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focaccia di patate

Il titolo per esteso sarebbe focaccia di patate, impasto multiversatile, con pomodorini dell’orto , ricetta per salutare  questa lunghissima estate che non ha nessuna intenzione di cessare.

Ebbene si, ancora protagonista, nonostante dovremmo avviarci a climi più miti e temperature placate, è questa torrida estate che da maggio imperversa senza sosta, qui nella mia Africa ma anche nel resto d’Italia; ma non c’è , in questo caso, il classico mal comune mezzo gaudio, non c’è niente da essere felici , a queste temperature , a meno che non veniate dall’Alaska, ma penso che nemmeno loro, dopo un pò l’avrebbero tollerato; il fatto è che stiamo vivendo un’era di grandi grandissimi cambiamenti climatici , con conseguenti catastrofi planetarie, ma non mi sembra che ci stiamo preoccupando più di tanto, anzi, mi pare che la stiamo proprio snobbando come considerazione, percependola più come i capricci di una natura avversa, piuttosto che come diretti responsabili.

Ma per non sembrare troppo pipposa, cosa che mi accade di essere abbastanza spesso e prima che alziate gli occhi al cielo, esattamente come fanno i miei figli, mi fermo prima, cosicchè, come ha scritto qualcuno un pò di tempo fa, commentando un articolo, non diventi troppo prolissa sull’argomento, che mi si legge male , ergo, sono noiosa come una ostinata e pedante signora cuncetta.

e dunque, lungi da me dall’essere noiosa e soprattutto lungi dall’essere una commara cuncetta, che per inciso, non è altro che l’espressione, come dire, goliardica, per indicare qualcuno di pesante pesantissimo e che ripete sempre le stesse cose !

A parte che ho troppe cose a cui pensare  e cose da fare che sto rimandando da settembre l’anno scorso e a queste si sono aggiunte quelle nuove  😂😂😂😂 ed  è risaputo urbi et orbi: in quanto a ritardo e procrastineria, sono la prima in classifica e l’ultimo pensiero è quello di annoiarvi irrimediabilmente, che qua già siamo io, i miei parenti ( ne approfitto per salutare Ninì) e pochi altri, pensate se posso permettermi di tediarvi con questi argomentoni pesanti, che non si leggono spesso sui blog di cucina, anzi direi che non si leggono per niente sui blog di cucina, ma vabbè, questa è già un’altra divagazione.

😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅

Ma lasciatemi dire che se abbiamo cento milioni di gradi e l’acqua si manifesta solo sotto forma di catastrofe, da qualche parte , non viene in mente a nessuno che forse questi sono campanelli d’allarme che non andrebbero ignorati?

Detto ciò, ritorno al fulcro , che se comincio a parlare a vanvera, perdo il filo del discorso e anche la vostra attenzione.

🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂

E dunque, se settembre si sarebbe dovuto annunciare con qualche grado in meno, sembra che quest’anticiclone maledetto si sia talmente affezionato a noi , da non volerci lasciare più; na’ specie di ospite non gradito più ormai , di quelli che non sai come far andar via e che nonostante tutto, sta li preciso e non si muove.

😂😂😂😂😂😂😂😂😂

E vanno bene quelli delle vacanze fuori stagione, impegnati a lucidarsi la pelle color castagna con l’olio di tung , per preservare l’abbronzatura che sono così abbronzati da sembrare fosforescenti, mentre noi ci trasciniamo moribondi e accaldati da un posto all’altro.

Ma il fresco mi pare ci stia snobbando e i condizionatori lavorano senza sosta e tutto intorno sembra che sia un’estate perenne; anche il mio orto non si è arreso e in barba alla stagione, continua a produrre pomodori imperterrito; certo ne sono felice , per carità, considerate le condizioni selvagge in cui versano, mi sarei aspettata che si fossero arresi prima, ma niente, anche loro vivono il mood che mi muove perennemente, arrendersi mai, anche nelle situazioni più assurde e non per vantarmi, ma ultimamente situazioni assurde venite a me come a sailor moon il potere del raggio di luna!

