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torta salata morbida al pesto

Ottobre.

l’ottobre che sogno io ha l’aria tiepida , fatta di foglie gialle e rosse e mattini frizzanti, di quelli che ti alzi a rilento , con gli occhi che non ne vogliono sapere di aprirsi; l’ottobre che sogno io, sa di muschio e candele accese, tisane fumanti e piccoli foulard avvolti distratti intorno al collo, colorati e leggeri ma che in qualche modo sono una piccola coccola preziosa.

In realtà, da un pò di anni a questa parte, ottobre somiglia a tutto meno a quello che sogno, sa ancora di tarda estate, quella meno frettolosa e frenetica, ma che ancora non ti chiede plaid avvolgenti.

Assume tonalità calde e avvolgenti, questo è vero, ma rimane molto lontano dai paesaggi di brughiera a me tanto cari,  con la rugiada sottile nelle prime ore del mattine ; piuttosto somiglia ad un’estensione di agosto nelle ore centrali ed ad un timido settembre al mattino presto e alla sera; per capirci, al mattino col giacchetto, a mezzogiorno in bikini e alla sera ci vuole il calzino nelle ciabatte.

Diciamo che mi piace, già che  non devi cambiare una maglia ogni sei secondi, già che non ardi viva se per caso esci fuori nelle ore centrali, posso dire che sì, stranamente, questo ottobre mi piace.

Non sa di cioccolata calda fumante e di terra bagnata, ma ha quell’allure di chi sta salutando l’estate, vestendosi di malinconiche sfumature rossastre e di luce appannata in certe ore del giorno.

L’ottobre che viviamo adesso è un pò tarda estate e un pò settembre, pieno di caldo che sembra non finire mai e poi toh! all’improvviso rinfresca con nubi e venti umidi di scirocco.

E’ chiaro che la latitudine fa la differenza, magari un pò più su ci sono già le foglie e ci sta la copertina la sera, ma io abito nel paese del sole e dell’estate fino a novembre e non è che questo sta accadendo adesso, investiti in pieno dalla crisi climatica, è una cosa che accade già da tempo e anche se mi stupisco ancora, riconosco che gli ottobre , nel corso degli anni, assomigliano più a questi , come dire moderni , attuali a questo tempo, che a quelli che ricordo io, quand’ero adolescente.

Che poi era tutto diverso quand’ero adolescente io, ma questo non è che l’ho voluto io, sono proprio le cose che cambiano , i processi evolutivi sono costantemente in moto e non è che siccome ci piaceva una cosa nel millenovecentonovantatrè, possiamo pretendere in qualche modo che rimanga immutata per sempre e meno male mi vien da dire; c’erano tante cose orribili che fortunatamente sono passate: la vita bassa, i codini sulla fronte, le meches bionde larghe quanto la fascia contenitiva per ernie, solo per dirne alcune.

Semplicisticamente potremmo dire che è la vita, questo è il corso giusto delle cose e che dobbiamo adeguarci noi, non il contrario.

I cambiamenti, ahimè, sono una grande incognita e non è detto che siano sempre catastrofici ma siamo così abituati a scandire le nostre giornate in una precisa disposizione fatta di orari, appuntamenti e mansioni, che quando qualcosa cambia, ci troviamo spaesati e difficilmente li accettiamo per quello che sono, in fin dei conti, l’umanità stessa è programmata attraverso dei sensibili meccanismi di affezione e questo rende difficile a tutti il cambiamento, figuriamoci quello improvviso!!

E succede per tutto, gli eventi che non abbiamo sistematicamente programmato, rinchiusi ordinati all’interno dei nostri schemi, diventano immediatamente un problema, quando smettono di essere abituali e diventano straordinari.

Eppure la vita è esattamente questo, succede qualcosa, nel bel mezzo dei tuoi progetti, che ti stravolge completamente e che quindi sei costretta a rimodulare il tutto e ripartire esattamente da quel momento.

E disperazione a parte, quanti di noi possono affermare che non sono ripartiti , esattamente da quel punto, non senza difficoltà ovviamente , ma in ogni caso hanno fatto nuovamente una start-up della propria vita? Succede più spesso di quanto immaginiamo e ci rialziamo  altrettante volte quante ne cadiamo.

Fa parte del processo evolutivo, anche quando pensiamo di aver toccato il fondo; di fatto sono proprio questi viaggi , orribili fatemelo dire, queste prove di resistenza che la vita ci pone davanti  e che potremmo farne volentieri a meno , ma è proprio in quelle occasioni che si risale la china.

Un passo alla volta è diventato uno dei miei mantra nell’ultimo periodo e per quanto mi ritenga fortunata, anche nelle cose più buie e negative, quando cime tempestose si rabbuiano all’orizzonte, cerco sempre di trovare quello spiraglio di luce, che forse intravedo solo io nel tunnel buio ma che fortunatamente e direi anche grazie al carattere che mi ritrovo, non mi fa mai disperare completamente.

