentimento) che servirà per amalgamare il tutto fino a renderlo cremoso.
Io aggiungo anche pochissima acqua e poco succo di limone per mantenere un colore verde brillante.
Una volta pronta la mousse nei bicchieri , ci spalmiamo sopra uno strato di pesto allo spinacino e completiamo con le ciliegie snocciolate al momento.
I vostri bicchierini sono pronti per essere serviti.
Come vedete ho trascorso più tempo a contare fatti che a scrivere la ricetta!
Vi ringrazio che siete stati così pazienti da arrivare a leggere le mie farneticazioni fin qui, potete venire a trovarmi anche sulla pagina instagram, dove farnetico lo stesso, ma anche in versione reel 😂😂😂
Mi auguro che questo articolo e questa ricetta vi siano piaciuti, lasciate un ❤ come gradimento di questo articolo.
Grazie e non mi resta quindi che darvi appuntamento alla prossima ricetta 😉


