Ricettetorte da credenzaTorte semplici e plumcake

marble cake fragole e cacao

Prometto che questa  sarà probabilmente l’ultima ricetta con le fragole  in questo maggio, mi preparo psicologicamente alle ricette estive ed ad una vita terrena stabile fatta di lacrime e sudore dei prossimi mesi che verranno.

Che se proprio lo vogliamo dire, potrei anche mettermi in pausa in estate, tanto mi rispondono tutti che il forno lo mandano in ferie, nella prospettiva del caldo torrido che verrà, nutrendosi di bruschette e acquasale , mentre qui, non puoi nemmeno permetterti di pensare a non cucinare, che al terzo giorno di pomodori e affini, sono pronti a dissotterrare le asce di guerra, stretti dai morsi della fame!

Ma anche se  l’estate sembra essere  alle porte, non è ancora in quella forma smagliante , ergo, il caldo ancora va e viene ed io, marginalmente, ho ancora il tempo di pensare a ricette fresche da proporvi, che non siano per forza gelati e sorbetti , acquasale e bruschette ecco.

Vi scrivo in questa domenica calda e ventilata e sono di ritorno oggi da una comunione e a tutto ho pensato meno a cosa vi preparerò nelle prossime settimane.  Ad essere sincera mi sono divertita veramente molto,  una compagnia spensierata, le amiche di sempre; ed eravamo tutti belli , freschi e spensierati, col bicchiere sempre pieno, i balletti seventhies che suonavano da un tablet, un giardino di limoni profumati , il mare che faceva da cornice e la brezza serale che ci cullava dolcemente.  Un momento  vissuto  con quella spensieratezza che ho provato solo quando ero giovane e leggera e non dovevo preoccuparmi assolutamente di niente e sinceramente , sebbene non sia stato facile il processo della mia adolescenza, oggi ripenso a quei giorni e non mi sembrano così dolenti  e matrigni , così come li ho vissuti allora.

Ma si sa, normalmente ci vediamo nel passato e ci troviamo orribili ed io certo non faccio differenza, con la consapevolezza che oggi mi rivedo in un goffo anatroccolo che cercava disperatamente la sua strada, mentre allora, spietata come solo io so essere con me stessa, mi vedevo come il gobbo di notre dame, con l’unica differenza che non avevo la gobba! E poi diciamocelo, il gobbo alla fine ha avuto una vita triste assai 🙄

Erano gli anni novanta. Gli anni della mia gioventù.

Sono stati essenzialmente gli anni del passaggio ,  un ponte sospeso tra l’opulenza degli anni ottanta, in pieno boom economico e l’inizio del radical chic di Carolyn Besset , semplice, minimal all’estremo ma elegantissimo. Tutto stava cambiando radicalmente, dalle spalline eccessive e le cotonature alla Dolly Parton, i mocassini con i denti della timberland, i pullover a righe della benetton , colori psichedelici e i bomber lucidi  lasciavano il passo  al liscio perfetto, le giacche destrutturate e la t shirt bianca come base del tutto della nostra vita, dalle balere ai lounge bar, insomma dal Carnevale di Rio alla New Age nello spazio poco più di un decennio, che sembravano essere passati secoli.

I paninari stavano lentamente entrando nella loro era decadente, le creste dei metallari  si lisciavano  e le camicie a quadri dei grunge , si avviavano al declino e con la morte di kurt cobain, il declino fu quasi assoluto. All’orizzonte si intravedevano certi principi di modernità , della quale non ne immaginavano proprio la portata.

Eppure gli anni novanta, nonostante la vita bassa, che più bassa non si può , le auto a gasolio, oggi considerate inclassificabili, la lacca al clorofluorocarburo, la musica commerciale nelle discoteche, il dentifricio al fluoro, le t shirt con le pupe della phard, Non è La Rai e ambra angiolini, il festivalbar , le musicassette by erry, non sono stati questi anni horribilis come spesso li sento descrivere. Certamente , senza i cellulari, gli smartphone, i satelliti, whatsapp e tutte ste cose che abbiamo oggi, la rete wifi  nella foresta amazzonica, con dispositivi dappertutto, rintracciabili e raggiungibili everywhere, è normale che guardare a certi anni del passato, sembrano del tutto invivibili!!!

😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂

Ma non erano invivibili per noi.

Del resto anche per me era difficile capire , come facevano mai a divertirsi i miei genitori, che le ragazze non potevano uscire se non accompagnate , che tutto era un tabù e che il massimo della vita era ascoltare la radio, anche di nascosto, se capitava male.

Eppure anche loro asserivano di essersi divertiti, con le cose semplici e tanto che il gap generazionale aveva messo su cervelli in fuga e che ormai, si era persa la ragione.

Più o meno quello che si dice adesso della generazione dei miei figli, azzeccati al cellulare e che l’aspirazione massima è fare l’influencer o lo youtuber.

E gira che ti rigira diciamo le stesse cose, super giù, che si è persa l’educazione, non c’è più religione e via di luoghi comuni che si perpetuano nei secoli dei secoli amen.

Ma Io c’ero, me li ricordo , in perpetua contraddizione col decennio prima , sospesi tra i figli dei fiori ,  Raffaella Carrà, i balletti della cuccarini, Fantaghirò, Bettino Craxi e le stragi di Mafia.

La giustizia, la coscienza ecologista, il ritorno all’essenziale dopo anni di esagerazioni a tutto tondo, andavano su e giù in un andamento lento tra le nostre coscienze che si stavano formando.

E sentivo che il mondo stava cambiando, ma ne riuscivo a cogliere soltanto alcune sottigliezze, visto che oltre a tutto quello che mi si stava stravolgendo intorno, si erano aggiunte le difficoltà del mio essere, spinta da un sentimento di ribellione profondo che mi portava a combattere non solo gli altri ma soprattutto me stessa.

Si insinuava già tra noi , questa dinamica della bellezza  associata alla magrezza, alimentata dal fenomeno delle grandi top model, bellissime, che dal nulla erano diventate delle star. e le griffe che cambiavano i corsi della moda, l’ostentazione  trasformata in raffinatezza.

E tutta questa mia insicurezza, foraggiata poi da un aspetto fisico non del tutto in forma e ancora in evoluzione,  non ha certo giovato alle mie sette otto personalità 😆😆😆😆 eh ma io sono stata fortunata, anche se non so fino a che punto, ho puntato tutto sulla conoscenza; del resto, non avendo molta scelta, non potendo certo competere con l’aspetto fisico, mi sono concentrata sulla cultura e su una sana dose di umorismo e comicità, usati come corazza, per salvarsi alla meno peggio😅😅😅😅😅😅😅

Le incertezze su quello che sarebbe stato il mio futuro, poi, non ne parliamo proprio, ero già il tipo di persona che viveva giorno per giorno e se dovevo fare un programma, già mi saliva l’orticaria allora, figuriamoci adesso!

la  verità è che tutt’oggi, a questa veneranda età, non ho ancora capito qual è veramente la mia strada e senza troppi fronzoli, sto ancora costruendo oggi, un cammino che varia giorno per giorno.

Variabili e opportunità tra occasioni perse e quelle prese al volo, di porte e portoni che si chiudono e serrande che si aprono, insomma nel bel mezzo di tutto questo trambusto che è la vita, così piena e così caotica, difficile e complicata, ho attraversato quel tunnel dell’adolescenza e con non poche turbe! 😂😂😂😂😂😂😂😂

Ma si sa, si diventa grandi soprattutto attraverso i problemi, che come diceva mio padre, ci fanno le spalle grosse e ci insegna più un fallimento che un successo.

Niente di più e niente di meno rispetto a tutta la mia generazione, a quella che era venuta prima e a quelle che poi si sono susseguite.

Di sicuro negli anni novanta nessuno si sarebbe sognato di mettere la frutta negli impasti,  men che meno le fragole ; al massimo si mangiava fresca e con quintali di panna oppure farcirci le torte , grande classico , ma più in là  di questo non  si ci era ancora spinti.

L’idea mi è venuta sulla scia del cake alle fragole con frosting allo yogurt che ho preparato qualche settimana fa e  unire, in un modo diverso, sicuramente non troppo convenzionale le fragole al cacao.

Che tra l’altro è una delle unione più golose ed irresistibili .

