Dimmi che sei un content creator senza dirmi che sei un content creator.
Il food content, la food photography e le migliaia di parole spese qui, nella speranza di evitare una seduta dallo psicologo o in casi estremi, di commettere un omicidio.
Benvenuti nella nuova puntata dei malesseri quotidiani, dove la protagonista sono sempre io, quella matta psichedelica che ha dei dubbi un giorno si e l’altro pure.
Sarebbe stato più facile lasciare la traccia libera , una passeggiata in campagna, tanto caro ad un mio professore, che la fissava puntuale ai temi in classe , come ancora di salvezza a Montale e ungaretti, ma qui non ci sono ancore di salvezza , mi devo salvare io quanto si deve salvare tutta l’umanità.
Il focus è sempre lo stesso io e i miei dubbi su quello che sto facendo che certe volte diventano esistenziali al punto che non so per davvero, se la via che sto percorrendo, è quella giusta.
Ho riletto oggi alcuni dei miei articoli qui pubblicati e anche se gli argomenti sono vari, c’è sempre una costante, più di una veramente : il tempo temporale, il tempo metereologico, l’estate e di quanto non la tolleri , le piccole divagazioni storico-personali, i miei dubbi esistenziali.
Tradotto sto a di’ sempre le stesse cose.
E quando vado a leggere gli articoli degli altri, mi rendo conto che ci sono tante parole di differenza tra me e loro; io scrivo ogni volta la bibbia e le mie colleghe/ghi scrivono lo stretto indispensabile e poi passano direttamente alla ricetta.
Io sta cosa non so se invidiarla o meno; non ho idea se devo cambiare radicalmente il modus operandi o se continuare su questa linea.
😐😐😐😐😐😐😐😐😐
In un momento storico, dove sto decidendo di rendere tutto questo qualcosa di più serio, mentre sto adoperando grandi cambiamenti a livello di marketing, adesso mi vengono i dubbi esistenziali se sto facendo bene o male.
Perchè è difficile quantificare quanti di voi passano a leggere queste pagine, è difficile riuscire a capire se questo lavoro piace o meno e a parte il rendiconto mensile , che mi dice solo quali sono le ricette più cliccate del mese, non ho dati per capire altro.
Del resto io scrivo, qua seduta a questa tastiera e voi di là leggete , ma succede nei giorni, nelle settimane, se non nei mesi e non si può controllare.
Succede che ad un certo punto i dubbi e le domande su quello che si sta facendo siano propedeutici al lavoro stesso, ma in questo frangente è così difficile capire cosa fare, che onestamente , adesso mi sento come in alto mare.
In realtà in alto mare mi ci sento spesso, le difficoltà , ahimè non mancano mai e sebbene il mio approccio un problema alla volta, mi permette di spaccarmi la testa selettivamente 😫😫😫 certe volte, non ce l’ho nemmeno , il tempo, per poter affrontare le tempeste singolarmente.
e questo succede a tutti, non sono certo una mosca bianca, non appartengo a quell’elitè di fortunati che non hanno problemi….che poi, diciamocelo chiaro, io fino a mò, gente senza problemi, non è che ne ho incontrata!!!! Anzi!
E se quando ero molto giovane, pensavo che tutti i miei problemi fossero dovuti al fatto che non ero ricca, col tempo ho capito che nemmeno se fossi stata ricca, avrei avuto , come dire, dispensa dai problemi.
solo che i ricchi il mal di testa ce l’hanno, ma forse meno del mio , in quanto non si arrovellano per gli spicci della bolletta, ma solo perchè hanno “bollette” più grandi e su questa consolazione da poveraccia che mi risollevo ogni tanto, quando sto proprio con le spalle al muro e non so proprio come risolvere e poi in qualche modo, risolvo lo stesso.
Ma quando il problema non è materiale, quando non lo risolvono i soldi, quando non ci sono mezzi per risolverlo, allora li, mi rendo conto che non esiste ricchezza che basti , per colmare i vuoti, i dubbi, le incongruenze.


Ed è inutile che vi dica che la vita è così, un continuo convergere di cose continuamente, in maniera costante e che queste cose, sono perlopiù problemi, discussioni e paturnie e sono certa che sapete benissimo di cosa sto parlando e se non lo sapete, sono veramente felice per voi o forse non dovrei esserlo, perchè o siete bambini (e sono felicissima se siete bambini senza problemi, anche se oggi è difficile anche questo 😥) o siete esseri immateriali o non avete una vita o avete una vita e siete folletti peggio di me o non lo so.
e se siete folletti peggio di me , allora non è possibile che non avete problemi, fosse anche solo il problema che qualcuno vi consideri folletti 😮😮😮😮😮😮😮 e se non avete una vita, mi sembra difficile lo stesso, già solo che si ha un codice fiscale si ha una vita e quando andate alle poste vi dovete censire, alle banche vi dovete censire, allo sportello dell’asl vi dovete censire, insomma ci siamo capiti, se hai una vita, esisti sulle carte e già la, il danno è fatto, la paturnia è in arrivo, il problema è dietro l’angolo.
