Ben ritrovati . Diario di bordo della casa di zucchero e lavanda.
Anno domini duemilaventisei.
Cari miei, è passato un anno solare e di cose ne sono successe a iosa.
Momenti belli e momenti bruttissimi si sono avvicendati durante questi 365 giorni dall’ultimo marzo e non ho , come di mia abitudine, ne ascoltato i buoni consigli ne quelli cattivi; chiaramente da autodidatta, ho deciso come sempre di fare di testa mia, giacchè mai e poi mai mi si potrà dire che seguo la massa.
E dunque, a ridosso del mio compleanno, mi ritrovo a guardare indietro e a sottolineare gli errori , moltissimi e le cose belle, che non sono poche, ma rispetto al fegato che si ingrossa, ahimè, risultano sempre in netta minoranza.
Ma se volessi ogni volta, guardare solo alle cose negative, a quest’ora non ci voleva lo psicologo, ma lo psichiatra direttamente!
Diciamo che la fortuna che mi salva è che sono sempre fiduciosa che domani sarà migliore e in certi casi anche se migliore proprio non è stato, questo mio carattere mi ha salvato dal cadere nel baratro più profondo.
Rialzarsi quando si cade e combattere con le unghie e con i denti per poterci riuscire; ma alla fine , non è che ho fatto chissà che di speciale; questa è ordinaria amministrazione, è il quotidiano, fatto di amaro e caffè e se mi guardo intorno, non sono assolutamente il caso più grave.
Tutto nella norma, ecco.
E quindi, come ogni anno che passa, mi trovo a demarcare i confini che mi separano da questa o da quella età e devo dire , che quella che mi piaceva assai , si sta allontanando , mentre quella che mi piace meno, ahimè , si sta avvicinando.
Ma non è questo proprio il senso delle cose, direte voi? Non è questa la linea storico temporale che seguono tutti, perchè mai e in quale modo, questo processo dovrebbe essere diverso per me?
Ed è così, che in un certo modo, ho impostato il pilota automatico , lungo il viaggio incredibile che sto percorrendo, insieme a me, insieme alla mia famiglia ed insieme a voi.
Ma il mio pilota automatico, è il modello base, quello dato in dotazione per fare la prova e poi comprare il modello pro 😂non c’è segnalazione dei problemi, ne ti avverte con un allarme quando stai per fare una cazzata, funziona in maniera analogica, non ci sono satelliti e gps ad indicarti la via e nemmeno la soluzione a certe paturnie che sono realmente insidiose e ti levano la salute!
E’ impostato sulla modalità non dare fastidio e prevalentemente questa cosa funziona, purtroppo però il fastidio che gli altri mi arrecano non viene bloccato in nessun modo e a quanto pare non è solo mio disagio , ma un pò di tutti in generale 😂😂😂😂😂😂😂
e quindi, la logica di vivi e lascia vivere , lascia inapplicate tutte le funzioni, perchè tu vivi e ti fai i fatti tuoi, gli altri no e vivono per darti fastidio o meglio, incrociando le loro vite con la tua, in qualche modo si rendono fastidiosi e tutto il teorema fallisce miseramente.
Come ogni anno, nel giorno del mio compleanno avvio una piccola riflessione introspettiva del cosa ho cambiato per vivere meglio a livello mentale e cosa ho peggiorato e perchè vivo peggio.
Ma io le cose le cambio dal loro ordine sempre, mi adatto alle scelte, sempre che queste siano in linea con quello che vorrei , mi adatto alle situazioni, cerco di prendere sempre il meglio da quello che accade.
E questo spesso mi penalizza, facendomi sembrare una stupidotta e la leggerezza con la quale affronto i giorni viene spesso confusa con la superficialità, perchè in questo mondo, in questa società estremamente giudicante , bisogna essere uguali ma non ugualissimi.
Spiegarvi questo concetto non è facile, non ci sono teoremi che lo spiegano, radici quadrate o equazioni che lo risolvono; sebbene la mia prof di matematica diceva sempre che la vita è un grande calcolo matematico basato sulle probabilità e le possibilità, al concetto dell’esistenza stesso, non c’è nessun teorema applicabile.
Eppure molto spesso mi sono resa conto che c’è più matematica che umanesimo ,che ci sono tangenti che tagliano le rette della vita, nel bel mezzo del tuo cammino, sbam, ecco una tangente che deraglia e affilata e perniciosa ti percorre la linea retta , quella tua, quella che idealmente stai pensando di percorrere.
E ci sono queste parallele che non si incontrano mai e queste vite che fanno giri immensi e poi ritornano, per iritornare meno giovani, con i segni agli angoli degli occhi, i sorrisi smorzati .