😎😎😎😎😎

E non lo dico perchè pensiate di me che sia wonder woman o qualcosa del genere, ma certe volte, come capita a tutti, penso davvero che ho toccato il fondo, che sono sull’orlo del baratro, che ho l’acqua alla gola e Oh Meu Deu, come me la caverò adesso e proprio quando sto affondando , mi viene in mente il mio salvataggio, quel genio che mi fa risalire la china! e niente, ho pensato tante volte di non farcela, ma non ho pensato mai di arrendermi e questo, sappiatelo, ve lo dice una scema, FA SEMPRE UNA GRANDISSIMA DIFFERENZA!

Ed è così che devono averla pensata i miei pomodori, sotto il sole cocente, con l’acqua del mattino che premurosa mia mamma gli  ha dato , avranno pensato che quella era una sfida tra loro e il sole, la siccità, le lucertole e chissà quante altre disavventure vegetali hanno passato , per sfidarle tutte e per proliferare ancora e ancora e ancora.

E io non posso che esserne grata, come sono grata a tutti i regali della natura, il basilico che fa resistenza, i fiori che sopravvivono nonostante l’afa, insomma, se tutto questo va avanti e resiste, chi sono io per non fare lo stesso?

e settembre che dovrebbe regalare freschezza e tranquillità, somiglia sempre più ad agosto, solo con le giornate più corte, ma con la stessa cazzimma climatica.

E mentre aspetto che rinfreschi, ripassando mentalmente le milioni di cose rimandate, mentre sogno calzini e copertine da tirare fin sopra il mento, mi adeguo al nuovo autunno, raccogliendo pomodori.

Non calpestando foglie rosse, non preparando calde e fumanti tisane, ma piegando asciugamani del mare , di bagni che non ho fatto e raccogliendo pomodori e basilico, che in qualche modo restituirò all’inverno sotto forma di pesto e sughetti.

Del resto, amici miei, la natura è la perfetta metafora della vita: va curata, rispettata, educata alla civiltà, ma senza mai snaturarla.

pensateci. Coltivare un fiore, un ortaggio , dedicargli cura, estirpare le erbacce, racchiude in se quelli che sono i gesti che mantengono vivi e sani i rapporti umani. Curare, dedicare, rispettare, sono i pilastri della civiltà e non mi stupisce affatto se questa era moderna, questa civiltà 2.0 sta andando letteralmente a capofitto; ci siamo un pò persi o forse dovrei dire ci siamo dispersi, noi , i sentimenti e tutto quello che viene appresso.

Anyway,

sti pomodori chiedevano pietà, chiamavano dall’orto come le sirene d’Ulisse, ti prego raccoglici che stiamo arrostendo  e casualmente, passando di lì alla ricerca di qualcosa, li ho visti tondi e maturi e anche un pò disperati; essì, ho detto, andiamo, che qua , anche se è settembre ci sta sempre bene un pomodorino dell’orticello.

Ora, non so chi ha fatto il piacere  a chi, se loro a me, che sono spuntati nuovamente, mentre mia mamma li aveva già dati per spacciati o io a loro, che li ho salvati dal solleone, manco fossimo al primo agosto!

Ma la storia, che fino a questo momento sarà risultata sciapa quanto poco avvincente, potrebbe terminare qui, con il lascito ai posteri della ricetta per buona pace vostra e per buona pace dei pomodori, che mi parlano di estate, di aria caldissima e di giorni che a volte sono durati un minuto e a volte trecento giorni.

E torno a questo spazio temporale che si è consumato ma che io, mai come quest’anno, non ne ho vissuto nemmeno un momento memorabile; non ho avventure da raccontare, feste e balli da far sognare e mi sento anche in debito di vita con queste ore trascorse tra lavori e impegni, mentre vi ho visto divertirvi a più non posso e spesso mi sono chiesta : ma dove sono stata tutto questo tempo, se non ho trovato il tempo nemmeno per fare un bagno?

