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prussiane

Negli anni novanta io ero un adolescente. Nel duemila  più o meno, avevo l’età di mia figlia Michelle oggi. Confesso che non mi “sento” affatto i miei anni e anche se me ne darei volentieri ventisette, ma capisco in cuor mio che non sono credibile 😂😂😂😂 e mio malgrado ho aumentato a trentasette 😂😂😂😂😂😂 Ma ciò non cambia quel che mi sento dentro e come diceva il mio papà, l’età è solo un dato anagrafico, una data scritta da qualche parte ed io dentro mi sento ancora giovane e sebbene le rughette intorno agli occhi dicono il contrario, mi ci sentirei bene anche nei ventisette 😂😂😂😂😂😂

Eppure , nonostante la mia pseudo giovinezza 😂 io per i miei pargoli, sono come i dinosauri del mesozoico, di tanto in tanto ancora fanno battute se c’era l’elettricità “ai miei tempi”, se esisteva l’acqua corrente nelle case o peggio se ho assistito all’invenzione della ruota.

Ah! il perchè esisteva già ai tuoi tempi è diventata una battuta all’ordine del giorno, del tipo facevano questo programma e loro mi rispondono : ah perchè esisteva già la televisione? 😏😏😀

E via su questa linea storico temporale, come se non fosse passata una generazione , ma addirittura un secolo. Ah secolo crudele.

Del resto , capisco che di cambiamenti ne sono avvenuti tanti e in maniera veramente rapida, da mò che eravamo al medioevo, in un attimo ci siamo trovati in un episodio di ritorno al futuro!

Ma care scimmiette mie, voi che avete imparato a camminare dalle mie amorevoli mani, che quando avete stentato i primi passi incerti, vi ho insegnato a non aver paura , ad avere fiducia nelle vostre capacità, voi che diffidate delle mie capacità tecnologiche e ma ancora vi devo compilare i documenti per l’erasmus o per la gita,  quando siete nati  avete trovato il mondo nuovo, già fatto e confezionato, quello annunciato da Orwell in 1984 e che non ci aveva creduto nessuno, raccontato nei viaggi visionari e al limite della fantasia di jules verne in ventimila leghe sotto i mari, insomma, noi abbiamo pensato  che erano solo certi autori, certi racconti , caricati di quella magia mistica che ha solo la letteratura, raccontata con futurismo e tanta fantasia e invece no, d’un tratto, quasi all’improvviso, da che non avevamo comunicazione, se non i piccioni viaggiatori, i segnali di fumo, i messaggi nella bottiglia e in ultimo il telefono, quello che non potevi usare che la bolletta era una specie di condanna a morte, da che non avevamo niente, all’improvviso è arrivata la tecnologia, la modernità degli smartphone, le connessioni veloci , starlink, besos ed amazon, l’iphone, l’ipad, google e l’intelligenza artificiale.

Quasi tutto in contemporanea e voi che ci siete nati, in questo guazzabuglio di sistemi, link, codici e algoritmi, è stato semplicissimo, quasi innato, come se foste stati programmati per scrollare, linkare, editare. Il problema è stato per tutti gli altri .

E mi sembra giusto che crescendo in questo contesto non si possa immaginare che probabilmente esisteva altro. La macchina da scrivere, penna e calamaio, il primo cordless che pesava sei chili e potevi spostarti dall’antenna tre metri, cosa non da poco, quando prima il telefono era collegato ad un filo !!!!

E noi che avevamo? quasi niente o poco niente, che poi è la stessa cosa 😂😂😂😂

Certamente avevamo libertà di non essere rintracciabili tramite applicazioni e già questo mi sembra di aver posseduto l’ultima vera libertà, fatta di cose pericolose e a volte pericolosissime e certe volte pure fuori legge 😂😂😂😂😂 le corse in motorino su per strade dissestate , senza casco, coi capelli al vento e dai corri che siamo in ritardo. Le prime fumate ai falò e delle brooklin gusto menta  per camuffare la puzza di fumo; gli ultimi a passeggiare e a guardare i tramonti  senza fotografie; e abbiamo partecipato ai cortei, alle feste in piazza, ai carnevali travestiti e truccati , ai compleanni dove si ballavano i lenti e l’alcol si beveva di nascosto e sapeva di fiele e ci sono così poche testimonianze , che potrebbe essere successo oppure no e non ci sono che i ricordi  , quelli conservati doviziosamente dalla nostra memoria e qualche scatto riservato esclusivamente ai compleanni.