E c’è chi torna più giovane, più smagliante, più pimpante e ti chiedi come ha fatto, oltre al botulino , a mantenere certi appeal , certi sorrisi, certe battute.
Ma sappiamo tutti che non è mai rose e fiori , che non si percorrono sentieri in piano e che ogni giorno richiede un atto di coraggio clamoroso, di quelli che ti aggrappi con le unghie e con i denti, pur di farcela, pur di portare a casa il risultato.
E quindi, non è questa la vita di tutti? NOn è la lotta che l’umanità affronta tutti i giorni, dall’alba dei tempi, passando attraverso i periodi bui della storia per arrivare l’umanità stessa a questo secolo?
E non siamo quindi noi tutti, non solo io, non solo la signora Pina, in lotta per sopravvivere giorno per giorno?
Siamo tutti nella stessa barca, chi più, chi meno, siamo tutti in balìa di una tempesta, questo o quell’altro giorno e col mare calmo sono tutti bravi marinai, lo dice sempre il nostromo che incontro al lungomare, durante le mie passeggiate in cerca di soluzioni, me lo dice sempre, mentre guarda le onde che si infrangono tumultuose , nel mare calmo che brilla di scintille al sole, quando c’è l’onda lunga e quando piove.
E nel corso del tempo, ho imparato con sentimento che anche se le vite sembrano diverse, combattiamo tutti una guerra, piccola o grande che sia e che questo non ci da assolutamente la facoltà di sminuirla, rispetto alle nostre di guerre, che le guerre sò sempre guerre e non sono mai belle e soprattutto, non portano mai alla pace.
Ma di pace , se proprio di pace vogliamo parlare, è una cosa difficilissima da raggiungere, che sia questa interiore o nelle lotte quotidiane, la pace richiede attenzione, un grande grandissimo self control e soprattutto nessuno umano con cui confrontarsi nel raggio di cento chilometri!!!
😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
E che vi pensate che il Dalai Lama sta sul cucuzzolo tibetano così a caso? E’ fatto apposta, altrimenti altro che pace spirituale, sarebbero state mazzate a tutto tiro !!! 😅😅😅😅😅😅😅😅😅😅
E dunque, non potendomi trasferire in Tibet e nemmeno su un’isola deserta con tanto di oceano incazzato , ho scelto in qualche modo di percorrere la via trascendentale, quella che non mi frega niente di quello che mi si dice, anche se questo mi fa arravogliare il budello e che per rispondere ci vorrebbe un kalashnikov; perchè nella vita ci vuole equilibrio e se volessi star a sentire la gente , l’equilibrio non lo troverei mai.
Io non ce l’ho la verità assoluta, ne sono in cerca esattamente come voi, ma quando vengo attaccata , non rispondo più, non mi abbasso ai livelli di idiozia trascinandomi in beghe assurde e senza senso.
IO sorrido, in un misto tra scemità e consapevolezza , lasciando in sospeso e nel dubbio universale se sò scema veramente.
ecco come funziona, le spiegazioni a chi le cerca a tutto il resto lascio libera interpretazione, anche perchè quanto sarebbe difficile dare sempre sempre tutte le spiegazioni? E poi on ne vale la pena, credetemi, perchè chi vuole una spiegazione la cerca, tutti gli altri si sono già fatti un’idea e sbagliata o giusta che sia, non sono certo le tue spiegazioni che gli faranno cambiare idea.
Se passate tutti i giorni della vostra vita a mettere paletti, alla fine ci arriverete soltanto stanchi .
Di fatto, uno dei metodi migliori per dimenticarsi totalmente dall’umanità che ci circonda, dalle paturnie che ci affliggono, dalle critiche, dal NON ESSERE CIO’ CHE GLI ALTRI SI ASPETTEREBBERO CHE NOI FOSSIMO, ma poi chi è che gliel’ha data poi sta libertà non lo so, uno dei metodi per far scomparire il brutto che ci circonda è dedicarsi a qualcosa che ci piace fare, che da la possibilità alla mente di prendersi una pausa e di dedicarsi a qualcosa di veramente bello.
Ovviamente nel mio caso, si capisce chiaramente che l’attività principale che mi risolleva da questo mondo è la cucina ; e penso che non sia un caso che abbia scelto come destressante la cosa che crea più caos in un ambiente, d’altronde il caos ce l’ho dentro, potevo mai scegliere altro?
sicuramente insieme si accompagnano altre passioni, come la palestra, le passeggiate i riva al mare e tutta una serie di cose che servono a staccare la spina, che ti trasportano in un’isola deserta nel bel mezzo dell’oceano.


