E quando arriva questo tempo , misto tra fresco e caldo, non posso che pensare a quanto mi piace impastare.
Archiviati le dinamiche del lavoro, i clienti, le case da sistemare, piegati i teli da spiaggia e riposto la pazienza , quella da Santa e beata, nello scatolo delle cose da riporre fino al prossimo anno, eccomi finalmente a pensare all’autunno; certo, è solo una speranza la mia, che m’illumino se vedo un nuvolone e mi emoziono se indosso una maglietta a maniche corte piuttosto che le canotte in rigoroso stile oronzo , visto che di autunno se ne parla soltanto ma che effettivamente, ancora non si è mostrato nella sua natura affascinante e soprattutto fresca.
Ma sono sempre speranzosa, che da qualche parte ho visto già foglie gialle e rosse, mentre di qua, alle mie latitudini, si vedono ancora barche, ciabatte e secchielli.
🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄
E mentre attendo gli ultimi ospiti, quelli ritardatari che odiano il caldo ma che sono innamorati di questa luce e di queste temperature, che miti durante il giorno ancora non sono, mi ritrovo a sognare calzini e foulard, tisane fumanti e plaid avvolgenti in cui passare le domeniche pomeriggio al riparo dal niente; nel vuoto cosmico della noia assoluta e pigramente stiracchiarsi e pensare che vita noiosa, mentre palesi nella tua mente di farti una passeggiata al lungomare.
E noti col sorriso, che le spiagge non sono ancora solo dei gabbiani, che i bambini hanno i pantaloni arrotolati e giocano nell’acqua, un acqua che sembra dipinta per quanto è ferma e si delineano i primi orizzonti netti, fatti di luci dell’altra parte, così luminose da sembrare vicinissime; è l’effetto dell’aria pulita, dell’assenza di umidità, tanto odiata, che ti appiccica i vestiti addosso e ti chiude il respiro.
Ma in fondo che cos’è l’autunno se non uno state of mind , un insieme di cose che ami , di zucche nelle fogge più assurde e di colori caldi , misto al desiderio effimero di non sudare più, di caminetti accesi e di giornate brevi, che si chiudono alle quattro e che per molti può sembrare triste e lo capisco giuro! Anch’io a primavera ho quel moto di vividezza nelle giornate lunghe, con la luce che mi rischiara la cucina fino a tardi, mentre dondolo sulla sdraio e osservo questo mondo che mi circonda e penso – mamma mia quanto è bello- così ricco, pieno di sfaccettature, pieno di luce.
Ma poi mi stanco e ve lo dico, mi stanco presto, perchè tutto quello che ne consegue è poi lavoro, maratone e la messa in opera di grandi virtù di pazienza e a volte , ve lo dico con sincerità, di santità; è quella santità piena di abnegazione che si ha quando si hanno i bambini piccoli o i genitori anziani e stai lì ad esercitarti anche col mondo, con l’umanità con la quale sei a contatto e ti chiedi quali sono le prove che ancora ti mancano……
😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
E io non sono certo speciale, non è che ho una rotella in più, ne ho forse meno e quelle tre o quattro che mi funzionano, certe volte funzionano pure male! Ma lo so che non sono l’unica, che i lavori al mondo sono tanti e stressanti, c’è gente che si ammala, che c’ha lo stress, i tic e gli salta l’embolo ogni due per tre e quindi mi dico che in fondo sono fortunata; sono fortunata perchè c’ho sto carattere , che mi fa saltare le parti brutte, che ho smesso coi tic tanto tempo fa, che l’ansia non mi prende e che potreste essere tutti in una scena di shining e alla fine vi chiuderei la luce.
E le stagioni, sono motivo interessante di crescita e di sublimazione di queste cose, il vaso si riempie, l’estate però passa e le cose si trasformano in fatti, quelli belli da raccontare agli aperitivi autunnali, mentre è sera e ci vuole il giacchetto sulle spalle e tu ti guardi attorno e ti dici, anche quest’anno ce l’ho fatta; non lo so come , ma ce l’ho fatta.


