RicetteRicette speciali

zucca cheesecake

ero partita con un altro articolo per presentarvi questa cheesecake, ma era troppo pieno delle mie nevrosi e anche dei pensieri che ultimamente mi affollano un pò troppo il criceto e che sinceramente, dopo essermi presa una pausa, ho riletto e ahimè, messo in pausa perchè non era proprio adatto.

E succede che quando si è arrabbiati o tristi si scrivano o si pensino e quando è peggio, si dicano delle cose di cui si ci pente subito dopo; ma non era proprio da cestinare, ma in questo luogo, dove si, racconto i miei pensieri, in questa sorta di diario psicologico, c’è bisogno anche di un pò di leggerezza, che di pesante c’è già la vita, tutti i giorni, non ci volevo certo io, col mio carico da nove, ad appesantire tutto.

E sarà la primavera, che mi carica negativamente ( e chissà come mai) o sarà l’avvicinarsi del mio compleanno , ma sono state settimane dure, a livello di pensieri e non lo so se e quando ne uscirò rischiarata.

Vi dirò che in fin dei conti non è l’età che mi spaventa, ormai l’ho superato abbondantemente vedendo crescere i miei figli, i diciotto anni di michelle, il fatto che adesso guidi da sola, la scelta dell’università ,sono cose alla quale ero preparata , che ho coordinato nel tempo, perchè bisogna programmare ogni tanto e soprattutto educare alla libertà e non sono questi eventi certo che mi hanno messo in crisi.

Magari qualche anno fa mi sarei lamentata del tempo che passa, dei segni che lascia, quei fili sottili di rughe che mi disegnano gli occhi, ma oggi invece sono nell’ottica di una nuova consapevolezza, anche il segno più sottile è un minuto vissuto su questa pelle , con questo cuore che pompa coraggio e maledizione e se prima vivevo male la mia età, sognando sempre di avere vent’anni, oggi vent’anni vorrei averli lo stesso, ma con quella leggerezza effimera a se stessa e nulla più. Le rughe posso sempre correggerle, una sessione di botox e via, ritorno giovane, ma quello che mi spaventa più di tutto è : e se poi non mi riconoscessi più? E se poi cancellando rughe ed espressioni, mi ritroverei che non sono più io? Chi mi ridarebbe indietro quello che sono stata ?

Sono in crisi, non fateci caso e oggi tutto mi sembra cupo, anche questo cielo splendente e quest’aria che profuma di germogli e di rinascita.

Ma le crisi , si sa, sono propedeutiche all’essere umano, che non è nato certo semplice ed io , non sono certo l’eccezione che conferma la regola.

E quindi, dopo giornate faticose a livello mentale, in cui anche quei quattro punti fermi che hai in croce, vengono messi in discussione, tutto assume la forma relativa di un castello costruito su una duna di sabbia e quindi dubbi, incertezze e mal di testa sono lì, a caricarti come nubi dense l’orizzonte.

E non mi esimio certo dalle mie probabili colpe, ed è forse questo il peccato, che in ogni discussione mi sale questa maledetta empatia, questo immedesimarsi nell’altro , che automaticamente mette in discussione tutto quello che hai pensato fino a quel momento.

E in un certo senso, accettate vi prego questa metafora, mi sento sotto un continuo bombardamento di emozioni , eventi e problemi.

Ma io non sono Trump e di questa sua incredibile giustizia fatta di bombe e minacce, io non ci vivo bene. Io non ci vivo bene in queste storie, mi sento senza via di uscita .

Forse è per questo che non ho mai scelto di essere un leader, in nessun campo, benchè meno in questo, perchè io alla pressione non reggo e se avessi sottomano il famoso pulsante rosso , secondo me, l’avrei premuto più volte.

😆😆😆😆😆😆😆😆😆

E menomale che sono donna di pace 😂😂😂😂😂😂

In realtà, sebbene questo articolo (spero) uscirà in concomitanza con la festa delle donne, non parlerò delle donne, ma proprio in generale, non lo prenderò proprio in considerazione, perchè non è una festa che considero tale (e quando mai direte voi) e che mi prende un brivido lungo la schiena quando vedo ste distese di mimose , volte a far piacere non lei, ma lui, come atto dovuto, in quanto sponsorizzata come elogio, ma che a me sembra più uno scaricabarile, tiè, ti ho regalato la mimosa e i cioccolatini , me lo sono ricordato , sono a posto con me stesso e comunque domani ci saranno bambini da consolare, lavastoviglie da scaricare e giardini alla quale va fatto il trucco e il parrucco e qua, lo sappiamo in tante, i cioccolatini saranno già andati di traverso e le mimose sbiadite nei vasi sulle finestre.