In occasione del mio compleanno mi sono cimentata nella realizzazione dei Lamington e di una lamington cake al lampone, che credetemi sono di una bontà assurda e stratosferica.
Mi sono avvalsa della ricetta del bravissimo Nick Makrides autore del blog The Scran line un austrialino appassionato di dolci che sforna delizie dal suo garage in melbourne.
E chi meglio di un austrialiano poteva mostrarmi come realizzare i lamington , che di fatto sono dei pasticcini meravigliosi e golosissimi nella loro infinita semplicità, di origini proprio australiane? Nessuno, se non fosse altro che ho realizzato negli anni molteplici ricette di lamington e che non mi soddisfacevano mai a pieno, sarà che il cake risultava sempre troppo asciutto o la glassa al cioccolato troppo amara, non avevo mai raggiunto il nirvana, fino a che non ho scoperto nick e le sue doti di grandissimo pasticcere.
La base è una sponge cake tanto cara ai dolci anglosassoni dove non rimane ne asciutta ne troppo unta di burro , ma ha un giusto equilibrio di morbidezza e gusto senza dover bere sei litri di tea per farla scendere.
Insomma , un equilibrio perfetto che da origine ad un dolce irresistibile.
Vi lascio dunque alla ricetta, ma prima vi lascio con una riflessione
E’ importante vivere in armonia con il mondo ma solo se questo si relaziona in armonia con voi.
Enjoy life 🎈