Ne è nato dunque questo marble cake profumatissimo e soffice, che ha sorpreso di gran lunga le mie aspettative e anche quelle di tutta la mia family, che in quanto a critiche, non si risparmia mai.

E vivo oggi, una nuova adolescenza, come tutti quelli della mia età, con i figli abbastanza grandi da camminare da soli, in questa sicurezza ovattata delle comodità odierne; con la consapevolezza delle responsabilità questo è vero, ma anche con quella leggerezza effimera che solo il passato ormai affrontato sa dare; e quindi i difetti, le brutture, le cose storte che non mancano mai, le difficoltà, fanno parte tutte di questo background che ci portiamo dietro e proprio grazie a questo, che i difetti diventano miti, addolciti dal tempo e da una certa flessibilità acquisita durante il percorso.

Certo non manca la pazienza e una certa dose di resilienza che diciamocelo chiaro è una dote che si acquisisce dalla nascita, doti propedeutiche alla sopravvivenza, più che altro.

Vi lascio la ricetta con un omaggio a Pino Daniele, che racchiude in queste parole, probabilmente tutta l’essenza di questo articolo (e vi sfido a leggerlo senza cantarlo !)

💖😍

“E  allora sì, che vale a pena ‘e vivere e suffrì, e allora sì, che vale ‘a pena e crescere e capì. Credere ancora nell’amore, farsi portare un pò di più, oppure è tutta suggestione questa vita. Questa vita.” -Pino Daniele-

Enjoy Life 🎈

marble cake fragole e cacao

ingredienti:

3 uova

200 gr di ricotta

170 gr di zucchero

1 pizzico di sale

1 pizzico di vaniglia

220 gr di fragole ridotte in purea

il succo di mezzo limone

50 gr di fecola

16 gr di lievito

30 gr di cacao

30 ml di latte

procedimento:

ridurre le fragole in purea avvalendosi di un blender insieme con il succo di limone, che servirà a mantenere il colore delle fragole bello brillante.

In una ciotola lavorate la ricotta con lo zucchero fino ad ottenere una consistenza fluida e setosa.

Aggiungere un uovo alla volta, avendo cura di amalgamare uno, prima di aggiungere l’altro.

Otterrete un impasto bello fluido.

Aggiungete la vaniglia e il pizzico di sale.

Setacciare sulla massa la farina in tre riprese, la fecola e il lievito.

Amalgamate il tutto.

Non preoccupatevi se l’impasto vi sembrerà corposo.

Dividiamo dunque l’impasto in due ciotole avendo cura di fare due parti uguali.

Il mio impasto pesava 770 gr e l’ho diviso in due.

In una parte aggiungete in due riprese la purea di fragola amalgamando il tutto.

Potete aggiungere una goccia di colorante rosso se lo volete mantenere più colorato (anche perchè in cottura il colore delle fragole tende a scurirsi)

Nella seconda ciotola aggiungete il cacao setacciato e il latte; amalgamate il tutto fino a renderlo liscio.

Ungete perfettamente il vostro stampo, io ho usato lo staccante spray distribuito per bene  con un pennello nelle scanalature dello stampo heritage della nordic ware.

Con l’aiuto di due dosatori alternate l’impasto alla fragola con quello al cacao, fino a terminare i due colori.

Infornate in forno  già caldo a 190° statico per circa 45′, ma fate sempre fede alla prova stecchino.

Una volta pronto, sfornatelo e fatelo raffreddare capovolto su di una gratella fino al raffreddamento completo (questo vale soprattutto per questo tipo di stampi che hanno bisogno di raffreddarsi completamente per far si che si sformino senza rotture.

Trasferitelo su di un piatto da portata, spolverate di zucchero a velo e decorate a piacere con fragole fresche .

Potete anche lasciarlo semplice o servirlo con una pallina di gelato.

Il vostro marble cake fragole e cacao è pronto.

Perfetto a colazione quanto per un dessert semplice ma dal gusto veramente intenso.

Vi ringrazio se avete letto fin qui e se lascerete un ❤ come segno del vostro gradimento ve ne sarei davvero molto grata.

Grazie per aver letto fin qui e alla prossima ricetta 😉

 

 

 

 

 

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