Ricette

taralli morbidi cilentani

Era sempre in ritardo, per principio . essendo una delle sue teorie che la puntualità è la ladra del tempo.

Oscar Wilde

Caro duemilaventicinque ti scrivo, ma che ti scrivo ancora non lo so, sono in ritardo di circa cinque giorni, o forse sei, se vogliamo contare dal trenta dicembre , la successione di auguri scritti e inviati in occasione della tua fine. Io , mi attengo al messaggio di Mattarella, ergo, sono solo cinque giorni, ma sai qui, durante le feste, hai difficoltà a capire chi sei, cosa fai; troppi sabati e domenica in successione, che alla fine non si è capito più che giorno fosse.

HO PERSO PROPRIO LA NOZIONE DEL TEMPO che detto da me non è sta grande news, ma ad un certo punto mi sono persa , un pò come alice nel paese delle meraviglie.

Ma torniamo a noi, caro anno duemilaventicinque e caro deumilaventisei,

troppo giovani per capirci qualcosa, per dirti se mi sei piaciuto o meno, se ciò che è stato m’ha insegnato qualcosa o niente.

Insomma , nei trecentosessantacinque giorni che ci siamo accompagnati , ne sono successe di ogni, ma se ti dovessi dì , che sei stato quell’anno horribilis , no, caro 2025, non sei stato tu, il mio annus horribilis, diamo questo pregio a qualche anno che è già passato.

Ma sarà che è sempre tutto soggettivo? che dipende da che lato dell’emisfero abitiamo? da che parte versa il nostro sguardo, se vediamo o no ad un palmo del nostro naso, se sappiamo riconoscere o meno l’amicizia, che un amico perso, che se ne andato, l’hai perso e basta e che vale per tutto, quello che ci lascia, non è fatto per ritornare e se ritorna, o è una grande sòla o è una minestra riscaldata.

Sei stato l’anno Re delle cose semplici. perchè oggi la semplicità è sovrastimata e si fanno passare per semplici anche quelle cose in cui non ti applichi affatto, ma le vogliamo far passare per semplici, così si è giustificati dal non essersi impegnati affatto; cioè, ve lo spiego, che già non mi si capisce,  semplice non vuol dire senza impegno, semplice vuol dire essenziale, puro, elegante, senza fronzoli , schietto, naturale, lineare e non buttatevi sempre sulla parte più facile : modesto, ingenuo comune, quando poi vi atteggiate a principi e principesse del foro, discutete in latinismi e poi mi cadete sul semplice.

Volendo parafrasare Italo Calvino e la leggerezza che non è superficialità, semplice non vuol dire che lo buttiamo lì e non ci impegniamo affatto. E su, ma non è che ve lo devo dire sempre io.

Caro 2025, è arrivato già il nuovo anno e checchè se ne dica, tutti con la mutanda rossa e il cornetto e la falsissime promesse di essere più buoni, più diligenti, più interessanti. e il brindisi  e l’aperitivo pre cena, la festa dopo la mezzanotte, Gesù sarò buona , da domani non tocco più nemmeno un canapè, un salatino, venti chilometri di corsa e duecentocinquanta milioni di squat. E poi cammino sulle acque, porgo l’altra guancia e toh, ho trasformato l’acqua in vino ( rosè mi raccomando) e il pane in pesci. E sono pronta, per i miracoli importanti 100 euro, grazie.

Ma consolati, sono le stesse cose che sono state promesse a te; la pace nel mondo, venti negroni in meno, la dieta, non risponderò alle provocazioni se non avrò contato fino a duecentocinquatremilioniseimilaventitrè.

E dopo un pò, tutte ste cose cadranno nell’oblio, lo so io, perfettamente , lo sapevi tu e lo sa questo 2026, che è su da tre giorni e già ha lasciato il segno.

🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄

Sei stato l’anno della consapevolezza, ma sta cosa la dico ogni anno, che sono diventata più consapevole, ma di cosa non lo so, lo dico che fa tanto figo, ma poi alla fine consapevole lo sono veramente? di che cosa sono conscia, vediamo;  so fare i calcoli a mente di quante uova ci vogliono in un impasto, ah che grande primato!  che devo lavurà per guadagnare, altrimenti senza soldi non si cantano messe , diceva il mio papà 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂 e che come comunissima mortale non è che a lavorare fai tutta st’america , ma di base io so già una persona che è felice quando vede il sole sorgere, figuriamoci se m’aspetto l’America; ed è forse proprio questo il punto, sono talmente abituata a sorridere, anche a mala sorte, che a parte sembrare scema,  certe volte, l’america, mi sembra qua.

essì, ma che ne capisco io, che guardo il mare e mi sembra che ho respirato più del doppio e nessuno la capisce sta cosa e mi sembra così brutto che la capisco solo io, che certe volte mi convinco che sono scema per davvero.

E allora , caro 2025, sarebbe stato meglio se fossi appartenuta a quei sani pessimisti che vedono sempre tutto buio e tutto nero e che ti mettono la depressione solo a guardarli?

Che quando un presagio cupo e nero si realizza, sono li pronti a sentirsi soddisfatti che loro l’avevano detto? ma sarebbe giusto dire, gufato?

Sarà stato il loro anno forse? saranno stati felici delle tragedie predette e avverate?  E delle felicità che si sono avvicendate, nessuno ne parla? dei bambini che sono nati, delle giornate di sole, dell’estate (che per me insomma , non è sta gioia, ma va bene ) della rosa ricevuta così, random, senza un motivo, del sole all’improvviso in una giornata di pioggia e dell’arcobaleno, ce ne sono stati di arcobaleni, che ti viene sempre da sorridere quando li vedi, fanno sempre una bella scenografia.

E cosa vogliamo ricordare allora? vogliamo ricordare tutto, caro giovane 2025, che tanto l’amico tuo che si è appena insediato nelle stanze buie di questi giorni, erediterà una buona parte dei tuoi disagi incommensurabili e non ci sarà differenza alcuna, perchè la differenza, mio giovane e caro amico , la differenza siamo solo noi.

e ci ho messo un bel tempo per realizzare che la tristezza te la porterai per sempre, come il rancore e l’insoddisfazione  nel tempo ti appesantiranno  l’anima con bisacce pesanti  e zavorre di insoddisfazione e che lentamente ti trasformeranno in qualcosa che non ti riconoscerai nemmeno più.

Ma queste cose sono così, ci vogliono tanti vaffanculo ,è vero’ ma a volte anche mani porte a perdonare o quantomeno a capire; il dialogo , questo sconosciuto , è qualcosa che vediamo nelle stanze ovali, di presidenti Cocciuti che vogliono tutto per se  e che parlano di dialogo, dazi e muri , come se nella stessa frase fossero comprensibili , eppure noi non siamo preparati al dialogo, così forti nelle nostre ragioni che poi le dimentichiamo e ci rimane solo la rabbia, il rancore, la solitudine.

Tolte le riflessioni auliche, di quelle che probabilmente salterete a piè pari, tolti gli auguri classici di pace, amore e serenità, tolte le sane botte di culo, le vincite alla lotteria e tutte quelle cose irrealizzabili, vi lascio i miei auguri, che ancora non vi avevo fatto, ma sa com’è, ad un certo punto ho perso la cognizione dei giorni, delle cene e dei pranzi, ad un certo momento, non c’ho capito più niente.

AUGURI

Che questo anno sia pieno di luce ✨✨✨✨ e che questa luce vi illumini dentro e scacci via le brutture della vita quotidiana.

Vi auguro sorrisi per cose belle e per cose sceme, che oggi è così difficile mostrarsi scemi , che vogliamo essere tutti intelligenti, acculturati e super cool, che non si trova più uno scemo come te per  ridere a crepapelle.

