Non capita per caso, questa heaven cake, in questi giorni dove un pò di scombussolamento emotivo ha sferzato nella mia vita; cose che capitano ai vivi, diceva mio padre e che ben si allacciano alla quotidianità di tutti; del resto siamo umani e nessuno , purtroppo ci toglie dalla circolarità della vita, si nasce, si vive, si muore.
e tutto quello che rimane è solamente quello che si è fatto in mezzo, nulla più.
Ma non voglio intristirvi o ammorbarvi con quelle che sono le mie vicende tristi, ma una grande riflessione nasce da tutti gli eventi che si sono succeduti in questi giorni e che la vita è troppo breve per poterla passare tutto il tempo innervositi e arrabbiati , scandendo gli eventi solo in negativo; abbiamo bisogno di leggerezza e qualche volta anche di lasciar correre, che altrimenti, in questo lasso di tempo che ci è stato dato in dono, non facciamo altro che passarlo male.
Non sono qui per fare la filosofa e nemmeno per lasciarvi perle di saggezza a riguardo, ognuno di noi vive situazioni analoghe che ci portano a certi scombussolamenti che sono certe volte, impossibili da ovviare e difficili da superare, ma l’esperienza m’insegna che nulla è per sempre e che le nostre vite, così banalmente appese ad un filo, certe volte si investono di certe solidità che si reggono sul nulla, ma siamo così convinti delle nostre ragioni, da non farci rendere conto di quanto sia tutto troppo mobile e veloce.
L’evoluzione d’altronde c’insegna che i percorsi dell’umanità passano quasi sempre attraverso gli stessi passaggi, guerre , scoperte, dolori e piccole gioie, ma stranamente, non abbiamo fatto esperienza da tutto questo e percorriamo le nostre strade, nella condizione ultima di avere perentoriamente ragione e che , chissà poi con quale convinzione che siamo immortali.
sulla ragione, ahimè, non saprei cosa dire, io stessa mi sono ritrovata in certe situazioni alla quale mai e poi mai, avrei creduto di trovarmi e non sono solo il frutto delle mie scelte inconsulte e che bene o male, avendo visto che non ci potevo combattere, ho lasciato cadessero nell’oblio dell’indifferenza, ma non senza provare a ricucire, rattoppare o rammendare ; invece sull’immortalità , avrei molto da ridire e non solo perchè la biologia ci dice che non possiamo certo vivere per sempre!
Ma il concetto stesso di immortalità è secondo me qualcosa di etereo ma che in qualche modo si costruisce nel tempo: quello che facciamo, il modo in cui viviamo lasceranno di noi quelle tracce indelebili che faranno si, rimaniamo per sempre nel ricordo di qualcuno.


E sebbene , noi comuni mortali, che non abbiamo conquistato certo imperi come Giulio Cesare, incendiato Roma come Nerone, decapitati davanti folle ardenti di vedere la nostra testa rotolare, conquistare la Luna o scoprire cure importanti da meritare il Nobel (anche se io come genitrice di due adolescemi complicatissimi, un Nobel per la pace lo meriterei sicuramente), sebben non avremo certo un capitolo dedicato nei libri di storia, abbiamo comunque svolto una vita, in una comunità dove abbiamo lasciato un impronta nel cuore di qualcuno e che ci ricorderà , facendo si che anche il più umile di questa terra senza le lodi alcune di grandi gesta, abbia un posto nel cuore di qualcuno
Che poi, riflettendo, non compiamo ogni giorni grandi gesta nelle nostre vite, che salvano certe volte situazioni critiche ? non affrontiamo ogni giorno, gesta eroiche, che probabilmente non ci fisseranno sulle pagine dell’odissea, ma non sono comunque valide al fine della vita di tutti i giorni? Non combattiamo ogni giorno, battaglie nel nostro microcosmo degne da farci sentire come Ulisse?
E alla fine perdonatemi la semplicità di questo pensiero, quel che conta veramente non è tanto per lasciare un segno indelebile nel mondo, ma lasciare un impronta nel cuore di qualcuno; basta soltanto un cuore che conservi nelle sue radici un frammento della nostro vissuto e rimarremo per sempre immortali.
Che poi è l’unico “per sempre” che veramente può essere menzionato, tutto il resto passa, come passano le ore, i giorni, i mesi e gli anni.
Il tempo farà la sua parte, lentamente il dolore si spegne, la mente si acquieta e la vita riprende a scorrere creando una cicatrice intorno alle ferite.
Nell’attualità dei tempi che viviamo, allontanati dagli impegni, iperstimolati dalle tecnologie, occupati da talmente tante cose, abbiamo perso l’essenzialità della vita sociale, quella vera, fatta di presenze fisiche, di braccia che si stringono e si sono perse quelle abitudini come trovarsi, farsi quattro chiacchiere, viversi semplicemente, senza per forza condividerlo con l’intera popolazione globale.