E mi sentirei di dirlo a tutti, vedi che ce la fai, che ci vuole forza e che la forza, non te la da nessuno, sei tu la forza , ma sinceramente mi scoccia, che qua già mi vedono come una pazza, che rido sempre poi e sta’ cosa non aiuta credetemi , anzi è una sorta di dichiarazione di scemità; questa ride, meu deu, sarà sicuramente scema.
🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈
E l’autunno aiuta anche in questo, che c’hai na vita si, ma meno ostentata dell’estate, che esci a tutte le ore e ti ritrovi a guardare gente che si diverte assai, mentre tu sgobbi , sotto al sole aggiungerei, con un clima che anche Caronte detesterebbe e sorridi , perchè sei scema e perchè a volte devi, per civiltà, cortesia e cordialità, anche a quelli scocciati, che si lamentano, che sbuffano che questo non mi piace e quello non è bello; ma tu ci sei e un pò ci fai e li guardi con gli occhi chiusi a fessurina e te lo stai dicendo nella tua mente, che all’autunno riderà bene, chi riderà ultimo, mentre chiusi nei box a lavorare tu ti stai spalmando sulla spiaggia vuota, tutta per te 😂😂😂😂😂😂😂
Ma dai scherzo, io farei una legge che non dovrebbe lavorà nessuno, tutti a spasso, senza tasse, leadersheap da mantenere , belli liberi e fricchettoni, come i figli dei fiori, solo che saremmo figli delle foglie, perchè scusatemi, la mia vita ideale la svolgerei comunque in autunno, quello vero s’intende, che metti le scarpe perchè ti si freddano i piedi non per convenzione; che la pioggerella è leggera e sa di foglie e terra bagnata.
Io non lo so, sono forse io che sono col microchip inceppato, ma qua stiamo veramente con l’afa alla gola, di notte, di giorno, non c’è un attimo di respiro e mi viene da chiedere a quelli che già scrivono estate mi manchi, che cosa gli manca esattamente, forse la vita che sembra un regalo, il mare, il sole, il caldo ?
Ma io non potrò mai capire tutto questo, c’ho la luna e uranio nel leone e benchè mi sia impegnata tantissimo, continuo a guardare all’autunno come una possibilità, proprio come voi guardate l’estate come un’opportunità , sognante e delirante allo stesso tempo.


Ellosò che non ci possiamo capire, parliamo idiomi diversi, vivendo sullo stesso piano astrale, ma con i pianeti che ci girano attorno e ci sembrano tutti storti e le stagioni non ci sembrano più quelle di una volta ; ma pensateci, noi stessi non siamo più quelli di ieri già oggi e ogni secondo cambiamo , impercettibili cambiamenti che spostano il nostro asse.
Siamo diversi da ieri e da domani, però poi ci stupiamo se una stagione non è più uguale a se stessa.
finalmente, mentre lo zenith cambia e la giornata si è accorciata di due tre spanne , si avvicina il tempo mio e anche se non ho mai smesso di usare il forno, ammetto che è più rilassante usarlo adesso, senza scansionare un orario che non affligga tutti che poi , mentre tu sforni e guardi, loro, chiusi nelle camere blindate, con i condizionatori a palla, si lamentano, come se fossero dilaniati da scilla e cariddi 🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄
E così succedono le cose; sempre mentre non le stai programmando, come se qualcuno nella tua mente attivasse la tua rotella sopravvissuta e tac! si ingegnano idee e soluzioni, onestamente, certe volte s’ingegnano più cazzate che soluzioni 😅😅😅😅😅 ma vabbè, questa è già un’altra storia 😂😂😂😂
E così, in una mattina libera, sistemati tutti gli ospiti, ho pensato ma quanto sarebbe figo fare due biscotti.
Eccerto, potevo starmene in panciolle, fare una passeggiata , pulire casa e invece, guarda un pò , ho preparato dei biscotti e ti rendi conto che è una terapia, impastare, pesare, assaggiare; che misuri il tempo in grammi e centilitri e ti senti un pò una maga, un pò una strega, quando poi sforni e quella idea che ti aveva stuzzicato, ossessionato, plagiato i pensieri, prende forma e gusto e la casa si riempie di un profumo che non ve lo so spiegare, è magia, alchimia è pathos e dramma insieme, è vita, amore, passione.
Io non lo so, non ve lo so spiegare, ma questa vita mia, prende sempre una piega che non mi aspetto, nel mentre sto pianificando tutt’altro, sbam! mi arriva il colpo e io che faccio? mi dispero? Mi chiudo? uhhh, non basterebbero cento anni di solitudine e disperazione per chiudermi a riccio , mi guardo ,ascolto quella vocina che da qualche parte dice e non vorrai farti abbattere proprio ora? e allora impasto.
La terapia del biscotto.


