Gennaio.
conosciuto come il mese dai centoventitrè giorni, secondo solo a fratello agosto che dal 1 al 31 sembri passino due anni, nel calendario gregoriano è conosciuto come il mese più lungo e anche quello che fa da cuscinetto tra l’umano e la famigerata prova costume, perdere,è la parola d’ordine, salvo inciampare in quel di carnevale, Pasqua e qualche compleanno random distribuito da qui all’estate.
E non passerà molto che inizieranno le paturnie pre estate, consumate dall’ansia di non arrivare in forma e pronti ai bikini ridotti a dei fili da uncinetto da mostrare sulle passerelle scintillanti della bella stagione, insieme a fisici tonici e agli addominali scolpiti modello carretta carretta.
😄😄😄😄😄😄😄
Che poi, io tutte ste statue greche, corredate di tartarughe stratosferiche non è che ne vedo chissà quante, ecco.
Per lo più in spiaggia non guardo, che mi scoccia guardare e soprattutto mi scoccia essere guardata.
In realtà mi scoccia anche sentire, tranne quando le vicine di sdraio, modello lucertola di licosa, con la pelle abbronzatissima e con la panza sui reni, inciuciano sulla collega o sul collega e la tresca che hanno fittamente costruito e che pensano nessuno se ne sia accorto.
E li parte la strategia, occhiale rayban di default, un airpod spento sul lato dell’inciucio e sei pronta a partecipare ad una puntata de la vita in diretta e vi posso giurare che novella 2000 e Visto a ste due, gli spolverano i piedi 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
ma che hanno fatto le scuole col KGB? sanno tutto, ore, incontri, sguardi , cosa hanno mangiato nello chalet in montagna e quanti passi hanno fatto quella volta, sul lungomare di mergellina, pensando di essere lontani da sguardi indiscreti. 😬
E non se paragonarle alla donna bionica, con questa capacità di registrare sguardi , leggere il labiale a chilometri di distanza se aver paura della psicoanalisi dei comportamenti e della gestualità che Roberta Bruzzone spostati.
Con perizie comportamentali degne di un analista della CIA.
Robe da paura.
E poi ci sono che se non mi metto gli occhiali non capisco manco quale figlio mi sta chiamando!
🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
E poi ve lo voglio di, mi potete confessare anche i vostri segreti più inconfessabili, che dopo cinque minuti, sono già finiti in qualche meandro della mia mente , fagocitati da altre cose e puff! svaniti.
Ma la parte divertente, perchè c’è sempre una parte diventente, il cosiddetto coupe de teatre, è che la spiaggia d’un tratto diventa un teatro di voyeristi e impiccioni, non sono solo io che ascolto, seduta sul lettino modello morta da ventiquattrore, ma anche quelli attorno e vedi quindi i lettini che si spostano e mettersi i direzione di racconto , i bambini mandati al bar o a fare il bagno , andate bimbi che state a fa casino e non capisco niente, per poter sentire meglio. E racconta che ti racconta, l’inciucio dev’essere arrivato alla fila seicentododici e toh, guarda come è piccolo il mondo, arriva anche la collega , quella della tresca per capirci; ma sciaooooo bela, ma non dovevi essere a santorini? ma guarda come è piccolo , anzi direi microscopico il mondo, anche tu quiiiiiii?
E la sala d’ascolto s’interrompe, in genere sul più bello, con una serie di convenevoli smielati , di racconti sulla vita by night nelle isole greche e di scorribande fatte sui motoscafi a capri e a noi non rimane che riaccendere l’airpod che ormai l’inciucio è svanito e non ci diranno nemmeno più quando andrà in onda la seconda puntata.
😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
E prima di arrivare alle attività di ascoltatrice solitaria dei fatti da ombrellone altrui, mi godo questo tempo che sa di pausa e lentezza.
Quella lentezza che assapori dopo i grandi tour de force delle festività natalizia, dove la parola d’ordine è non ne voglio sapere niente, almeno per i prossimi due giorni.
