BiscottiIdee per NataleRicetteRicette speciali

pink crinkle cookies

In october i wear in pink 🎗

A tutte le guerriere,  di oggi , di ieri e di domani.

A coloro le quali non ce l’hanno fatta, perchè la scienza non era abbastanza, perchè non sapevano che i mostri sono anche dentro, sono silenziosi e subdoli , che la vita a volte, sa essere crudele , anche quando sei stata brava, anche quando sei stata diligente e non sai perchè ti sta accadendo ‘sta cosa.

Alle valchirie che stanno combattendo, sciabole nei denti, aggressive lottatrici che non si arrendono mai.

A tutte le donne, a quelle che ci sono passate e se lo sono buttato alle spalle, a quelle che stanno attraversando i ponti adesso, nel turbinio dei cambiamenti e delle emozioni contrastanti, con la paura addosso, che sorridono meste  chiuse nel  dolore, mentre passano al setaccio la propria vita, sapendo che cosa lasciano e con l’incertezza del cosa troveranno, nel dopo. A chi non ha il coraggio di pensare a al futuro, a chi è spaventata, spaesata, stressata, intorpidita dai pensieri densi che tutto il resto passa in secondo piano.

A coloro che fortunatamente sono sane e sono salve dai tormenti, a tutte Le donne, dedico questo articolo.

Una premessa : non lasciate mai che la paura vi tolga la speranza.

Ottobre oggi , lascia per un momento i suoi colori bruni e aranciati per vestirsi di rosa, il rosa della prevenzione.

il tumore al seno non rappresenta più il necrologio delle donne, ma si veste nei colori rosa della speranza perchè si può guarire, si può curare e si ci può salvare, anche quando te ne accorgi tardi.

Ovviamente per farlo bisogna affidarsi alla prevenzione che è l’unico mezzo che abbiamo per sapere che va tutto bene.

Non ci sono magie, non ci sono letture astrali, ogni tanto bisogna lasciare quello che si sta facendo e prendersi cura di se stesse e prendere la vita così com’è , voltarla come un calzino e ripartire daccapo. Ma stavolta più incazzate mi raccomando, niente buonismi, niente sindromi di non ce la posso fare!

E senza cadere nel falso vittimismo del poverina !

Poverina a chi? ditelo forte che li asfaltate tutti, che se avete partorito, andate a lavorare, vi districate nel triangolo bermudesco di lavoro, famiglia, socialità, avete già vinto almeno tre premi nobel : per la pace nel mondo, per le proprietà transitive di moltiplicazione del tempo, per sopportazione dell’intero sistema piramidale che questa società c’impone ; cioè, avete detto niente di tutte queste prove assurde che dobbiamo superare : e la giovinezza a tutti i costi, essere magre, essere determinate, erudite, stupide quando serve, senza pancia, senza cellulite, che il problema più grande è mettere in mostra fisici che richiedono una fatica enorme; e questo non va bene, il tuo outfit non è consono e sei troppo audace e sei troppo suora e sei poco intraprendente o lo sei troppo; insomma, ci sono talmente tante cose nel cervello di una donna , dal vitale ed indispensabile, al futile e nevrastenico, che occupano tutti i neuroni esistenti, prestandosi in mille cose contemporaneamente che il tempo dovrebbe essere calcolato per diecimila ore non ventiquattro.

E quindi, cosa saranno mai venticinque minuti dedicati alla prevenzione?

Nulla.

Ovviamente non starò qui a sciorinare dati scientifici, posso però suggerirvi di volervi bene, come non ve ne vorrebbe nessun altro, forse escludendo le mamme in questa classifica quanto mai stramba, ma credetemi un atto d’amore verso voi stesse è impagabile e per il resto, ci pensate domani.

🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰🥰

D’altronde, mi rendo conto che siamo così in deficit di tempo, che certe volte, certe cose cadono nell’ultimo dei pensieri.