Provatela , fa miracoli, certo bisogna avere una certa propensione alla positività, ma se vi applicate, credetemi funziona.
A tutte quelle persone che vedono il bicchiere mezzo vuoto, forse perchè è davvero mezzo vuoto, voglio dire solo una cosa, circondatevi di persone che sorridono come scemi, sono quelle che vi danno speranza e se proprio non dovessero darvi la fiducia di cui avete bisogno, accertatevi che sappiano fare i biscotti.
Enjoy life 🎈


rustichelli
da come si evince dal nome, sono biscotti con un impasto rustico e campagnolo, non funzionerebbero con una farina zero zero, che li trasformerebbe in dei biscotti un pò ordinari, sempre buonissimi, ma senza quel tono rustico e un pò grezzo.
Io ho utilizzato la farina altograno del mulino casillo, che ha conferito una struttura grezza e scura , io così li avevo immaginati , belli spessi, da inzuppo nel caffè, con una consistenza grezza , consistente.
Vi lascio dunque la ricetta, che dopo milleseicento parole, mi sembra il minimo dovuto a chi si è letto tutto l’articolo!!!
Grazie innanzitutto per aver letto tutto il pippone e fatemi sapere se li proverete!


rustichelli
ingredienti:
500 gr di farina altograno per torte e frolle
in sostituzione potete prendere una farina ai cereali che sia adatta però ai dolci
7 gr miele
30 gr di avena
100 gr di zucchero di canna
50 gr di zucchero semolato
3 uova
70 ml di olio di semi
70 gr di latte
20 gr di ammoniaca
150 gr di noci tagliate grossolanamente
100 gr di cioccolato fondente 70% sminuzzato a coltello
5 gr di vaniglia
2 albumi e zucchero di canna per lucidare.
preparazione:
Potete preparare l’impasto sia utilizzando la planetaria che a mano, io ho utilizzato la planetaria.
Nella boule della planetaria inserite i due zuccheri, il miele e la vaniglia.
mescolate il tutto ed aggiungete la farina ; amalgamate il tutto e aggiungete le uova leggermente battute, continuiamo ad amalgamare utilizzando il gancio k
aggiungiamo l’avena e l’olio.
Sciogliamo l’ammoniaca nel latte tiepido e lo aggiungiamo all’impasto.
Quando diventa amalgamato spegniamo la planetaria e tiriamo fuori l’impasto.




Versiamolo su una spianatoia leggermente infarinata e compattiamolo leggermente allargandolo.
Al centro mettiamo le noci e il cioccolato ed incorporiamolo all’impasto, distribuendo in maniera uniforme il tutto.
Copriamo con un cannovaccio e facciamo riposare circa una mezz’ora.
Sempre sulla spianatoia leggermente infarinata, tagliamo dei pezzi di impasto e ricaviamo dei cilindri non troppo sottili, circa 3 cm di spessore.
Tagliamo ogni biscotto per circa cinque , sei centimetro, ottenendo un cilindretto che andremo leggermente a schiacciare alle estremità.
Posizioniamoli su una teglia rivestita di carta forno, distanziandoli leggermente.
Completiamo tutti i nostri biscotti.
Lavoriamo leggermente l’albume con una forchetta e pennelliamo i nostri biscotti, completiamo con una spolverata di zucchero di canna.
Inforniamo in forno già caldo a 190° ventilato per circa 15 minuti.
Quando sono dorati sotto e la superficie sarà gonfia ed irregolare, sono pronti.
Fateli raffreddare su di una gratella e quando sono freddi potete conservarli in una scatola di latta o in una biscottiera ben chiusa.
I vostri rustichelli sono pronti e se riuscite a resistere, si conservano ben chiusi per un mese!
Grazie per aver letto fin qui, vi ricordo che potete trovarmi su instagram e facebook con tanti contenuti video e se lascerete un ❤ per aver gradito questo articolo non posso che esserne grata!
Grazie e alla prossima ricetta 😉