Non parliamo se siete un professionista con partita iva, qua stiamo già andando oltre alla dimensione dei problemi e dei mal di testa annessi!
E se hai i figli e se hai i genitori e se hai un convivente, marito , compagno o, malauguratamente peggio un ex di tutto questo , se hai i parenti che non ti trovi e se hai il vicino che scassa le balle, questi tutti insieme , ma anche singolarmente, sono tutti tradotti in problemi, paturnie e difficoltà giornaliere, che danno sempre da pensare.
Cose che persone normali arrivano alla follia e persone folli diventano mine vaganti.
Ed io, come se non avessi avuto altro da pensare, insieme alle mille cose che vivo e che mi capitano e che spesso e volentieri faccio capitare, mi sono andata mo ad impelagare su sto fatto se quello che sto facendo, vale la pena o meno.
ed è un pensiero fisso, sto sempre lì a chiedermi ma chi me lo fa fare? Di penare, di pensare, di scrivere, di provare, di soffrire, di soffermare il mio pensiero su questo o l’altro pensiero, alla ricerca di una soluzione o quantomeno di una via d’uscita, quando i tunnel si fanno stretti e la luce non si vede nemmeno se te la vuoi immaginare.
La verità è che non lo so chi me lo fa fare, non ho altra motivazione che me stessa, la mia volontà ottusa che si ostina a cercare un risultato, uno spiraglio alla speranza che in qualche modo, un giorno possa essere migliore.
E se questo mi salva da una parte, dall’altra mi toglie quel visus lungo sul futuro che la stragrande maggioranza delle persone possiede.
Ho bisogno quindi della terra sotto i piedi e di vedere materialmente il problema, ma prima che questo accada, mi trascino nella mia vita con la consapevolezza che potrebbe cadermi una tegola sulla testa e pur sapendo che questa è in bilico da molto tempo da qualche parte nell’universo, continuo a camminare senza protezioni.
Mi piacerebbe sapere se questo è un problema solo mio e che quindi è arrivata l’ora di cambiare professionista 🙃 o se c’è altra gente, in questo mondo che affronta le stesse cose, allo stesso modo.
Potremmo fondare una anonima problematici e riunirci e discutere del mondo in cui affrontiamo queste situazioni, io ci sto, tanto le cose ve le sto già scrivendo 😂😂😂😂😂😂😂😂


E va da se, che la traccia libera s’è andata già a far benedire, si capiva subito che mi serviva solo l’attacco per sfogare le mie paturnie domenicali, che non avevo veramente intenzione di lasciare quattro parole in croce e scrivervi la ricetta, perchè alla fine quello che sono veramente è quello che scrivo, che vi racconto e che racconto ai miei amici , nelle discussioni con la mia famiglia, durante i pranzi , quando ricevo gli ospiti, con gente sconosciuta, che chissà per quale ragione, attacchiamo subito bottone e nascono conversazioni , come se ci conoscesse da anni , secoli e millenni.
La verità è che sono proprio questo, un concentrato di parole, a volte anche inopportune, fuori luogo spesso e volentieri, ma che in sintesi fanno parte proprio di me, del mio carattere e che mi indentificano, certo, a volte logorroica, prolissa, noiosa come dicono i miei figli, ma piena, piena di parole, come se queste fossero contenute in una diga e questa diga pronta a farle fluire, prontamente in un flusso che non si ferma mai.Perpetuo.
e quindi va da se che questa cosa del blog deve esistere perchè esisto io e che ci dev’essere un luogo dove io possa dare libero sfogo a questo fiume di parole che non si ferma mai e che mi da la possibilità di interloquire col mondo e di fare del vostro mondo un pezzettino del mio e viceversa.
Siamo così pronti agli alieni che ci spingiamo oltre lo spazio conosciuto per incontrarne uno, ma non siamo più pronti a scambiare due chiacchiere semplici con le persone che ci stanno accanto, a meno che questo non coincida con un ottenere qualcosa.
Io dunque la risposta me la sono data da sola , come sempre è bastato aprire questa pagina bianca e dal caos sono emerse le linee, i punti e le virgole e voi, anche se silenti e forse indifferenti, mi avete aiutato nella riflessione.
Questo non è solo un luogo dove si cucina, qui si coltivano soprattutto le emozioni e quando non avrò più niente da dire, quando non avrò più la connessione tra questa testa e questo cuore, quando anche l’ultima parola si sarà asciugata dal profondo della mia testa, sarà in quel giorno preciso che smetterò di scrivere, raccontare, parlare e forse anche di cucinare; questo è un percorso che avalla su e giù cuore e cervello, ma è soprattutto terapia.
E oggi non smetterò, nonostante i dubbi, le perplessità e le difficoltà che mi costringono a fare i conti con la vita.
Io ho scelto la mia traccia , giusta o sbagliata che sia e spero che anche voi abbiate scelto la vostra, perchè non c’è cosa più brutta che essere erranti e senza scopo mentre si percorre il viaggio della propria vita.