E quindi, i percorsi si abbreviano, il tempo di smontare l’albero, rimettere a posto gli schiaccianoci, le alci e gli gnomi che già si parte con la fissazione successiva: detossinare, sgrassare, smaltire, per provare , anche quest’anno, a non arrivare modello foca monaca
😂🙄😅
E sebbene gennaio , il mese dei centovetrè giorni in trenta, a molti è antipatico e ostile, insieme all’autunno e a febbraio , rimane , per me, uno dei mesi con più fascino . Quel fascino algido che solo l’inverno può avere.
Non abbiamo i colori dell’autunno, niente oro e rame sugli alberi, ma un susseguirsi di toni freddi, in una palette meravigliosa di grigi, bianchi e azzurri che sembrano quasi scintillare, lucidi, cangianti e mai accecanti.
Il freddo, il tempo mutevole, il caminetto acceso come modello di vita, la passeggiata rubata in uno scorcio di sole, la copertina sulle gambe mentre guardi la tv, i calzini ai piedi , fanno parte di un paesaggio confortante a me davvero tanto caro.
Ovviamente non pretendo che siate innamorati dell’inverno tanto quanto lo sono io, che ha anche i suoi lati oscuri, come la palestra 😂😂 la dieta e la prova costume 🤣🤣🤣🤣🤣🤣
E a proposito di prova costume, se alla fine di quest’articolo, che sto quasi per chiudere , pensavate di trovare una ricetta detox, sono lieta di annunciarvi che vi siete letti tutto sto sermone per niente in quanto non la troverete e con molta probabilità non ne troverete giammai, non solo perchè non ho bisogno certo io di darvi dritte sul detox e sulle diete, basta navigare un pò sui social e ci saranno esperti nutrizionisti di ogni genere e che vi suggeriranno ogni tipo di dieta possibile, conosciuta o sconosciuta, dall’ananas al cetriolo, ma anche perchè OGGI passate le festività sono tutti esperti di dieta e sana alimentazione , ve lo dice la zia, la vicina, l’amica che vi passa la dieta dell’acqua e quella che si nutre di muschi e licheni ed è dimagrita sette chili in venti ore , eh si, ha il colorito verde gnomo, ma basta non fissarla 🤣🤣🤣🤣🤣🤣
e scusatemi tanto, oltre a non essere la persona giusta, ma vi pare che abbia speso quasi mille parole fin qui, per suggerirvi di mangiare albumi, avena come uccellini e tre mandorle spezzafame?
Ma noooo, cosa potreste mai pensare di me!!!
Che poi diciamocelo, io con tre mandorle ci campo trenta secondi, dopo di chè mi mangio tutto il sacchetto, compreso il sacchetto
😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
Non è questo il profilo adatto, che si potete anche trovarci delle cose light, per modo di dire, che sono tanto nel mood e che di questi tempi , sono quelli che vanno per la maggiore; eh si che invece quelli come me, che hanno problemi seri ad interfacciarsi con le cose leggere, almeno , che non riescono a staccarsi dalle abitudini , possiamo dire che in questo momento non sono di moda.
E in sintesi, il mio non essere alla moda è chiaramente voluto; perchè mai altrimenti verreste a sbirciare su queste pagine se proponessi zuppe e semini? D’altro canto, è una vita che cerco di non essere negli standard, non vedo perchè mai dovrei iniziare alla mia veneranda età!
😄😄😄😄😄😄😄😄😄😄😄😄😄
E quindi, seppur fuori dal mood, mentre imperversano diete everywhere, detox di ogni tipo e il crossfit ha raggiunto apici altissimi , dividendosi lo scettro da primo sport della vita, insieme al pilates mio adorato, eccomi come voce fuori dal coro, a proporvi qualcosa di poco fit, come è mia abitudine 🤣🤣🤣🤣🤣 e spero mi perdonerete questo mio essere controcorrente e per farmi perdonare meglio,ho pensato che prima o poi dovrete mangiare, dovrete rompere gli schemi della dieta , chennesò , un compleanno, una festa, un addio al nubilato (ma c’è gente che si sposa ancora?) , un signore aperitivo alla quale parteciperete prima o poi e che quindi sacrificherete il “giorno libero” per sfamarvi finalmente 🤣🤣🤣 si , dai , si scherza, non ve la prendete, ed è proprio lì che vi verrà in mente questa ricetta, questa treccia golosissima, che non è assolutamente dietetica, è meglio che ve lo ripeta, ma che vi farà fare tipo sto verso : ohhh mamma, ma che è, perchè non l’ho fatta prima !