Vi auguro di amare il vostro corpo,  di ridere dei vostri difetti, di farne punto di forza, che non si può essere tutti uguali, ma imparare ad accettare l’altrui pensiero, corpo e scelte , anche se queste non vi rispecchiano affatto.

Il mondo non è fatto solo di magri, non so se ve ne siete accorti e non è fatto solo di tutte quelle bellezze che mostriamo prepotentemente, a far vedere quanto immensamente ci divertiamo, alla follia e poi, non sappiamo affrontare un giorno di solitudine.

Vi auguro l’immensità di una vita in pace, senza il patema delle guerre intestine che ci lacerano dentro e ci appesantiscono di pensieri e brutture.

Vi auguro di essere felici davanti ad un arcobaleno, davanti al mare , di sentire il mare in una conchiglia, di emozionarvi per le fusa di un gatto, per un fiore che sta spuntando.

Vi auguro mille tramonti infuocati che vi faranno innamorare e mille albe d’argento brillanti

Vi auguro di innamorarvi della semplicità e della  leggerezza che non è superficialità.

Vi auguro di essere dolci ed irresistibili, proprio come questi taralli dolci cilentani.

Che sia un duemilaventisei di scoperte , scintille e fuochi d’artificio 🎇🎇🎆🎆🎆🎆✨✨✨✨🎊🎊🎊

Vi auguro di trovare finalmente  la pace interiore , di risolvere i dogmi del vostro passato e se non ci riuscite andate da unobravo 🙄😏🤗 che qua , dallo psicologo ci andiamo solo noi e invece dovreste andarci  voi e non lo so che ci dobbiamo curare e poi curare voi e sinceramente mi pare altamente difficile che si possa guarire così 😂😂😎😎😎

Vi auguro di mangiare e non ingrassare che è il sogno di tutti, anche se in realtà , il mio sogno e impastare e non dover pulire 😂😂😂😂😂😂 cioè anche coi desideri mi sono evoluta 🤣🤣🤣🤣🤣🤣

✨ Felice VENTIVENTISEI ✨

taralli morbidi cilentani

questi taralli  sono una pezzo di quell’infanzia felice , quando ero felice per davvero e non lo sapevo; quando le mia preoccupazioni erano la bicicletta kit e sconfiggere il male come wonder woman.

Eccerto che se non siete cresciuti un pò negli anni ottanta , tutte

cose non è che si comprendono.

 

 

Li chiamavo ciambelle e non taralli, con quella strana convinzione che la parola taralli fosse cafona ( eh si , non fateci caso, unobravo forever) ed erano la mia colazione preferita quando uscivo al mercato al sabato. Li vendeva un signore distinto e riservato, vestito di doppiopetto che sicuramente aveva visto anni migliori, un sorriso sincero e occhi che sorridevano modesti.

Li avvolgeva in fogli di carta marroni che conservava in un lato del grande cesto , insieme a questi taralli larghi che potevano essere indossati come bracciali. Ed era la colazione take away , quando le colazioni take away non le conosceva nessuno.

Cose da dinosauri, lo so 🦖🦕🦖🦕🦖🦕

✨✨✨✨✨✨

Questi taralli , sono una di quelle ricette roccaforte dell’umanità e che andrebbero , secondo me, messi negli annali storici di quelle meravigliose produzioni di pasticceria casalinga del cilento; insieme ai cannoli, alle pasticelle mbuttunate di  natale e agli scauratieddi ( che a me non piacciono, ma io non faccio testo)

Sono dei semplicissimi biscotti, nemmeno troppo dolci, che però , nella glassatura , trovano la piena completezza.

si possono decorare con quei pallini argentati di zucchero tanto cari ai dentisti, ma io li preferisco semplici.