IL COSTO DI SBAGLIARE E’ MINORE DEL COSTO DI NON FARE NULLA.
Enjoy Life 🎈


pan brioche alle noci
Prima che arrivi la bellissima stagione, volevo lasciarvi questa ricetta che è ancora in tempo per essere di stagione; il caldo si presenta a fasi alterne e fino a maggio può essere ancora novembre e dicembre insieme , ergo non mi sento ancora troppo fuori stagione per presentarvela.
Ho utilizzato un impasto ricco e corposo , che fosse consistente e di sostanza, rustico e profumato, di quelli che addenti con gusto e che restituisce una certa consistenza , che percepisci chiaramente che ha una certa struttura .
Non volevo una pane nuvola, una brioche troppo alveolata o morbida e devo dire che la farina utilizzata mi ha pienamente soddisfatta anche se in fase di lievitazione , mi ha fatto tribolare non poco.
La farina è ALTOGRANO per pizza di casillo, ricca di fibra e già dal colore, ci si accorge che è diversa.
Potete sostituirla con una farina forte , ma sarebbe meglio utilizzare un grano duro, di quelli magari poco raffinati, di un bel mulino , meglio ancora se fosse una senatore cappelli, magari proprio di un mulino autoctono , ovviamente , va tagliata con una farina che sia in grado di dare forza, perchè le farine rustiche , al 100% tendono ad essere molto difficili nelle lievitazioni, usate così, in purezza.
Ovviamente io ho messo le noci, ma nulla vi vieta di utilizzare un altro tipo di frutta secca o ometterla se casomai non vi piace.
Vi lascio dunque la ricetta ma vi ricordo che potete sempre scrivermi nei commenti se aveste qualche domanda (anche esistenziale 😊) oppure potete lasciare un semplice ❤ se per caso vi andasse di dare supporto a questo lavoro.
Grazie per aver letto fin qui.


panbrioche alle noci
ingredienti
250 ml di latte
45 ml di olio d’oliva
7 gr di lievito secco
3 tuorli
350 gr di farina 0
150 gr di farina altograno per pizza selezione casillo
150 gr noci
2 cucchiai di malto (in sostituzione miele)
20 gr di sale
Procedimento:
misceliamo insieme le due farine e il malto nella boule della planetaria.
In un brick capiente riscaldiamo il latte (non deve essere bollente ma tiepido) uniamo l’olio e mescoliamo
Aggiungiamo il lievito secco, mescoliamo per bene .
Avviamo la planetaria con il gancio spirale inserito e a velocità minima iniziamo a mescolare.
Aggiungiamo a filo il latte e iniziamo a lavorare a velocità media.
Lavoriamo leggermente i tuorli ed aggiungiamoli al composto.
Lasciamo lavorare fino a che non si incorda, aumentando la velocità della planetaria.
Quando l’impasto è incordato aggiungere il sale, far assorbire completamente.
Tagliamo in maniera grossolana i gherigli di noce .
Tiriamo l’impasto dalla planetaria e allarghiamolo su di una spianatoia leggermente infarinata.
Aggiungiamo le noci e richiudiamolo su stesso, in modo da inglobare le noci e lavoriamolo leggermente in modo che le noci si distribuiscano nell’impasto.
Chiudiamo la pasta formando una palla e poniamo a lievitare fino al raddoppio.
Trascorso questo tempo, riprendiamo il nostro impasto e versiamolo su di una spianatoia.
Allunghiamolo leggermente e tagliamo in tre parti più o meno uguali.
Stendiamo ogni pezzo di pasta e poi richiudiamolo su se stesso formando una nuova palletta.
Pirliamo leggermente e poniamo in uno stampo da plumcake rivestito di carta forno.
Formiamo le altre due pallette e completiamo il pan brioche.
Poniamo a lievitare nuovamente fino al raddoppio.
Preriscaldiamo il forno a 190° ventilato.
pennelliamo la superficie del nostro panbrioche con latte e olio d’oliva miscelati insieme.
Cuociamo in forno caldo per circa 20′
Quando il panbrioche sarà gonfio e la superficie dorata è cotto.
Io per sicurezza faccio sempre la prova stecchino, se esce pulito è pronto.
Tiriamo fuori dal forno e facciamo intiepidire qualche minuto.
Sformatelo su di una gratella .
Il mio consiglio è di tagliarlo solo quando è completamente freddo, ovviamente se riuscite a resistere al profumo incredibile che sprigiona.
Il suo gusto rustico , secondo me si sposa benissimo anche con la confettura, ma come pane per toast secondo è l’apoteosi del gusto.
Io lo taglio a fette e poi lo conservo in frigo chiuso in una busta a chiusura ermetica. Basta riscaldarlo qualche secondo per ritornare subito fragrante e profumato.
Il vostro pan brioche alle noci è pronto per essere gustato in molteplici modi.
GRazie per aver letto fin qui e alla prossima ricetta 😉