E quindi certe volte mi dico che fortuna sorridere sempre, guardare il bicchiere mezzo pieno, scoprire che in fondo, da qualche parte, si può trovare la soluzione , magari non quella risolutiva, ma è già una cosa avere una speranza, un modo che ti fa affrontare la visione diversamente.

Certamente, se invece vedete il bicchiere mezzo vuoto e la disperazione fa parte della vostra vita quotidiana, se pensate che non ce la potete fare a prescindere, se vi vedete sopraffatti anche dalle cose più semplici, io non potrò che sembrarvi una stupida , magari anche fattona che dispensa felicità come Pollon e sono certa che sia a voi ampiamente detestabile, esattamente come io detesto quelli che si piangono perennemente addosso e che mi dicono : ah quanto sei fortunata tu! però continuano a piangersi addosso senza fare nulla per cambiare lo status attuale!

E allora ve lo dico, tanto qua siete in sette otto che mi leggete 😂😂😂😂😂😂😂 ma ve lo devo dì, sennò vi convincete davvero che sia una questione di fortuna; NO, NON E’ ASSOLUTAMENTE UNA QUESTIONE DI FORTUNA

si tratta di accorciarsi le maniche e capire come fare per dare il meglio e di conseguenza, prendersi il giusto.

Perchè a meno che non siete figli di Onasiss ( e non so se ne conoscete la storia, insomma, non proprio il ritratto della felicità) anche i Reali , quelli di Windsor per capirci, hanno le loro beghe , la fortuna c’entra ,forse, solo in che famiglia nasci, ma neanche poi ne è la conferma, secondo me la fortuna oggi consiste in QUALE LATO DEL MONDO NASCI per il resto sei tu la tua fortuna e sei sempre tu la causa della tua sfortuna.

E mantra positivo o meno, siamo qua per fare del nostro meglio, anche se vedo più del “nostro peggio” e queste condizioni sono difficilmente variabili, l’audacia di capire quanto possiamo migliorare non è propedeutica a tutti, ergo, se non si è umili abbastanza da capire quanto possiamo imparare ancora, rimarremo definitamente nel nostro peggio .

🍀🍀🍀🍀🍀🍀🍀🍀

” La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione” Seneca 

Ritornando al motivo perchè siamo qui, oltre ovviamente, a scrivere farneticazioni  e scomodare filosofi importanti, siamo qui a scrivere ricette e si, anche a contare fatti, ma principalmente a redarre ingredienti e preparazioni.

in questo periodo, anche se vi sembrerà assurdo c’è una discreta sopravvivenza di erbe aromatiche e il Basilico è ancora protagonista nel mio giardino e nei miei vasi  prolifera rigoglioso. Pensavo che fosse dovuto al fatto che ero diventata un’esperta del genere sopravvivenza delle aromatiche e affini ; invece ho scoperto che è comunque di stagione e che sopravvive fino ad ottobre inoltrato; cioè le mie capacità di contadina sono leggermente migliorate nel tempo, ma non in modo tale da far sopravvivere le piante fuori stagione ,mettiamoci pure che tutte ste piante con me hanno imparato la resilienza e quindi sopravvivono a loro modo, più che altro perchè si autogestiscono , fatto sta che ho riserve ancora per qualche settimana e se facesse un pò di pioggia, potremmo sfangare anche novembre !!!

😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂

Magari chiedo troppo, ma la natura sa essere matrigna e benigna e in questo caso è stata benevola assai 🥰🥰🥰🥰🥰🥰

Devo dire che oltre alla famiglia, al lavoro, la gestione di questa casa di pazzi, dove ognuno apporta il suo carico inestimabile di problemi , oltre ai gatti , alle lucertole e alla coordinazione in toto di tutto questo, si è aggiunta anche la grande responsabilità di far vivere, nonostante la siccità aggressiva e costante che ci ha investiti senza pietà , si è aggiunta dicevo, la grande responsabilità di far sopravvivere tutto questo ecosistema che ho costruito intorno a me e tra questi il basilico, mio adorato, che mi ha ripagato con una produzione degna di un premio nobel dell’agraria, casomai ne esistesse uno !

😄😄😄😄😄😄😄😄😄😄😄

E dopo aver preparato vasetti di pesto a non finire, cubetti di olio , basilico e pomodorini, insomma, mi è venuta l’idea di provarlo in una torta salata morbidissima 

che vi devo dire la verità, all’inizio pensavo piacesse solo a me , anche perchè qua, i giudici di Masterchef sono severissimi e non appena ti vedono prendere una ciotola ti fanno il terzo grado e quando esponi la tua idea, ti guardano con quel misto di scetticismo e dubbio che se non fosse che  me ne frega una beata cippa, farebbero venire i dubbi pure a me!!!!