Ma fermatevi un attimo; in mezzo a tutte le mansioni importantissime, quelle di primaria e sostanziale sopravvivenza, tolte le responsabilità oggettive legate al lavoro, i figli, i genitori, i fratelli , le sorelle, la vicina, l’amica col problema, tolta questa quantità inspiegabile di tempo trovato per tutti, se non vi dedicate un tempo per voi chi si ricorderà di comprare quel tipo di croccantino al gatto ? Chi si ricorderà dei cereali , quelli che piacciono tanto e che in dispensa ne è rimasta l’ultima scatola? Se non ci pensate voi, chi credete che chiamerà per gli auguri dell’onomastico , ricordare il dentista, la rata  che scade ; chi raccoglierà i pezzi delle esistenze andate in frantumi e ne ricaverà arazzi e mosaici come se fossero nuovi?

Se non ci pensate voi, chi sarà mai così empatico, emozionale, autoritario se serve? chi sarà pronto a perdonare , ad abbracciare a rimettere in ordine in file ordinate i pensieri aggrovigliati?

E si , succede a tutte e non sempre si riesce a suonare la campanella;

Ellosò, mi state pensando che la vita va avanti, che the show must go on, che alla fine a tentativi qualcuno riprenderà il vostro lavoro, il vostro cammino, ci sarà attenzione i primi momenti, ma poi subentreranno altre cose, altre responsabilità e di quel percorso sarà rimasto il sorriso su di una fotografia e la contezza di non aver indovinato i croccantini al gatto, ma tanto il gatto o avrà cambiato casa o avrà mangiato lo stesso.

E sarà lo stesso per l’umanità, anche quella circoscritta attorno a voi, fino ad arrivare latente il ricordo nel barista che vi faceva il caffè ogni mattino, nella vostra parrucchiera, nel passante che salutate distratto nella passeggiata alla domenica.

E d’un tratto si è diventati ricordi: ti ricordi quella volta? ti ricordi che ridevamo per una cosa stupida e non mi ricordo nemmeno quale? e che se ci saresti stata tu, sicuramente l’avresti tenuta a mente, scherzandoci sopra , di quanto siamo smemorati, così vani a volte da dimenticare cose importanti e ricordare quelle futili. E ti ricordavi esattamente quella sfumatura di rosso chanel comprata nel millenovecentonovantotto, mentre avevi dimenticato di pagare il bollo dell’auto, il motivo di un litigio, la causa di rottura e freddezza tra te e quella tua amica.

E ti ricordi che segnavi le date dei compleanni e ordinavi i regali, quelli giusti, ascoltando le persone ; certo , c’erano anche i regali sbagliati apposta, perchè ti stavano tutti sullo stomaco, le grandi esercitazioni della pazienza, la diplomazia, le lacrime quando non ne potevi più, la macchina rigata, il cattivo umore di primo mattino, il caffè da sola, rigorosamente in silenzio; chi ci sarà al posto tuo a rimboccare coperte, consolare cuori infranti, interpretare uno sguardo, una palpitazione? Chi mai sarà così perspicace da togliere graffi coi baci e colmare vuoti con gli abbracci?

Ci hai mai pensato?

Hai mai pensato a quanto sei importante nel tuo ecosistema, nel tuo microcosmo? Hai mai pensato a quante persone, involontariamente si affidano a te, fosse anche solo per una battuta? Una risata, un semplice parola, di quelle che non hanno nessun significato, come stai? cosa fai? Hai mangiato?

Piccole dichiarazioni d’amore, atti incommensurabili di affetto ordinario, quello che elargisci tutti i giorni che sembra addirittura superfluo dichiararlo; e se tu non ci sei, ci saranno lo stesso le magliette piegate , ma nessuno guarderà più quei fiori con gli stessi occhi e le domeniche saranno lo stesse lente, con le passeggiate malinconiche fronte mare, ma senza di te, saranno lentissime.

E hai pensato al vuoto che lasci già solo per una distrazione, quando dimentichi di chiamare tua madre , tua figlia, la nonna per sapere come stanno, mentre sei assorbita dalle cose che continuano a convergere ,ma sul finire, quando stai riflettendo se fare la doccia, sistemare le ultime cose o ascoltare l’ennesima lezione da ripetere, trovi quei secondi per chiamare, per sentire, per accertarti che tutto vada bene e chi chiamerà al posto tuo?

Ci saranno altre preoccupazioni, altre chiamate, altre storie a cui correre dietro . Ma non ci sarai tu. E anche se il tempo lenisce, addolcisce, assopisce , mancheranno i tuoi fermagli sparsi ovunque, le borse lasciate sul divano, le tue creme chiuse e quelle giacche appese che nessuno prenderà più, se non per darle via.