Lamington
Ricetta presa dal sito the scran line e adattata ovviamente ; nelle parentesi troverete le dosi originali .
ingredienti:
250 gr di farina 00
1 1/2 cucchiaino di lievito per dolci
3 gr di sale
220 gr di uova (3 uova large nella ricetta originale circa 55 gr ognuna)
195 di zucchero super fine
190 gr di latte parzialmente scremato ( 185 gr latte intero)
80 gr di burro non salato
22 gr di olio di semi
1 cucchiaino intero di vaniglia (14 gr di estratto di vaniglia)
Glassa:
400 gr di cioccolato fondente al 50%
60 gr di burro non salato
20 gr di zucchero di canna
310 gr di panna fresca al 35% di grassi
Farcitura:
200 gr di confettura di fragole ( 200 gr di confettura di lamponi )
finitura:
cocco rapè q.b ( nick usa il cocco degrassato e dessicato che è completamente diverso dal cocco rapè, ma io non sono triuscita a trovarlo)


procedimento:
Queste dosi sono calcolate per una teglia quadrata 20×20
In una pentola versate il latte, il burro e fate riscaldare il tutto finchè il burro non è completamente sciolto. Non portate a bollore, quando vedete la prima bolla chiudete i fuochi e tenete da parte.
Montate le uova con lo zucchero e la vaniglia
montate a velocità media finchè non diventano bianche e spumose.
Setacciate insieme farina, sale e lievito e tenete da parte.
Quando le uova saranno triplicate, aggiungete metà del latte e burro sciolto insieme e mescolate con una spatola, aggiungete l’olio , amalgamate sempre con la spatola ed infine aggiungete il resto del latte.
Amalgamate il tutto.
Preriscaldate il forno a 170 ° statico.
Ungete la teglia con lo staccante passandolo bene con un pennello su tutta la superficie laterale e angoli compresi.
Setacciate sulla massa di uova la farina ed amalgamate il tutto con una spatola.
Dovrete ottenere un composto che scrive .
Versate nella teglia, livellate e infornate in forno già caldo per circa 35 minuti.
Fate sempre la prova stecchino che deve uscire asciutto e pulito.
Estraete la torta dal forno e capovolgetela su di una gratella a raffreddare.
rigiratela su di un’altra gratella dopo circa dieci minuti (serve a non far rimanere i segni sulla sommità della torta) e lasciatela raffreddare completamente.


Il cake sarebbe meglio prepararlo il giorno prima, una volta raffreddato sigillatela con la pellicola e lasciatela riposare: Questa operazione di riposo consente di ottenere un taglio preciso del cake al centro e dei quadrati dopo. Ma se non aveste programmato di fare il cake il giorno prima, quando è freddo ,avvolgetelo nella pellicola e ponetelo in congelatore un’ora, questo vi consentirà di avere un taglio preciso.
Quando il cake è freddo, dividetelo al centro con un coltello seghettato e farcitelo con la confettura di fragole.




Nella ricetta originale lui prepara una confettura di lamponi freschi.
Coprite con la torta restante e tenete in frigo per circa un’ora, avvolta da pellicola.
Ponete a raffreddare i frigo una gratella.
per la glassa:
triturate il cioccolato fondente e versatelo in una boule adatta al bagnomaria ( considerate che deve essere abbastanza larga da poter poi immergere i vostri cubi all’interno per poterli glassare)
aggiungete il burro, la panna e lo zucchero di canna.
fate sciogliere il tutto a bagnomaria avendo attenzione di non far entrare l’acqua all’interno della boule .
Mescolate il tutto quando è pronto per ottenere una consistenza liscia e setosa.
Potete in alternativa utilizzare il microonde, ma io al micro brucio sempre tutto, pertanto mi fido del caro vecchio sistema del bagnomaria 😉😉😉😉
Tagliate il cake in quadrotti da circa 5 cm per lato, aiutandovi con un coltello seghettato.


In una boule versate il cocco rapè.
Con l’aiuto di uno stecchino lungo, infilzate il centro di ogni quadrotto e ponetelo a scolare sulla gratella posta in frigo a raffreddare.
Dopodichè ricopritelo con il cocco rapè su tutti i lati e lasciate asciugare su di un’altra gratella o eventualmente su carta forno, tanto la panatura al cocco impedirà al cioccolato di colare ed attaccarsi.


Completate tutti i vostri quadrotti.
Poneteli su di un vassoio e fate rassodare in frigo fino al momento di servire.


I vostri lamington sono pronti per essere gustati.
E’ un pasticcino di grande effetto e buonissimo nella sua semplicità.
Io ho preprarato anche una torta lamington ai lamponi, tutta glassata rosa, ma che vi descriverò in un altro articolo, in quanto non ho avuto la possibilità di fotografarla come si deve e non ho testimonianze del suo interno in quanto è finita in un battibaleno! 😋😋😋😋😋😋😋😋




GRazie a Nick the scran line per aver condiviso la sua ricetta favolosa e grazie a voi per aver letto fin qui.
Grazie e alla prossima ricetta 😉



1 comment
Non potevo non passare a leggere anche di queste delizie qui! Mi piacciono, tanto, più li guardo più mi piacciono!
Peccato che guardarli non li fa materializzare qui da me!