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girelle con crema di zucca

E la vita è un pò più bella, se fai merenda con girella!

C’è una strana legenda metropolitana che gira intorno al mondo delle foodblogger e cioè che chi lo fa, per mestiere, per hobby, come valvola di sfogo alla propria creatività, non abbia in mente nient’altro che la cucina.

POV : sei una foodblogger ma non stai pensando al cibo.

Vi dico una cosa, non è propriamente così; è vero comunque che chi lo fa per mestiere debba continuamente preparare contenuti nuovi e che questi debbano  seguire delle regole precise che sono : stagionalità, viralità della ricetta, contenuti nuovi o rivisitazione dei vecchi e che tutto questo comporta oneri di organizzazione in primis e che comunque per fare tutto questo, le ore passate dietro i fornelli si quintuplicano rispetto le persone che cucinano in maniera cosidetta normale;  è vero anche che è un universo complesso  fatto di migliaia di momenti passati a girare, mescolare, impastare e che questo comunque comporta una certa fantasia e predisposizione al fare, ma nonostante tutto questo , posso affermare con ragione e sentimento  che  la vita non ruota tutta intorno al cibo.

Ci sono migliaia di aspetti da tenere conto e non sempre sono strettamente legati alla preparazione, le ricette in se non sono quelle quattro foto e gli ingredienti scritti , una ricetta è sempre un’idea malsana che ti frulla nella testa ed è fatta di cucine scoppiate, lavelli che strabordano, fuochi e forni perennemente accesi, macchie dappertutto, caos e confusione.

E poi seguono le foto, i props , gli assaggi, i fallimenti, le idee che in testa sono in un modo e nella realtà si presentano in un altro; ed ultimo e non ultimo per importanza, l’editing, croce e delizia di ogni persona che malauguratamente sceglie di pubblicare : le foto, i passaggi , le caption, un universo collaterale e parallelo che se proprio lo vogliamo dire, raccoglie duecento figure professionali in una sola e sto parlando solo delle cose belle, perchè quelle brutte come caccavelle e pentole da lavare e macchie in posti assurdi che non hai proprio idea di come sia potuta arrivare fin li e cose da rimettere a posto e tutta una serie di disordini intestini che sembra sia passato un esercito di blackblock e hooligans insieme sono solo il rovesciodella medaglia .E  diciamolo, ad una persona normale , tutto questo avrebbe già causato un infarto con tre bypass e sciopero totale delle cucine, mentre per una foodblogger rappresentano i cosiddetti passaggi obbligatori, per portare, diciamo, a casa il risultato.

Per chi poi: familiari che preferiscono i sofficini, madri brontolone che non guardano di buon occhio le novità, mariti e compagni che se entrano nel momento sbagliato, hanno pure l’ardire di lamentarsi!

Insomma, se doveste pensare che sono cose  semplici, scurdatvill!

E non tutte sono professioniste, ci sono quelle che esternano la loro creatività attraverso la cucina, alcune sono proprio chef mancate, altre invece sono qui per passione o hobby e tutte  mantengono vivo il circuito con contenuti sempre diversi. E poi ci sono le quelle che hanno iniziato così, più come una sfida con se stesse che per le luci della ribalta, quasi  come passatempo , che studiano un contenuto, impiegano una settimana per preparare più volte la ricetta e che sebbene rispettino certe regole, alla fine non si sconvolgono più di tanto  che detto tra noi, ti lamenti un pò che non ti si fila nessuno, ma poi alla fine te ne fai una ragione.

A questa categoria appartengo io. E’ iniziato così, con le foto caricate su il facebook del 2008 per poi arrivare qui, su questo blog, che se me lo avessero detto, nel duemilaotto, gli avrei riso in faccia; ma chi io? ma va.

Ma quel che voglio sia chiaro è che assolutamente non viviamo solo per sfornare timballi e sartù; che abbiamo una vita normale come quella di tutti, ergo: si lavora, leggiamo, andiamo in palestra, cresciamo figli a suon di ciambelloni e risotti allo champagne, siamo personalità spesso borderline che oscillano dalla pasta sfoglia tirata a mano alle fette di pan carrè con la nutella, facciamo l’orto,  curiamo i fiori, andiamo agli aperitivi; insomma,  si coltivano hobby che non hanno niente a che fare con la cucina e soprattutto , anche le foodblogger qualche volta non hanno voglia di preparare la cena, accettano volentieri gli inviti dove non devono portare assolutamente niente (anche se la regola è : porta tu il dolce che tanto ne fai tanti) vanno lo stesso in sbattimento col pranzo (cosa diamine cucino oggi) usano escamotage dinamici per salvare la faccia ed escono certe genialate pazzesche e se fanno tardi da lavoro si rivolgono al santo delivery o piuttosto mangiano i cracker con la philadelphia e certe volte direttamente dalla vaschetta, senza minimamente scomporsi. Cosa hai preparato ieri sera? l’uovo fritto , dalla pentola mentre stava ancora scoppiettando.

😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂

Non aspettatevi tutte le volte pranzi da copertina e portate degne dei Windsor al gran galà.

Ecco, volevo dirlo una volta per tutte, che qua stiamo sempre fissi con le stesse domande, che diciamolo proprio, certe volte sono così noiose e scontate che sanno proprio di brodino fatto col dado.

E dunque , trovo profondamente offensive certe domande come – cosa leggi oltre le dispense di cucina?- o qual è il tuo programma preferito oltre a masterchef e bake off?- che poi a dirla tutta, non li guardo nemmeno! 😆😆😆😆 casco dal sonno già al telegiornale 😴😴😴😴😴

Quando mi trovo davanti queste domande, vi dirò, che oltre a sentirmi profondamente offesa, come se cucinare desse  per scontato che non fai nient’altro ed intendere per forza che non si legga  nulla oltre l’Artusi , ma magari tutti lo avessero letto, almeno una volta intendo.

Ci sono poi le ALTRE domande, quelle che generalmente partono di default quando scoprono che sei una che cucina abbastanza spesso e che , sinceramente , alle volte mi scoccia veramente molto rispondere, ma capisco che la curiosità la fa spesso da padrona e quindi partono a raffica le classicissime  : ma chi mangia tutto questo? quante uova consumi? è vero che hai una cabina dell’enel in giardino? ti danno i bonus fedeltà per fare la spesa? 🙄🙄🙄🙄🙄🙄

Ebbene no, niente di tutto questo, la maggior parte di quelli che mettono su pagine e pagine di ricette, ha un lavoro principale che gli dà da vivere e che sponsorizza tutto questo, ovviamente lavoro che si svolge in orari prestabiliti dal mondo civile (🙄🙄🙄🙄) e che chissà per quale follia, quando finisci  , passi il resto del tempo a preparare ricette , assumendosi costi assurdi e oneri di lavoro che normalmente dovrebbero portare euro sonanti ma che il più delle volte non solo non portano niente a livello economico, ma non portano nemmeno un briciolo di gloria!!!

E quindi mi viene spesso da dire ma chi me lo fa fare ,se i soldi no, la gloria no, ma allora chi mi ci chiama a fare tutto questo, se la domanda più intelligente è hai preso peso, si vede che cucini troppo o che libro hai letto nell’ultimo decennio che non sia Pellegrino Artusi.

Eppure da qualche parte, devo avere qualche neurone bloccato, che nonostante tutto, mi fa andare avanti in quest’avventura , nonostante il  poco tempo a disposizione, nonostante gli impegni continui e i disastri atomici che spesso e volentieri si palesano nella mia vita, come nella vita di tutti del resto; ma quel che accade e  non mi fa gettare la cucchiarella e che non mi porti ad appendere le padelle al chiodo in maniera definitiva, non lo so cos’è. Non ne ho idea. E di domande me ne faccio tante e spesso, quando sformo e si distrugge, quando la maionese impazzisce, se quell’azienda non ha risposto o mi ha detto il suo format non è adatto alle nostre direttive e poi guardi chi hanno scelto e dici IO BOH, MA PURE VOI MEH.

So’ domande lecite, perchè stiamo tutti in vetrina e ci guardiamo tutti, ma poi vai a vedè, stai sempre uno scalino in basso, cioè, ti crolla l’autostima, pensi alle sedute dal terapista, che con te si sta costruendo la villa con piscina, tu ci pensi e rifletti ma davvero, chi me lo fa fare? boh

E potrei starmene in panciolle a non fare niente, a vivere di delivery, ad ordinare in pasticceria, a fare una sessione di squat ; potrei andarmene al lungomare, parlare coi gabbiani, leggere i fondi del caffè; tanto, non ho sponsor, scadenze, pressioni; eppure, nel momento in cui sto facendo altro, eccolo lì, l’embolo traditore e il cervelletto inizia ad elaborare passaggi, sapori, consistenze. E in quel momento so già come andrà a finire, la ricetta è partita nella mia testa, passaggi, prove, cucine scoppiate non sono niente, mi fermo quando è uscita come dico io, quando l’idea nella mia testa corrisponde a quella che ho nelle mie mani.