che è più o meno quello che ho pensato io, mentre valutavo se farmi un video di quelli che vanno tanto di moda adesso, mentre magno e faccio sti versi che non farei mai nella realtà oggettiva dei fatti ; e giusto per essere coerente con me stessa, alla fine il video non l’ho fatto, non riesco a filmarmi mentre mangio, in realtà non riesco a filmarmi mai veramente, immancabilmente riguardo i frame e cancello tutto, meglio concentrarsi sulla ricetta , ecco.
Che poi , chi l’ha messo in mezzo che si ci deve mostrare per forza, chi l’ha inventato sto fatto, che ogni volta che cucino, ho il mocio da pazzi e la mia faccia non mi aiuta certo! 😂😂😂😂😂😂😂😂
Ed è anche questo che mortifica tutto sto lavoro, sto fatto che alle ricette ci dobbiamo aggiungere un volto, un’identità precisa, come se poi tutto sto poco si facesse da solo 😅😅😅😅😅😅😅e invece no, bisogna mostrarsi , perchè la gente vuole sapere; ma io mi chiedo, quando copiavamo le ricette dai libri di Lisa Biondi, qualcuno ha scritto alla redazione che voleva vedere chi fosse sta Lisa Biondi?
Io la immaginavo tipo Raffaella Carrà, col caschetto biondo precisissimo , l’ombretto azzurro e il grembiule a quadretti.
E diciamo che le ricette riuscivano una ogni tre, ma mica ho scritto in redazione per dire che non uscivano? Mi sono sempre fatta un esame introspettivo e ho sempre pensato che fossi io a non saperle fare.
Ma in ultimo, cosa avete fatto, quando avete scoperto che non esisteva nessuna Lisa Biondi e che era una grandissima operazione commerciale ? E che per di più, a scrivere le ricette era un uomo?
Ehhhhhhhhh.
E chi è sceso sui social a sbandierare questa verità? chi si è indignato ? chi è rimasto deluso e non ha comprato più un solo libro, dispensa o opuscolo della suddetta? Nessuno.
Nessuno perchè non gliene fregava niente a nessuno.
e allora non capisco perchè io ora, senza una preparazione di un make up artist, senza trucco e parrucco, dovrei mostrarmi mentre mangio , cose che ho fatto io personalmente , ideato, preparato, fotografato e gli indignati sono quelli che mi rispondono sotto un post : eh però dovresti farti vedere. <Che non so se sono peggio di quelli che scrivono ricetta ! con un omissis voluto dei grazie, prego, scusi o di quelli questa ricetta fa schifo ma quanto burro hai messo.
In primis nonna diceva che non si dice mai che schifo della roba da mangiare che è maleducazione e in secundis davvero non so cosa rispondere a tanta villanità.
E per tanto , Nun ja fò. Fattell tu, senza burro, senza zucchero, senza ricetta.
E mentre aspetto che le influenzer, quelle da dieci e lode, la smettano di mangiare alla vista di tutti, io rimango un outsider e mangio nell’ombra 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 sperando che un giorno, da impopolare quale sono , diventi affascinante e misteriosa proprio come Lisa Biondi!!!!!!
😂😂😂😂😂😂😂😂
Vabbè, penso di aver di aver sparato cavolate abbastanza , è arrivato il momento di sganciare la ricetta; spero di non avervi tediato troppo con le mie chiacchiere e giusto per capirci, qualche volta mi mostro anch’io, ma solo qualche volta però 😁😁😁😁😁😁😁😁
Grazie per aver avuto la pazienza di leggere queste mie farneticazioni , ma prima di lasciarvi vorrei sottolineare quanto sia importante in questo mondo di interazioni , lasciare un segno, seppur minimo del vostro passaggio al lavoro mio e a quello di tutti coloro stanno qui, sui social e sulle pagine di questi blog a scrivere e a provare cose , opere o missioni , perchè un like, un cuore , un semplice mi piace vale tanto per chi sta qui a fare cose e certe volte vale tutto il lavoro svolto.
Grazie ❤
enjoy life 🎈