Diciamo che un pò questa cosa ci ha reso sempre più soli e sempre più alienati; vediamo la vita di tutti e gli altri vedono la nostra , ovviamente quello che vogliamo mostrare, in genere solo la parte più bella, quella glamour, quella fighissima, quella insomma che ci rende interessanti alla vista degli altri, con le nostre barche, gli aperitivi, le uscite nei locali e ci sta eh, non fraintendete, ci sta tutto, poichè siamo un mondo di impiccioni e inciucioni, che ci piace sapere e fare inciuci e ci piace guardare le vite degli altri e se prima, certe vite si potevano solo immaginare o intuire o al massimo se ne parlava citt’ citt’ nei pettegolezzi di quartiere e di vicolo, seduti alla panchina al fresco nelle estati piene di sole e di cicale che ti sfiniscono o a casa , come da commara Betta,che mentre preparava il caffè, tagliava fette di torta al limone, quelli raccolti nel giardino del principe e intanto raccontava i fatti di tutti e sapeva tutto , di tutta la popolazione che nemmeno il censimento era tanto informato.
oggi ne abbiamo una visione piena che nemmeno dallas e dinasty , con la comodità di guardare tutto da casa e l’inciucio si è trasformato in conoscenza diretta, non è più nascosto e sussurrato, ma addirittura è manifesto! E dagli autori stessi, che non si risparmiano dei dettagli . Pertanto non ha più senso chiamarlo inciucio e mi dispiace solo per commara Betta, dei suoi racconti degni di un intrigo internazionale ma che se fosse stata viva adesso, avrebbe di certo perso il lavoro di inciuciatrice ufficiale 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
Immagino se questo strumento lo avesse avuto Napoleone!!!Che grande successo avrebbe avuto la sua vita privata prima ancora delle sue gesta da generale!
Diciamo che in tutto questo non ci sono sole cose negative, come in tutte le cose, c’è sempre anche un risvolto positivo .
Puoi sapere dove sono esattamente le persone quando le cerchi, ricordarsi i compleanni, sapere chi è passato a miglior vita, leggere delle gesta eroiche dei tuoi vicini, sapere la viabilità del traffico in tempo reale ; ma non solo, si scoprono luoghi che non ne conoscevi l’esistenza, ricette, racconti, opportunità; chiaramente si vengono a sapere di tanti disagi , ma anche di tanti disagiati, che diciamocelo, prima scoprirli era un percorso lungo e faticoso, oggi invece in tre secondi ne hai già contezza 😂😂😂😂😂
Funerali, compleanni, feste, gite, viaggi. E’ tutto accessibile , ma in fin dei conti , è tutto aleatorio, disperso in altre migliaia di storie, tutte uguali, dove fateci caso non c’è nessuno triste.
La tristezza oggi non ha più nemmeno lo stesso significato, non rappresenta uno stato d’animo , ma uno status da celare, nascondere, mortificare.
Ed è dunque qui, che si intrinseca la mia grande riflessione : in che modo oggi possiamo rimanere veramente immortali nel ricordo di qualcuno, se ci siamo messi in perenne modalità spettatore?
Fortunatamente , rimangono in piedi i legami , quelli veri , fatti di amicizie consolidate, la famiglia, quei legami misti tra affetto e rispetto , che superano gli anni, le difficoltà, le avversità ; che resistono e che riescono a superare le incomprensioni, le difficoltà che oggettivamente ognuno di affronta .
Ma tutto questo , io ve lo dico, ma credo che sia superfluo , richiede tanto lavoro, diplomazia, pazienza , comprensione ma soprattutto dialogo, perchè se non si parla, va tutto a rotoli .
E credetemi quando vi dico che non ce la faccio a chiudere così in tronco, senza una spiegazione, senza un confronto; sto sempre lì a dare queste seconde e terze e quarte possibilità, nella speranza che si possa chiarire o quantomeno spiegare , per chiudere quei famosi cerchi che sono probabilmente solo nella mia testa , ma che stanno li senza chiudersi , perchè non ti viene data una spiegazione o la possibilità di spiegarti tu e rimangono così, in un infinito che non si chiude mai e che tu, non riesci a comprendere come poter mettere finalmente un punto e chiudere mentalmente quel capitolo e magari metterci una pietra sopra, anche una colata di cemento armato se dovesse servire, ma che dia una svolta una volta per tutte.
E quindi, pensateci bene quando date quelle mezze risposte che urtano il sistema nervoso, quando non date la possibilità di avere un chiarimento, quando non rispondete al telefono.