E quindi, svanisce nei ricordi il tuo profumo, la tua voce, la tua calligrafia, ma dai, era questa la tua firma? un ghirigoro , un segno indelebile sulle pagine ormai sbiadite di cose che non si leggono più.

E ti si ricorda per questa o per quella cosa, per un nastro rosa.

E non stiamo parlando di cose incurabili, senza fine  ,stiamo parlando di cose che si possono affrontare e si può guarire, non senza difficoltà, emozioni, carichi, brutture, ma si guarisce, la scienza non si è fermata, non si è messa un limite, è andata avanti ed ha trovato tante soluzioni, ma devi volere per prima bene a te stessa e poi a tutti quelli che hai intorno, che privarli della tua presenza, della tua costanza , sarebbe come fare un torto doppio, triplo, senza fine.

E quindi non mollare, nemmeno quando è tutto buio, quando la speranza sembra ti abbia lasciato in panne in mezzo a questo niente che ti circonda, non mollare, c’è sempre qualcosa per cui vale la pena e quel qualcosa sei tu, te stessa e la vita che ti porti dietro, il sole che ti scalda il viso, le rose che ami, quei bambini che sono adesso ragazzi cresciuti e il plaid che profuma di fresco, le tue mani che creano meraviglie, la tua mente che sogna e viaggia e tutto quel micro cosmo che ti gravita attorno e che tu, inconsapevolmente , a volte sei spettacolo e a volte spettatrice.

E allora, ci hai pensato a quanto costano venticinque minuti della tua vita spesi per la prevenzione?

pensaci 💗🎗

Ottobre è il mese della prevenzione, non dare nessuna possibilità a quel brutto mostro di prendersi la tua vita.

Prevenire , curare, vivere.

Enjoy Life 🎈

🎗🎗🎗🎗🎗🎗🎗🎗

pink crinkles cookies

perchè il rosa sta bene sempre.

Il mio personalissimo omaggio alla vita.

ingredienti:

Per circa 15 biscotti:

100 gr di zucchero semolato

100 gr di burro morbido (ma non a pomata)

1 pizzico di sale

1 uovo

50 ml di alchermes

300 gr di farina 00

10 gr di lievito per dolci

due gocce di colorante rosa

zucchero semolato q.b

zucchero a velo q.b.

preparazione:

lasciate il burro ad ammorbidire una decina di minuti, versatelo in una ciotola e lavoratelo leggermente con un cucchiaio.

Aggiungete lo zucchero semolato e lavorate il tutto fino a farlo divenire una crema.

Quando è ben amalgamato, aggiungete l’uovo e lavorate con una frusta.

Potete usare anche un frullino elettrico.

Aggiungete l’alchermes, il colorante e mescolate il tutto.

inserite la farina setacciata con il lievito e il pizzico di sale.

A questo punto utilizzate il cucchiaio per amalgamare il tutto e poi le mani per ottenere un impasto omogeneo e liscio.

Coprite la ciotola contenente l’impasto con pellicola e lasciate rassodare in frigo per circa 3 ore.

Potete anche impastare la sera e far riposare tutta la notte.

Trascorse le tre ore , ricavate delle palline grandi quanto una noce .

passatele prima nello zucchero semolato e successivamente nello zucchero a velo.

ricopritele ben bene.

Preriscaldate il forno ventilato a 180°

Infornate i vostri biscotti una teglia alla volta.

   

I biscotti si creperanno tutti in superficie, diventano proprio craquelè.

Quando il centro è morbido ma non mollo, lasciateli sulla griglia superiore per qualche minuto e poi tirateli fuori.

Lasciate raffreddare su di una gratella.

i pink crinkle cookies sono pronti!

Si conservano ben chiusi in una scatola ermetica per dieci giorni; anche se devo essere sincera non ho potuto testare la durata perchè sono finiti molto tempo prima 😄😄😄😄😄😄😄😄😄

Grazie per aver letto fin qui, vi aspetto nei commenti per sapere cosa ne pensate.

Grazie e alla prossima ricetta 😉

🎗💗

 

Post correlati

confettura di melagrana

Teresa

Pan brioche alle noci

Teresa

pasticcini di frolla montata

Teresa

Lascia un Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.