Reperire una ricetta che non fosse tarocca, in realtà , è stato arduo, ma ha giocato tanto la mia inesperienza  passata e nel tentativo di riprodurli, per moltissimo tempo ho buttato impasti e tempo.

ma non sapevo le cose che so ora e soprattutto ho impiegato tempo a capire che questa delle ricette è una responsabilità ingente, non si può dare una ricetta sbagliata perchè si è gelosi e far sbagliare e soprattutto far sprecare risorse e tempo, bisogna essere responsabili e soprattutto avere le palle per dire che sta ricetta non te la voglio dare, è mia, è un segreto di famiglia , è della nonna, della prozia , ma non date ricette incomplete o sbagliate.

Ho finito il sermone, gli auguri ve li ho fatti e ora vi lascio la ricetta , potete tirare dunque un sospiro di sollievo 😂😂😂😂😂😂😂😂

Buon Anno e dato che ci troviamo felice Epifania che tutte le feste porta via e nel caso in cui non ci vediamo, buon pomeriggio, buona sera e buona notte (cit the truman show)

Enjoy life 🎈

Taralli dolci cilentani

per circa 30/ 35 taralli di medio piccoli

1 kg di farina 00

150 gr di zucchero semolato

150 gr di burro morbido

3 uova

1 pizzico di sale

la buccia di un limone

20 gr di ammoniaca per dolci

latte q.b.

per la glassa:

1 albume d’uovo (io uso gli albumi pastorizzati)

zucchero a velo circa 400 gr

qualche goccia di succo di limone

acqua calda q.b.

procedimento:

su di una spianatoia versare la farina e fare una fontana al centro.

Allargate il centro della farina col dorso della mano o un cucchiaio in modo da formare una cavità .

Versare lo zucchero e le uova.

Aiutandovi con una forchetta o un cucchiaio, iniziate a lavorare  per incorporare farina zucchero e uova e il burro ammorbidito.

Aggiungete il sale, il limone grattugiato e iniziate ad amalgamare il tutto.

Intiepidite una tazza di latte e scioglietevi dentro l’ammoniaca che andrete ad aggiungere al composto.

Iniziate a lavorare in modo che gli ingredienti formino un composto omogeneo e aggiungete latte gradualmente, in modo che sia una pasta lavorabile ma non appiccicosa.

L’impasto sarà pronto quando avrete ottenuto una bella consistenza elastica, omogenea e non collosa.

Lasciate riposare mezz’ora coperta con un cannovaccio.

Tagliate la pasta in pezzi più piccoli e formate dei cilindri da circa tre  centimetri .

Considerate che si gonfieranno in cottura, quindi se fate dei salsicciotti importanti verranno dei taralli molto gonfi e larghi, se invece formate dei salsicciotti sottili , otterrete del ciambelle più piccole.

Formate la ciambelle , staccando dei pezzi di impasto e poi chiudendoli alle stremità e poggiate su teglie coperte di carta forno, distanziandoli tra loro.

Completate tutti i taralli e poi cuoceteli in forno caldo a 190° ventilato per circa 15 minuti.

Quando saranno gonfi e dorati sono pronti.

Potrebbero presentare delle crepe in superficie , ma tranquilli, è normale.

finitura

setacciate o zucchero a velo in una terrina capiente, aggiungete gradualmente l’albume in modo che diventi una pasta dura; aggiungete poco succo di limone e modulate la densità della glassa aiutandovi con pochissima acqua calda.

La densità dev’essere adatta a coprire la ciambella senza che scivoli via completamente dal tarallo; a me piace una consistenza coprente e vellutata, ma a molti non piace lo strato di zucchero consistente, ergo, modulate voi la consistenza che preferite, ma se dobbiamo attenerci all’originale, va ricoperto con un bel pò di glassa 😃😃😃😃😃😃😃😃

fate asciugare per alcune ore (non in frigorifero mi raccomando) e i vostri taralli dolci cilentani sono pronti per essere gustati.

si conservano anche un mese ben chiusi in una scatola ermetica  .

Sono perfetti anche come idea regalo per il prossimo Natale.

Grazie per aver letto fin qui e alla prossima ricetta 😉

 

 

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