Pensateci , quando vi chiudete nel mutismo più assurdo , nelle scuse quelle tristi , no ma sei tu che ti fai i film mentali, pensateci, che c’è qualcuno che vi sta chiedendo di litigare , ma non solo perchè ha la guerra in testa, ma perchè vuole un’opportunità per rimediare, ripartire o soltanto capire in quale momento della vostra decisione estrema di escluderlo, l’avete eliminato senza possibilità alcuna di poter recuperare.
e non lo sto dicendo rivolto urbi et orbi, ogni caso ha in se un milione di valutazioni, ma mi sembra davvero difficile che si possa prendere una tale decisione senza il minimo appello, senza ricorrere in cassazione.
Ci vuole coraggio è vero anche ad essere così tronchi, decisi, spezzati nell’orgoglio a tal punto da non valutare minimamente un punto di ritorno, ma davvero non meritiamo una seconda possibilità? uno spiraglio, che ci dia la possibilità di tentare l’ultima carta del mazzo e riuscire in qualche modo a chiarire?
Abbiamo tutti diritto ad una spiegazione e dopo questa, siamo pronti a stendere veli pietosi.
Da qualche parte bisogna sempre ripartire e questo richiede un coraggio incredibile, per confrontarsi e per chiudere i famosi cerchi.
Ed ecco che io sono un tipo che non ama stare nel limbo delle situazioni e quando mio malgrado ne vengo coinvolta, rimango sempre in attesa perchè ci sia la famosa spiegazione, che 99 su cento non avverrà mai a meno che non parta io come un panzer di sfondamento ed affronti la cosa.
Non sempre funziona, le persone sono tutte diverse, l’umanità è tutta diversa , ma piuttosto che cercare il confronto, molto spesso si preferisce ignorare e andare avanti. Io non lo so come fate , certe volte mi faccio pure i problemi ad ignorare le persone!!!!
Chiudere i cerchi ha un filo diretto con l’immortalità, non significa che per rimanere immortali dobbiamo combattere la battaglia di lepanto, ma s’intende vivere con umanità il proprio percorso e cercare di vivere bene nel contesto in cui viviamo, solo così lasceremo di noi, un ricordo indelebile.
E dunque, datele ‘ste spiegazioni, confrontatevi, date quegli abbracci , dite alle persone quando vi mancano, chiudetele ste camurrie assurde chiuse nei mutismi della propria ragione; fatelo, fatelo subito, prima che sia irrimediabilmente troppo tardi .
Enjoy life 🎈


heaven cake
torta paradiso.
In questo caso non vi aspettate la classica torta paradiso, quella che va in frigo con il ripieno goloso di panna e miele, questa torta è un paradiso nella sua infinita semplicità, che la rende assolutamente irresistibile e nella sua leggerezza che ve la farà amare irrimediabilmente.
Appartiene a quella categoria di torte che assomigliano a delle coccole, leggere, confortanti, travolgenti.
Eppure non ha creme che la rendono sontuosa e la sua fattura è tanto semplice quanto veloce tanto da farvela replicare più e più volte.
E’ quel tipo di torta che vorreste avere dopo una giornata pesante, quando i pensieri vi affollano il cuore e la mente e non sapete proprio come fare; i cerchi si chiudono anche preparando una torta , a volte.


ingredienti:
per una tortiera da 20 cm:
3 uova
la buccia di un limone (biologico non trattato)
175 gr di zucchero
180 gr di farina 00
20 gr di fecola
60 gr di farina di mandorle (se le triturate voi devono essere finissime)
80 ml di olio di semi
40 ml di latte
il succo di un limone
1 bustina di lievito per dolci
procedimento:
aggiungete la scorza di limone allo zucchero e amalgamate il tutto per insaporire lo zucchero con l’olio essenziale del limone.
Preriscaldate il forno a 170° statico
Rompete le uova nella boule versateci lo zucchero e montate fino a triplicare.
Setacciate sulla massa le farine ed amalgamate aggiungendo gradualmente il latte e l’olio.
Versate nel succo di limone il lievito, amalgamate velocemente mentre fa la schiuma ed aggiungetelo velocemente all’impasto ed amalgamate bene il tutto senza smontarlo.
Versate nella teglia unta ed infarinata (io uso lo staccante) e cuocete per circa 35 minuti.
Fate ovviamente sempre la prova stecchino, che dovrà essere asciutto al centro.
Trascorso il tempo di cottura, sformate delicatamente la vostra torta su una gratella e successivamente trasferitela su di un piatto da portata.
La vostra heaven cake è pronta.


Vi volevo solo dire che quando avete bisogno di salvarvi dalle convergenze della vita, quando volete compiere nei vostri confronti o nei confronti di qualcuno un gesto di conforto, di affetto o semplicemente donare un abbraccio preparate questa torta, sarà come fare una dichiarazione d’amore e non escludo che questo piccolo gesto, non vi possa regalare l’immortalità.
grazie per aver letto fin qui e alla prossima ricetta 😉