Abbiamo fatto gli incidenti, ma non lo dire a papà, le cotte senza ritorno, i cuori spezzati con le lacrime inghiottite a forza e in silenzio, perchè non lo potevi dire a nessuno. I bigliettini lasciati nelle tasche , ti vuoi mettere con me, le dediche alla radio, le amiche mandate come messaggeri di pace, di guerra, di amore. e lui ha detto, lei ha pensato, che si sono detti, madò si sono baciati! un tam tam di segreti che circolavano nelle cerchie di amici stretti e vincolati dal segreto che nessun’altro doveva sapere, in una sorta di omertà dignitosa di adolescenti. E le litigate, meu deu, vere e proprie sceneggiate, piazzate urlate di io t’accigo, ti anniento, ti distruggo, per poi guardarsi in tralice nei secoli dei secoli e ritornare amici a trent’anni, ma ti ricordi quella volta? e giù a ridere , come se niente fosse e magari non te lo ricordavi davvero, ma era finito là, al massimo tramandato oralmente nei pettegolezzi in classe o sul muretto. Cioè noi non ce lo sognavamo nemmeno di fare screenshot alle conversazioni su whatsapp….e come avremmo potuto fare? stenografare le conversazioni? E al massimo si parlava nella lingua farfallina ( ma ve la ricordate? ) e c’era sempre quello che parlava troppo e non capiva un cavolo e quella che scendeva dalle nuvole e poi era più informata del kgb.

E siamo sopravvissuti comunque alle punizioni, ai divieti, anche quelli sfangati certo, ai coprifuoco , alle regole severissime, ai NO, ah, quanti no, talmente tanti che avevamo una doppia vita di default, santi e diavoli, diavoli e santi che alla fine non sapevi veramente più chi eri.

In uno scambio tra Santa Maria Goretti e Al capone,  così preciso e ordinato , che a volte non se ne accorgeva nessuno, nemmeno tu, convinto di essere l’uno e l’altro, in una simbiosi perfetta.

A noi dottor jeckill e Mr Hyde, ci spicciavano casa, ecco.

E forse ce l’abbiamo fatta, senza psicologi, senza comportamentisti, senza guide spirituali, senza youtube che ci facesse la lezione , con grandi conseguenze 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 tutte chiaramente non evidenti e curate dalla maturità (forse) e da qualche seduta postuma dallo psicologo ….

😏😏😏😏😏😏😏😏😏😏

Siamo stati gli ultimi ad indossare i veri jeans, quelli fatti per durare centotrè anni, che rimanevano in piedi subito dopo lavati e che per rientrarci dentro dovevi lottare due ore.

Siamo stati gli ultimi a guardare bim bum bam, Uan il cane rosa e quando finiva se ne parlava il giorno dopo, niente canali bambinocentrici con cartoni animati h24 e la tv era un premio, non un babysitter , perchè noi c’avevamo lo spazio fuori e andavamo a fare giochi senza frontiere arrampicandoci sugli alberi.

E se la mattina stavi a casa, andavano in onda i chips, macgyver e la squadra dell’A-team.

Probabilmente non sapete nemmeno di cosa sto parlando e già qui mi sento un dinosauro, senza nemmeno che vi dica la data di nascita!

Abbiamo mangiato con consapevolezza le parmigiane di nonna senza preoccuparci che dovevamo essere magri,  in forma, le proteine dalla cotoletta, i carboidrati dalle lasagne, le verdure solo fritte e ‘ndurate , le zeppole e i cornetti a mezzanotte e il cornetto algida in spiaggia, insomma, senza pippe sulla nutrizione, non c’era nessuno che ti dicesse che dovevi dimagrire o essere in forma; il mito della bellezza a tutti i costi è arrivato dopo.

In tutta onestà eravamo tutti un pò bruttarelli, con i brufoletti, i capelli tagliati male, vestiti come per il circo o al massimo, dello stesso tessuto per i copridivani!