E mi ritrovo con millemila ore di caldo asfissiante , qualche pensiero in più e la certezza che la prossima estate la vorrei migliore: spensierata, magari un tantino più leggera, chennesò senza disagi evidenti; cioè, non voglio cose esagerate , che lo so che il Karma mi legge e sta preparando come minimo un disagio di quelli pro, che pensa che io sia nà specie di carrarmato , che mi ha scelto come concorrente eccelsa di una gara di Hyrox, che ci tiene a me e alla mia prestanza mentale, mettendomi sempre il bastone tra le ruote per vedere se sò capace di svicolarmi, però vorrei dire al Karma, che potrebbe anche farsi un bel pacchetto di fatti suoi, che ho capito che sto pagando un’altra vita 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂 ma che a’ na certa, anche basta.

E niente, Amico Karma, pensaci, volgi lo sguardo ogni tanto, c’hai tanto da guardare!, c’è un globo interamente sfasato, abbiamo presidenti in preda a deliri di onnipotenza, la crisi climatica, la crisi petrolifera, la crisi ambientale, la fame nel mondo, insomma, mi sembra assurdo che in mezzo a tutte queste crisi di portata mondiale, dove pazzi minacciano di lanciare missili nucleari come io lancio croccantini ai miei gatti e tu Karma , ti stai focalizzando su una persona che probabilmente, in una vita precedente probabilmente non ha dato la precedenza sulle strisce pedonali o ha parcheggiato nel posto riservato ai disabili!

Cioè, mi sembra un accanimento un pò too much!

😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂

e in tutto questo ci sono ancora quaranta gradi fuori, mi trovo rinchiusa con il climatizzatore che non sopporto e che mi sta paralizzando un braccio a tirare le somme di questi quattro mesi che del loro corso , lo potrei riassumere in una sola parola : devastanti.

Devastanti in tutto e per tutto , dove non ho fatto i bagni se non di sudore, dove non ho partecipato a niente di interessante se non gli allenamenti in palestra, dove la botta di vita più eclatante è stato quando è sceso il cinghiale sotto casa ; cioè dalla serie che mia madre ottantenne ha avuto una vita sociale più intensa della mia e scusatemi se è poco!

Spero altresì di guadagnare tempo con l’autunno, quello vero, quando tutti noi, quelli stagionali intendo, avremo finalmente le forze (e se la freschezza giungesse a noi , anche il clima) per riprendersi finalmente un pò di vita.

E in un certo senso li capisco quelli che già si prospettano nell’autunno , anche se c’è ancora da farsi i bagni e le cene in terrazza sono diventate sopportabili e non più esperienze da raccontare come sono sopravvissuto ai 35 gradi di notte, ma c’è questa abitudine ormai dilagante di accorciare i tempi, di passare direttamente al capitolo successivo; come se il tempo potesse andare avanti in un fast forward semplicemente anticipando la mossa successiva.

Non penso sia così, anche se detestabile, forse in un certo senso, la fine è la parte migliore; quando ti rivedi e stai tirando le linee e per un attimo pensi , ma non tanto a cosa hai fatto, ma piuttosto a come sei riuscito in qualche modo a farlo.

e allora l’estate somiglia più ad una prova di sopravvivenza, un circuito da iron man , una gara di stabilità emotiva e fisica, passata a divincolarsi dalla qualunque e settembre diventa il capodanno psicologico dove sembra che tutto finisca e si è pronti a queste nuove ripartenze, emotive, sensoriali, fisiche, mentre siamo ancora in un grande burn out sensoriale.

E chest è.

E dopo questo lamento, dopo tutte ste’ parole e sti’ discorsi fuffa , non mi resta che lasciarvi finalmente la ricetta, che qua ci siete arrivati secondo me con la lingua di fuori e col cervello in pappa, visti tutti i giri pindarici che ho fatto , ma alla fine il bello è proprio questo, avere uno spazio dove si può lasciare traccia della propria follia .