Ma una considerazione , seppur minima la voglio fare, riprendendo l’articolo cestinato, è che oggi sicuramente non ci dicono più come tagliarci i capelli e quanto deve essere lungo l’orlo della gonna, ma i segnali che qualcosa è ancora rimasto al medioevo si percepisce ancora e quel che è peggio, non sono solo gli uomini, ma anche la sorellanza non scherza e i ruoli sono sempre più difficili da percepire e anche gli orli delle gonne, che possono essere lunghi o corti, ma i clichè risiedono nella testa e certe volte, sono così radicati ed ancestrali, che sono veramente difficili da combattere.

e questo è legato a tutti, alla vita moderna, al lavoro , alla posizione di una persona; insomma, esternamente viviamo nella modernità, internamente siamo ancora qualche secolo indietro.

e il disappunto si applica urbi et orbi, nel senso che nessuno si salva e figuriamoci se mi salvo io, che nel mio albero genealogico di sicuro c’avevo il boia di maria antonietta o il soldato romano che inchiodava Gesù Cristo.

cose semplici, ecco.

Ma ciononostante, sebbene ci sia questo grande conflitto in me, nella mia testa, nei miei pensieri e nella mia vita, coltivo sempre la speranza, seppur minima e flebile, che domani possa essere in qualche modo un giorno migliore, che le nubi si diradino e che finalmente possa tornare ad essere più leggera.

E non è la prima , sia chiaro, ho affrontato altre tempeste e nembi minacciosi, che hanno fatto crollare più e più volte le mie certezze e il terreno che ho sotto i piedi e non è la prima volta che mi sono sentita sola nella bufera, ma così sola mai, ma questo quantunque non fermerà certo i giorni, le ore o il mio cammino; qualsiasi cosa mi succede intorno, fosse anche la tempesta più terribile dell’universo, non sarà capace di farmi perdere la speranza che il giorno dopo possa essere migliore e se non sarà domani, sarà dopodomani o quell’altro ancora, non mi arrendo, non demordo, anche se ho la tachicardia, le nevrosi o come in questo caso il tic all’occhio .😆

Di questa festa , come ho già detto,  non voglio far menzione, non mi piace, non esco a festeggiare con sole donne e soprattutto non proporrei mai una torta mimosa come celebrazione; ellosò, sono al contrario, un’altra ci avrebbe sguazzato già da due settimane, proponendo piatti e proposte a tema, ma come si evince già dai miei insuccessi, io non sono una che rincorre le ricorrenze, tutt’al più le subisce e questa non sarebbe la prima volta.

Va da se che qualcosa devo sempre pur fare e soprattutto presentare al mondo social, giusto per non essere sempre quella che dimentica tutte le giornate nazionali e mondiali (ho dimenticato il nutella day, tanto per dirne una, il world pizza day giusto per continuare ) ma questa qui, come il Natale  e san valentino sono proprio difficili da ignorare, ci sono già mimose gialle ovunque e frasi smielate su tazze e piattini che solo a vederli mi viene l’orticaria, figuriamoci a riceverli.

Avrei potuto saltarla a piè pari, considerato lo stato d’animo a livelli sotto zero e scappare dalle mie responsabilità di pseudo foodblogger, ma alla fine ha prevalso il senso di rigore che ho nei confronti di questo blog e della mia pagina, cresciuta negli anni con attenzione e devozione, che manco besos ci credeva nei primi anni di amazon come ci sto credendo io, che un giorno possa essere la pagina più letta, non solo per le ricette , ma anche per le farneticazioni che vado scrivendo o magari per tutte e due le cose 🙂

E noi siamo fautori del nostro stesso destino e dovremmo esserci i primi crederci e mai lezione fu più importante di quando mi fu detto :- se non ci credi tu per prima, come puoi mai pretendere che ci credano gli altri?-

e sono qui, perchè ci credo, nonostante sto in una centrifuga da mille giri.

La scelta di una cheesecake e per lo più alla zucca, mi sembrava l’idea giusta e fortemente alternativa che poteva sposarsi perfettamente con l’occasione; innanzitutto perchè di zucche non se ne vedono più in giro, relegate al solo mese di ottobre e novembre, quando adesso è ancora di stagione, quasi alla fine, ma di stagione e poi perchè era da tanto che non preparavo una cheesecake e nella mia testa, mi sembrava davvero un’ottima idea.