E me lo ricordo, quando mia mamma mi faceva quei vestiti a fiori e i colletti di sei metri di diametro modello elisabetta I 😂😂😂😂😂😂 tutto nello stesso mood fiorato, divano, coprisedie , vestiti.

I capelli alla Fantaghirò, che si gonfiavano come un fungo e le ballerine blu col fiocchetto.

E c’avevi i peli alle gambe e tua madre urlava che eri troppo giovane per la ceretta, il rossetto e lo smalto alle unghie 🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄 e la parrucchiera la vedevi a natale e a pasqua, che pareva brutto che avevi i capelli come un nido di uccelli 😂😂😂😂😂 e non parliamo dei regali che ricevevi, un libro, un peluche, la cucina di Barbie , quella pezzotta che costava poco, perchè non si potevano spendere i soldi per i giochi, nossignore, non sia mai.

era deontologicamente sbagliato  comprare giocattoli costosi, salvo trovare l’alternativa economica da regalare nelle occasioni più importanti, che tradotto, erano natale e il compleanno.

e nessun premio perchè avevi preso un bel voto, al massimo, mia madre ti rispondeva seria che avevi fatto solo il tuo dovere! 😣🙄

😎😎😎😎😎😎😎😎

e poi ci sono io che per comprare la casa di Barbie, quella a dodici piani, modello Dubai,  che la Barbie di mia figlia non ce la faceva più a dormire nella villetta di campagna, ho acceso un mutuo con la mattel che ancora sto pagando!!!!!

😂😂😂😂😂😂😂

Insomma oggi, una cosa del genere potrebbe essere chiaramente denunciata come lesione della libertà personale dell’adolescente.

noi non avevamo la libertà, noi eravamo la libertà e mi dispiace che questi figli, che non devono combattere con chi sa quali divieti, che come modello genitore siamo molto chill, a questi figli  sembra che manchi la forza per farcela, farcela senza il cambio automatico, il filtro di instagram, le raccomandazioni col professore, gli interventi di chirurgia a vent’anni.

Cioè, nascono già belli e si vedono brutti.

Nascono fortunati e di sentono sfortunati.

Io sapevo di essere brutta 🤣 ne avevo consapevolezza, perchè lo ero davvero e non è che oggi vada meglio, eppure , nonostante un milione e centoventitrè di complessi, certe volte penso come mia madre 😨😨 POTEVO NASCERE STUPIDA il che era molto, ma molto peggio!

🙄😂😆

Ma io ci credo in questi ragazzi, perchè sono più intelligenti di noi, hanno una visione piena del mondo e non vivono come i folletti, si pongono delle domande, hanno teste che pensano e che pensano al futuro in maniera ragionata, ponderata, che sono sicuri ma che hanno la sensibilità di capire che qualcosa sta andando a rotoli e che sono svegli a tal punto che si oppongono alle ingiustizie,  hanno obiettivi concreti e quello che noi vediamo, sono solo quelle piccole insicurezze che scaturiscono quando si ha un confronto così ampio con il mondo.

Non penso che io sarei stata capace di reggere meglio, anzi, conoscendomi, conoscendo la mia incapacità a gestire l’ansia da prestazione, sarei stata sicuramente un fallimento. e non è detto che non lo sia stata, ecco, perchè spesso me le faccio queste domande, mi chiedo dove sarei potuta arrivare, se avessi avuto una visione diversa, quella fiducia nelle mie capacità che prima non si trasmetteva ai figli, nemmeno per sbaglio, per non mostrarsi deboli, o forse perchè il modello genitoriale usciva impostato così, sulla sfiducia, per non alimentare false speranze, perchè magari si potevano alimentare illusioni e non sia mai, le illusioni creavano scompiglio , generavano follie e nessuno le voleva le follie.

Le prussiane in questo contesto semi serio tra passato e presente futuro si inseriscono come un quantum leap che viene dal mio passato, quello confortevole della famiglia, intesa come rifugio, sicurezza.

Alla domenica mio padre, al ritorno dalla passeggiata nel corso a Santa Maria, si fermava in Pasticceria a comprare le paste per il dopopranzo domenicale.

D’obbligo nel vassoio la santa rosa, la zuppetta per mia madre, gli sciù al cioccolato, le fette di torta diplomatica, il cannolo alla crema e le prussiane.