E se c’è anche solo una persona che è arrivata fino a quest’ultima riga, significa che questa follia è servita a far sorridere qualcuno.

enjoy life 🎈

Focaccia di patate

Questo impasto è davvero molto versatile, può essere utilizzato per tutto, anche per gli impasti dolci, aumentando chiaramente la dose di zucchero; io lo uso spesso per la realizzazione di rustici farciti che riescono sempre molto soffici e golosi:

Ovviamente potete personalizzarlo come meglio credete , sia nella versione farcita salata che nella versione dolce e usarlo anche come impasto semplice per realizzare focacce morbidissime e con uno shelf-life superiore alla media di qualsiasi altro lievitato.

La farina utilizzata è una farina 0 , considerate che se usate una manitoba va comunque spezzata con una farina 00 e che quindi , nel rapporto dei liquidi potrebbe richiederne una quantità inferiore rispetto all’utilizzo di una farina 0.

Usate patate a pasta gialla o rossa se possibile, la loro consistenza asciutta e soda vi permetteranno di avere un impasto sodo e non annacquato.

focaccia di patate

ingredienti:

400 gr di farina 0

100 gr di semola rimacinata

Se la volete meno rustica utilizzate farina 0 e manitoba

250 gr di patate lesse e schiacciate due volte

3 uova

120 gr di olio d’oliva

50 ml di acqua tiepida da dosare all’occorrenza

40 gr di zucchero

7 gr di lievito di birra secco

25 gr di sale

250 gr di pomodorini tagliati a metà e condito con olio , sale e  origano.

procedimento:

lessate le patate in abbondante acqua e quando saranno pronte (infilzate una forchetta, se entra senza problemi sono pronte)

scolatele e lasciatele raffraddare qualche minuto.

Sbucciatele e passatele nello schiacciapatate due volte.

Nella boule della planetaria inserite le farine, lo zucchero e il lievito secco.

mescolate con il gancio .

Aggiungete le patate schiacciate e iniziate a lavorare aumentando la velocità.

Aggiungiamo le uova leggermente battute, l’olio e continuiamo ad impastare.

A questo punto se l’impasto lo richiede, aggiungete l’acqua tiepida gradualmente ; dobbiamo ottenere un impasto liscio e sodo; non deve essere appiccicoso (per questo dovete misurare l’acqua)

Fate incordare, aggiungete il sale e quando si incorda nuovamente l’impasto è pronto.

Tiratelo fuori dalla planetaria e lavoratelo per dargli una leggera pirlatura.

Porre a lievitare in una boule fino al raddoppio.

Preparare i pomodorini.

Tagliateli a metà e conditeli con olio, sale e orgigano.

Quando l’impasto sarà lievitato e raddoppiato, oliate una teglia e fatelo cadere nella teglia.

*Se decidete di farne un rustico farcito, in questa fase stendete l’impasto su di un piano infarinato, aiutandovi con un mattarello in un rettangolo .

Farcite con il ripieno prescelto, tenendo almeno un cm di bordo libero e arrotolatelo dal lato lungo, aiutandosi con una spatola perchè un pò si appiccica e lo poggiate in una teglia con carta forno.

Io ho usato uno stampo a ciambella che ho unto con lo staccante.

Fate lievitare fino al raddoppio e quando è pronto spennellate con tuorlo e latte in egual peso ed infornate *

Attendete una decina di minuti e poi con le dita oliate allagartelo nella dimensione della teglia.

Lasciatelo riposare nuovamente per almeno una mezz’ora (in inverno questa operazione richiede qualche tempo in più)

Allargatelo fino a stenderlo completamente nella teglia.

Distribuite i pomodori con il taglio verso il basso, completate con il succo ricavato e cuocere in forno già caldo a 190° ventilato per circa 20 minuti.

Quando il suolo della focaccia è bello dorato e croccante è pronta per essere gustata.

Chiaramente si può personalizzare in base ai vostri gusti e può essere preparata in anticipo, anzi vi dirò, il giorno dopo è ancora più buona.

Grazie per aver letto fin qui e alla prossima ricetta!

Arrivederci estate 🎈

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