Io sono la pressione di me stessa.

E allora, se non è questa passione, dedizione, amore, allora cos’è che mi spinge a provare e riprovare e a mettere insieme cose, cose che probabilmente non interessano a nessuno, pur di riuscire a dare forma ad un’idea , che un giorno, così, alla rinfusa , mi ha acceso tutte le sinapsi?

Follia? Si certo, in una quantità smisurata e senza limiti.

Dedizione? probabilmente

Io sinceramente non ve lo so spiegare; avete presente quando l’universo vi da tutti i segnali per fermarvi e voi li ignorate palesemente perchè siete certi che prima o poi sfangherete? Ecco, certe volte i segnali ci  sono tutti, eppure non mi sono mai fermata un momento, io all’universo e alle sue fatalità gli voglio solo dire che sarà finita solo quando lo deciderò io e in questo momento, non sono pronta a lasciar andare.

e’ un pò come quando ti lasci col grande amore della tua vita e fatichi ad elaborare la separazione ed in cuor tuo, speri ancora in un ritorno di fiamma 💥💥💥💥💥💥

Possiamo quindi affermare che questa passione che ti brucia dentro equivale ad un colpo di fulmine?

O magari più semplicisticamente ti mancano troppe rotelle per poter realizzare lucidamente il pensiero definitivo di lasciar stare.

E , ovviamente, vorrei sottolineare che qui tutto è il contrario di tutto e anche quando non penso a cosa cucinare, da qualche parte si è già accesa la scintilla, quella che mi fa risultare bugiarda, la più bugiarda delle foodblogger: non sto pensando al cibo , eppure il mio cervello sta già elaborando la prossima ricetta.

😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂

Ed è stato così anche questa volta; volevo quasi saltare l’appuntamento di halloween 👻👻👻👻👻 no, non c’ho idee, di ricette ne ho già fatte  (potete trovarne alcune qui e  anche  qui ) E halloween sembra che lo detestino tutti, quasi quanto io detesti il natale.

Eppure mentre distrattamente guardo cose, mentre sono al lavoro e spiego cose a slovacchi desiderosi di spiagge,  nel  cambio di stagione, mentre passo l’aspirapolvere, durante la lezione di pilates, c’è sempre sto pallino nella testa che non mi lascia in pace :halloween, halloween , halloween. 😂😂😂😂😂😂😂

E più facevo altro, più  sta cavolo di ricetta diventava prepotente! e alla fine chi ha vinto? ha vinto la ricetta, che io non penso al cibo e il cibo pensa a me.

Salve, sono la tere, faccio la foodblogger a tempo perso ed ho scoperto che il cibo mi stalkerizza!

😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂

Ed è così, che distrattamente sono nate queste girelle sofficissime; uno swiss roll al cacao, la  crema pasticcera alla zucca e il cioccolato fondente per finire, in un vortice psichedelico e dolcissimo, proprio come le famosissime girelle , ma in versione glamour, con questo ripieno che sembra quasi caramello, vellutato intrigante, irresistibile!

No vabbè, non potete non provarle!  Vi sfido a resistergli senza tentare di addentarne una!!! Ma che dico, non vi fermerete ad una certamente! Anche senza ragnetti di cioccolato, ovviamente!

Ma quei ragnetti, sono dolcissimi non trovate? 😍🥰

E niente, come direbbe marzullo,  fare ricette aiuta a vivere meglio o sono io che per vivere meglio preparo ricette?

Vi Leggo 🥰

🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂

Felice Halloween a tutti 🤗

👻👻👻👻👻👻

Enjoy life 🎈

girelle con crema alla zucca halloween edit

ingredienti:

per lo swiss roll:

5 uova

120 gr di zucchero

100 gr di farina 00

20 gr di cacao

60 ml di latte

60 ml di olio di semi

un pizzico di sale

4 gr di vaniglia

1/2 bustina di lievito per dolci

crema alla zucca:

350 gr di zucca pulita dai semi e dalla buccia

100 gr di zucchero semolato

cannella a sentimento

una tazzina di olio per pennellare la zucca

80 gr di zucchero semolato

300 ml di latte intero

60 gr di maizena

finitura del dolce:

100 ml di panna vegetale

cioccolato fondente (io ho usato zaìni 70%) q,b

preparazione:

iniziamo dalla crema che richiede tempo per essere preparata

Puliamo la zucca dai semi e dalla buccia, la disponiamo in una teglia coperta di carta forno e la pennelliamo con poco olio di semi.