Mimì faceva delle prussiane grandi quanto una mano, ne bagnava le punte nel cioccolato e le accoppiava con una sontuosa ed irresistibile crema al burro.

Madò , l’apoteosi della bontà; tu mi chiedevi qual è il dolce più buono ed io ti rispondevo la prussiana!

Un rito settimanale che non conosceva stagioni, d’inverno col camino acceso o d’estate dopo l’anguria, il vassoio di paste era la certezza che stava andando tutto bene, i cambiamenti, i litigi, i problemi, scomparivano mentre si slacciava il fiocchetto di nylon dorato e affondava nelle creme e nei profumi di quelle paste.

Otto dolci selezionati, perchè sosteneva che le cose bisognava farle come si deve , nel modo giusto.

Ah Mimì, quando sei scomparso hai lasciato un grande vuoto a noi tutti.

E di prussiane non ne ho più viste, se non quelle nei cellophane sugli scaffali dei supermercati.

E quante volte, quando non sapevo fare la pasta sfoglia le ho prese ed ho rimpianto quella magia di quelle prussiane favolose.

Ma non fraintendetemi, di dolci buoni ne ho assaggiati tanti , eppure qualcosa mi tiene fortemente ancorata a quella vetrina minimalista, con i vassoietti di carta dorata allineata e i suoi otto dolci!

E il mondo, ovviamente è andato avanti imperturbabile .

Ho pensato quindi di riprodurle, è da tanto tempo ormai che ho smesso di comprarle, un pò per orgoglio personale , un pò perchè ogni volta che guardo qualcosa di confezionato poi inesorabile mi chiedo, ma se le so fare, perchè mai dovrei comprarle?

” per facilitarti l’esistenza” dovrebbe essere la risposta 😂😂😂😂 ma io lo so bene che mi faciliterei l’esistenza, ma non ne sarei affatto soddisfatta, perchè se non mi complico la giornata sono felice solo a metà! 😅😅😅😅😅😅😅😅😅

E dunque prussiane siano!

Ovviamente vi dico già che se non siete in vena di follie, ritenetevi dispensati dal fare la pasta sfoglia, ma che se invece, avete quel brio che vi spinge a rischiare, fatela che non ve ne pentirete!

Prima di lasciarvi alla ricetta , vi chiedo , qual è il dolce, pasticcino , torta che vi riporta come un treno al vostro passato?

Vi leggo nei commenti

Enjoy life 🎈

prussiane

ho fatto a lungo delle ricerche per trovarne le origini e a dispetto del nome , non hanno nulla a che fare con l’impero austro-ungarico a cui era annessa la prussia , oggi distribuita tra germania, polonia, danimarca e lituania e che ha smesso di essere uno stato alla fine della seconda guerra mondiale.

Le prussiane o palmine o cuori , ovviamente e come poteva essere altrimenti, sono state inventate da un cuoco francese alla corte del Re Sole, che dopo aver arrotolato fogli di feuielletes, così a caso aveva ottenuto questi cuori di sfoglia fragranti e deliziosi.

Ora, sarò anche blasfema, ma sti francesi che inventano tutto per caso e questi casi diventano sempre casi mondiali, mi pare che stia diventando una barzelletta. E ogni cosa che hanno sbagliato, è venuto fuori un successone clamoroso 😂😂😂😂😂😂😂😂😂 e che culo! 😅😅😅😅😅😅😅😅

Cioè, e io faccio na cosa la brucio e sono incapace, ma com’è sta storia?

Anyway , andiamo avanti.

La base è una pasta sfoglia, elemento fondamentale per la riuscita della ricetta.

Ora io preferirei che la faceste voi, ma come ho già detto, se non c’avete genio affidatevi tranquillamente ad una base pronta, che alla fine non muore nessuno.

Per la ricetta della pasta sfoglia vi lascio il link diretto della ricetta che spiego passo passo qui

La ricetta è quella del maestro Luca Montersino

ingredienti:

una dose di pasta sfoglia (nel caso l’acquistiate un rettangolo di sfoglia)

40 gr di acqua

40 gr di zucchero semolato

zucchero q.b

procedimento:

nel caso usiate la sfoglia pronta basta semplicemente far temperare il rettangolo di sfoglia qualche minuto in modo che venga facile poterlo arrotolare.