treccia sfogliata – versione veloce-
Dunque l’idea era quella di un grande lievitato sfogliato, uno di quelli belli ricchi e soddisfacenti, che quando sfogli, senti proprio il colesterolo che ti bussa sulle spalle e ti chiede se hai invitato solo lui o anche trigliceridi e tutta la compagnia; robe che il dietista se ne deve accorgere solo guardandoti che hai sgarrato ! volevo qualcosa che non fosse il solito panbrioche intrecciato che diventa un grizzly quando lo sforni, ma che ahimè , alla ventiquattresima ora, ha perso almeno il 20% di morbidezza. Questa è il tallone di achille di lievitati mastodontici , che sono favolosi , ma vanno consumati abbastanza rapidamente, altrimenti perdono quella che oggi si chiama shelf life , cioè la freschezza/morbidezza ; infatti sono perfetti alle feste , quando avete invitato tutti i parenti, anche quelli acquisiti di terzo e quarto grado, con la consapevolezza che finirà tutto in tre due uno e rimarranno solo le briciole a testimonianza che una volta, in quei vassoi, c’era un qualcosa. 😃


Quando invece l’occasione è per pochi intimi, da quattro a dodici- quindici ( 🤣🤣🤣) e volete cimentarvi in qualcosa di delizioso e non elaboratissimo, vabbè diciamo non estremamente elaborata , una via di mezzo tra la follia e il realizzabile in poche ore , questa treccia sfogliata è proprio la ricetta giusta.
Al di là di alcuni procedimenti fissi, tutto il resto è estremamente adattabile alle tempistiche e ai gusti personali.
La ricetta è di base una feuielleteè, una base lievitata sfogliata che richiede un allenamento di tricipiti non indifferente, ma in questo caso specifico, ho adottato un sistema di sfogliatura semplice e soprattutto veloce, che si adatta bene anche alle tempistiche più ristrette.
Non ho inventato niente eh, sia chiaro, ho solo adattato due tecniche tra loro ed ottenuto un bel risultato.
I lievitati sfogliati, oltre che a mantenersi più morbidi e a lungo, diciamolo , grazie alla percentuale di burro presente, sono anche nettamente più irresistibili. Inutile dire che io li adoro, ma proprio perchè amo il connubio lievitato sfogliato che regala sempre delle soddisfazioni enormi.
ingredienti:
600 gr di farina (300 0 /300 manitoba oro caputo)
1/2 cucchiaino di miele
7 gr di lievito secco
circa 300 ml di acqua e latte miscelati insieme tiepidi
90 gr di burro morbido
20 gr di sale
2 cucchiaini di semi di papavero.
Sfogliatura :
200 gr di burro a pomata
sale q.b.
pepe q.b.
1/2 cucchiaino di semi di papavero
(volendo potete aromatizzare il burro anche con buccia di limone )
ripieno della treccia :
prosciutto cotto, olive, scamorza, provola, speck, salame, verdure lessate e ripassate ( a vostro gusto e fantasia)
Pastello :
Nella boule della planetaria inserite le farine, il miele e il lievito secco.
Con il gancio inserito iniziate a far girare a velocità minima.
Aggiungete gradualmente l’acqua e il latte miscelati insieme.
Potrebbe essere che ci voglia poco più liquido o poco meno, mentre impastate ve ne accorgete dalla resistenza della pasta. Quando inizia a staccarsi dalle pareti della planetaria significa che è sufficientemente elastico .
Fate incordare l’impasto in modo che si stacchi dalle pareti nettamente .
Aggiungete il burro a tocchetti (morbido ma non bollente) e fatelo incorporare all’impasto, fate incordare nuovamente , ed in ultimo aggiungete il sale e i semi di papavero.
Pirlate l’impasto su di una spianatoia leggermente infarinata e ponete a lievitare in un boule coperta da pellicola fino al raddoppio.
Nel frattempo lavorate il burro a pomata e aggiungete il sale, il pepe e i semini di papavero.
Amalgamate bene il tutto e tenete da parte.
quando l’impasto è pronto stendetelo in un rettangolo su di un piano leggermente infarinato. Deve essere sottile e ben steso.


Aggiungete il burro morbido e con l’aiuto di una spatolina stendetelo uniformemente su tutta la superficie del rettangolo.


Chiudete a due sovrapponendo al centro i due lembi di pasta esterni e poi chiudete a due.
Sempre sul piano leggermente infarinato, stendete l’impasto facendo attenzione a non rompere la pasta , allargatelo nuovamente in un rettangolo (questa volta vi verrà una striscia ) e ripiegate nuovamente le estremità verso il centro e poi chiudete nuovamente a libro.


chiudete con pellicola e ponete a raffreddare in frigo per almeno un’ora.
Riprendete l’impasto e stendetelo nuovamente, ripiegate prima a due al centro e poi a libro e ponete a raffreddare in frigo.
Queste sono le pieghe o tournage che sono propedeutici nella distribuzione del burro nel pastello e che daranno una sorta di sfogliatura.
E’ importante che rispettiate i riposi in frigorifero per dare tempo al burro di rapprendersi e di conseguenza di ottenere una buona sfogliatura.
Fate un’altra piega al vostro impasto e ponetelo a riposare.
riprendete la pasta e stendetela in un rettangolo allo spessore di 3 cm .
Viene un bel rettangolo ampio che ho diviso in due parti uguali.
Al centro di questi due rettangoli mettete la farcitura che avete scelto.
Io ne ho farcito uno con cotto, olive e provola, due cucchiai di concentrato di pomodoro e origano e l’altro con philadelphia al parmigiano, crudo e carciofini.




Con l’aiuto di una rotella o di un coltello ben affilato, ritagliate sui laterali le strisce che andrete ad intrecciare sopra il ripieno.
Chiudete i lembi di pasta sopra e sotto al ripieno e tirando le strisce iniziate a chiudere formando una treccia.
Posizionate le due trecce su teglie rivestite di carta forno e ponete a lievitare a t° ambiente per circa 30/40 minuti
Preriscaldate il forno a 190° ventilato (calore dal basso)
Pennellate la superficie con tuorlo e latte pari peso e se gradite altri due semini.


Infornate in forno caldo per circa 30 minuti; controllate la cottura della base, quando è pronta , continuate a cottura statica fino a completa doratura della superficie.
La vostra treccia sfogliata è pronta per essere gustata.
Vi assicuro che ci vuole più tempo a scriverla e a raccontarla che a farla !!!
Potete ovviamente personalizzare il ripieno come meglio vi suggerisce la vostra fantasia, non ci sono limiti alle farciture alla quale si presta !
Grazie mille per aver letto fin qui e alla prossima ricetta 😉