Distribuiamo lo zucchero semolato sulla zucca e la cannella .

copriamo con un foglio di alluminio e cuociamo in forno a 220° ventilato per circa 25 minuti.

Deve cuocere finchè non si rompe facilmente con una forchetta.

Una volta cotta, trasferire in un bicchiere e frullare finemente con un frullatore ad immersione.

Portare a bollore i 300 ml di latte ( se volete potete aggiungere una stecca di cannella)

Trasferire la purea di zucca in un pentolino, aggiungere lo zucchero e mescolare finche non si scioglie a fuoco bassissimo.

Aggiungere setacciato l’amido e inglobare alla purea.

Versiamo a filo il latte nella zucca e portare ad addensare la crema.

Quando sobbolle, togliere dal fuoco e trasferire in una pirofila di vetro.

Far intiepidire e coprire con pellicola a contatto.

In questa fase, potete anche trasferirla in frigo quando sarà fredda.

Swiss roll:

Nella ciotola montare i 4 albumi a velocità media, quando iniziano a diventare bianchi aggiungere  60 gr di zucchero.

Montare fino ad ottenere una meringa bella sostenuta.

Da parte montare i tuorli con l’uovo intero e lo zucchero fino a che diventano bianchi , spumosi e triplicati.

Sempre montando versare a filo l’olio.

Setacciare insieme cacao, farina e lievito.

A questo punto aggiungere alla montata il sale e la vaniglia.

Aggiungere metà delle polveri e diluire con metà del latte.

Con l’aiuto di una spatola incorporare le polveri alla massa montata, avendo cura di non smontare il composto.

Quando saranno ben amalgamati, aggiungere il resto delle polveri e il latte; completare il tutto amalgamandolo bene.

A questo punto aggiungete un paio di cucchiai di bianchi montati perfettamente e amalgamateli al composto.

proseguite aggiungendo i bianchi gradualmente , aiutandovi sempre con una spatola in modo da non smontare il composto.

Foderate una teglia con carta forno più o meno 30×40

ed infornate a 180 ° statico per circa 25 minuti.

Quando è pronta rovesciate su di un cannovaccio pulito e arrotolate .

Questa operazione serve a formare il rotolo e a creare l’elasticità necessaria a mantenere la forma senza rompersi successivamente.

Chiudete a salsicciotto e fate raffreddare completamente.

finitura:

riprendiamo la crema pasticcera alla zucca e passiamola con il frullatore ad immersione in modo tale che sia bella vellutata .

Montiamo la panna fredda di frigorifero

Delicatamente apriamo il rotolo.

Distribuiamo la panna su tutta la superficie del rotolo tenendoci a pochi centimetro dal bordo.

Versiamo la crema alla zucca livellandola su tutta la superficie .

Aiutandoci con il cannovaccio arrotoliamo nuovamente e chiudiamo nella pellicola, sigillandolo in maniera strettissima.

Lasciamo in frigo a riposare almeno tre ore.

Se lo lasciate a riposare tutta la notte sarebbe meglio, altrimenti un’oretta nel santo freezer dovrebbe bastare.

Tagliate dunque quando è freddo freddissimo a fette di circa cinque  sei centimetri di spessore.

Posatele in una teglia e tenete in frigo.

Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagnomaria.

Io utilizzo sempre questa tecnica :

inizio con lo sciogliere metà del cioccolato, quando è sciolto aggiungo il resto, questo causa uno shock termico ed è un temperaggio di tipo facile; questa operazione renderà il cioccolato lucido e senza quella patina biancastra.

Quando il cioccolato è pronto, coprite una parte delle girelle , che poi lascerete in frigorifero a rassodare qualche minuto.

Potete anche immergerle per metà nel cioccolato fuso, io ho preferito fare un sorta di glassatura, versando il cioccolato su di ogni girella e distribuendola con una spatolina.

Con il resto del cioccolato preparate dei simpatici ragnetti, ma questa fase è puramente opzionale, potete usare anche delle decorazioni già pronte.

Girate le vostre girelle e lasciatele in frigo fino al momento di servire.

Il vostro dolcetto scherzetto per Halloween è pronto!

Soffice, goloso e scenografico, soprattutto non usuale con la crema di zucca che vi posso assicurare stupirà davvero tutti!

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