Se invece avete fatto voi la sfoglia, dopo l’ultimo tournage e riposo in frigo, stendetela su di un piano infarinato leggermente in un rettangolo 25x 30 a più o meno 3/4 millimetri

Rifilate bene i bordi in modo tale che siano regolari.

Preparate uno sciroppo di zucchero facendo sciogliere lo zucchero nell’acqua e quando si è sciolto completamente ed è leggermente viscoso lo sciroppo è pronto.

Pennellate con lo sciroppo prima una lato della sfoglia.

Utilizzate un tappetino in silicone  come supporto a questa operazione in modo tale che lo zucchero non vi scivoli via dappertutto, prima che si attacchi ben bene alla pasta.

Distribuite uniformemente uno strato di zucchero semolato su di un piano e posizionateci sopra il lato di sfoglia pennellato di sciroppo.

Premete bene e fate pressione con un mattarello perchè lo zucchero aderisca.

Pennellate il lato di pasta lasciato libero con il restante sciroppo e distribuite uniformemente lo zucchero semolato.

Anche in questo caso, ricoprite ben bene la superficie e poi passateci leggermente il matterello per farlo aderire bene.

Piegate in due la pasta.

Questa operazione serve solo per trovare il centro.

Riportate la pasta su un solo piano ed iniziate ad arrotolare in maniera stretta un lato della pasta, portate il rotolo fino al centro.

Arrotolate dal lato opposto , sempre in maniera molto stretta ed arrivate al centro.

Chiudete nella pellicola per alimenti e mettetelo a riposare in frigo per circa un’ora.

Questo passaggio servirà ad aiutarvi nel taglio, ottenendo un taglio netto e preciso.

Tagliate i rotolini dopo il riposo in fetta da circa 1,5 cm , trasferiteli delicatamente su una teglia rivestita di carta forno distanziandoli visto che in cottura cresceranno.

Considerate che se userete un rotolo di pasta sfoglia ponto le vostre prussiane saranno più sottili, considerato che vengono stequanto più possibile e tagliateli anche meno di un centimetro e mezzo.

Se utilizzate una pasta sfoglia già pronta, tenete conto che sarà sottilissima, in quanto stesa  con dei rulli meccanici in maniera molto sottile, mentre se farete voi la sfoglia , è chiaro che lo spessore della pasta può essere nettamente diverso. A me piacciono corpose e consistenti e pertanto non lo considero un difetto, ma se vi piacciono più sottili, assottigliate la pasta

Poneteli a raffreddare nuovamente in frigo per circa mezz’ora e poi infornate in forno già caldo a 220° ventilato. Cuocete per i primi dieci minuti coperte da un foglio di carta forno e un’altra teglia messa sopra come spessore , ovviamente della stessa dimensione; dopo dieci minuti, togliete la teglia e il foglio e fate completare la cottura libera.

Questo processo serve per non far gonfiare troppo la pasta, ottenendo delle prussiane ben cotte e compatte .

quando saranno dorati e caramellati le vostre prussiane sono prontissime per essere gustate.

Ovviamente fatele raffreddare che lo zucchero caramellato sarà ustionante!!!!

A questo punto, una volta fredde potete bagnare le punte nel cioccolato fondente e renderle ancora più irresistibili.

Sono perfette in qualsiasi occasione , è inutile che vi dica che sono andate a ruba, ma vabbè, non voglio certo tirarmela, figuriamoci!

😆😆😆😆😆😆😆😆😆

Il vostro pasticcino è servito ❤

Grazie mille se avete letto tutto il papiello prima di arrivare alla ricetta e grazie mille se mi supporterete con un ❤ vale tantissimo per questo lavoro, vale tantissimo per me.

Grazie mille e alla prossima ricetta 😉

 

 

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1 comment

Sabrina di Delizie & Confidenze Marzo 24, 2026 at 17:44

Io adoro questi biscotti, ne vado matta! E sihe son così semplici da preparare ed i tuoi son semplicemente perfetti!!
Tu mi tenti sempre con le tue meravigliose delizie!

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