Ma in fin dei conti poteva essere una qualsiasi cosa, ma non sarebbe stata mai diversa dall’idea , forse errata che ho dell’umanità , e cioè che forse un giorno, la dolcezza ci salverà tutti. E non mi posso arrendere , proprio adesso, alla bruttezza che mi circonda, perchè in fondo, da brava sognatrice o folletto come mi definisce qualcuno, da qualche parte c’è ancora la possibilità di coltivare l’amore.

Vi lascio dunque la ricetta , dopo avervi tediato non poco con le mie guerre intestine, ma che è stato , per me, un ottimo esercizio per tirare alcune linee di demarcazione tra me e la vita.

Nutrire la speranza mi aiuta a non sprofondare nelle sabbie mobili .

La speranza ha due bellissimi figli : lo sdegno e il coraggio. Sant’Agostino.

Enjoy life 🎈

zucca cheesecake:

ingredienti

per una teglia da 18 cm

110 gr di biscotti lotus

60 gr di burro sciolto

2 uova

100 gr di zucchero semolato

300 gr di formaggio spalmabile tipo philadelphia

300 gr di polpa di zucca (mantovana o napoletana)

60 gr di amido di mais

vaniglia 1 cucchiaino

1 cucchiaino di cannella

1 pizzico di sale

fiori di zucchero per decorare (facoltativo)

procedimento:

Pulire la zucca dalla buccia e dai semi e cuocerla in forno finchè diventa morbida.

Per ottenere 300 gr di polpa cotta, considerate di cuocerne almeno 400/450 gr

Chiudetela in foglio di alluminio e cuocete per circa 40 minuti coperta.

Quando è morbida che si schiaccia con una forchetta è pronta.

Schiacciatela ben bene e poi lasciatela scolare in un setaccio per almeno tre ore.

Questa operazione potete farla il giorno prima, come ho fatto io, in modo che ha tutto il tempo di perdere l’acqua di vegetazione.

Triturate i biscotti in un mixer riducendoli in polvere e dopo amalgamarli con il burro sciolto e preparare il fondo della tortiera, possibilmente a cerniera (cioè di quelle apribili lateralmente) precedentemente rivestita fondo e diametro con carta forno, fatta aderire perfettamente con un velo di burro .

Versate  il composto ottenuto sul fondo della tortiera .

Livellate bene con il dorso di un cucchiaio e ponete in frigo a rassodare.

Per la farcia, frullate finemente la zucca insieme allo zucchero e le uova, ottenendo una crema liscia e setosa. Lavorate a crema il philadelphia ed aggiungetelo al composto. Frullate nuovamente per far amalgamare il tutto. In ultimo unite la maizena , gli aromi vaniglia e cannella , il pizzico di sale e date un ultimo colpo di blender, di modo che si incorpori la maizena a tutto il composto.

Preriscaldate il forno a 190° ventilato, posizionate la leccarda sul fondo del forno.

versate la crema sulla base di biscotti e posizionate la teglia in una teglia più grande dai bordi alti, dove sia possibile aggiungere l’acqua per 3/4 della tortiera.

Cuocere a bagnomaria per circa 60 minuti.

Fate la prova stecchino, deve uscire umido ma non liquido, inoltre se la superficie si crepa leggermente o si increspa , non vi preoccupate, la torta sta cuocendo correttamente.

Una volta cotta, togliete dal bagnomaria e fate raffreddare bene prima di sformarla.

Sformatela e delicatamente trasferitela su di una piatto da portata.

fate rassodare in frigorifero fino al momento di servire.

Decorate con i fiorellini di zucchero o anche altre decorazioni, se gradite, una spolverata di zucchero a velo e la vostra zucca cheesecake è pronta.

*TIPS per una perfetta esecuzione*

🧡🧡🧡🧡🧡🧡

ovviamente potete riprodurla in qualsiasi occasione voi vogliate, l’importante è che la zucca sia bella soda ed arancione, per questo è preferibile approfittare che sia di stagione .

Consiglio di cuocere la zucca il giorno prima, sia per velocizzare la composizione del dolce, sia per ottenere una polpa priva quanto più possibile di acqua.

Posizionate le decorazione dopo il riposo in frigorifero, alcune decorazioni potrebbero sciogliersi in frigorifero.

Bene, penso di avervi detto tutto, grazie per aver letto fin qui e grazie se per supporto a questo lavoro lascerete un ❤ come segno del vostro gradimento.

Grazie per aver letto fin qui e alla prossima ricetta 😉

 

 

 

 

 

Post correlati

muffin al cacao halloween edit

Teresa

risotto cremoso al limone con timo fresco e tonno zarotti

Teresa

Laminghton

Teresa

Lascia un Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.