🤣🤣🤣🤣🤣🤣

Eppure ormai, dopo tanti anni dovrebbero essere abituati a questo modo mio di creare cose , eppure ancora oggi, trovo una leggera resistenza  e la prima è la santa matriarca di questa tribù di scellerati, che ormai avviandosi alla terza gioventù, è la più resistente alle novità, tenendosi ancorata a quelle tradizionali e pertanto costantemente sul chi va là, quando ti vede spignattare cose nuove……

Che poi dopo se le magnano e si prendono anche i meriti (ma lo sapevo già che sarebbe venuta buona !) e tu non puoi che sospirare rassegnata , pensando a tutte le domande che ti ha fatto durante tanto da indurti a dubitare delle tue stesse capacità!!!

😎😎😎😎😎😎😎😎😎😎

Protagonista assoluto il basilico che ovviamente viene trasformato in una sorta di pesto leggero e aggiunto all’impasto della torta e viene fuori una cosa che vi stordisce l’anima dal profumo che invade tutta la casa e vi conquista con la morbidezza dell’impasto .

Se siete nella categoria dei NON AMANTI DEL BASILICO sappiate che questa torta  si presta a svariate modifiche, chiaramente mantenendo inalterate le dosi base. Nel senso proprio lato del termine, cioè, non si può fare senza uova, senza farina, senza mascarpone, altrimenti sarebbe tutta un’altra torta.

😎🙄

Insomma, prima che finisca il basilico, nel mentre siamo già investiti da zucca everywhere, che amo si, ma che certe volte mi sembra di vedere solo e soltanto arancione, è arrivato il momento di sganciarvi questa ricetta, che ovviamente potete replicare in qualsiasi periodo dell’anno, utilizzando un vasetto di pesto già pronto , oppure provando con un altro gusto se la versione verde speranza magari non vi alletta granchè.

E vi dico (e poi chiudo giuro solennemente , croce sul cuore) che anche qui, potrebbe sembrare una questione di fortuna, quando l’idea nella tua testa riesce anche nelle tue mani, ma se pure volessi dire, che c’è sicuramente un pizzico di Dea Bendata, tutto il resto, lo fa la pratica , l’esperienza e forse un pò di conoscenza!!

Che dite? Non è forse così?

🍀❤😎

E voi credete che sia tutta una questione di fortuna o di self made work?

Vi leggo ❤

Enjoy life 🎈

Torta morbida al pesto

ingredienti:

250 gr di farina 00

4 uova

30 gr di grana o pecorino se vi piace un sapore più intenso

80 gr di pesto (usate quello che preferite io l’ho preparato fresco)

200 gr di mascarpone

100 gr di scamorza cubettata

70 ml di olio

80 ml di latte

15 gr di sale

6 pomodori secchi messi in ammollo

80 gr di olive taggiasche

1 bustina di lievito per torte salate

30 gr di pinoli per guarnire

procedimento:

Mettiamo i pomodori secchi in ammollo in acqua calda per dieci minuti.

Quando saranno morbidi li tagliuzziamo sottili

in una boule rompiamo le uova, aggiungiamo il grana o pecorino e montiamo le uova qualche minuto.

Io ho utilizzato una frusta elettrica, ma si lavora perfettamente anche con una frusta normale.

Aggiungiamo il mascarpone senza liquido di fondo e amalgamiamo all’impasto.

Aggiungiamo 40 gr di pesto e mescoliamo il tutto.

A questo punto aggiungiamo metà della farina, il lievito e il sale e incorporiamo il tutto in modo da ottenere un impasto liscio aggiungendo il latte .

Rendiamo l’impasto fluido e aggiungiamo il resto della farina, l’olio ed amalgamiamo nuovamente fino a rendere tutto omogeneo.

Affettiamo sottilmente i pomodori secchi e condiamo con olio e origano e aggiungiamoli all’impasto.

Tagliamo grossolanamente le olive e lo stesso le aggiungiamo all’impasto insieme alla scamorza che dev’essere asciutta.

Amalgamiamo il tutto e versiamo in una teglia da 22 cm di diametro.

Livelliamo bene l’impasto con una spatolina e stendiamo sulla superficie il pesto rimasto, livellandolo bene e i pinoli.

Cuociamo in forno preriscaldato a 190 ° statico per circa 30/35 minuti.

fate sempre la prova stecchino che deve risultare asciutto .

Sfornate la vostra torta e fatela raffreddare qualche minuto.

Delicatamente estraetela dallo stampo e fatela raffreddare su di una gratella.

La vostra torta al pesto è pronta per essere gustata.

Potete servirla tiepida dove sprigionerà tutti i suoi profumi o gustarla fredda, per accompagnare i vostri aperitivi autunnali o per fare un entree scenografica, profumata ed irresistibile.

Si presta anche in monoporzione se volete servirla in un buffet.

Insomma, le variazioni sono molteplici ma il gusto rimane unico!

Vi aspetto su instagram e facebook dove a breve arriverà anche un reel sulla sua preparazione e se ci riesco, la potete trovare anche su pinterest !

Troverete anche tanti contenuti video che accompagnano quasi tutte le mie ricette che vi posto qui!

Lasciatemi un ❤ se avete gradito questo articolo e non mancate di farmi sapere se la proverete!

Grazie per aver letto fin qui e alla prossima ricetta 😉

 

 

 

 

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