Ho come l’impressione di essere nettamente in ritardo, ma questa è cosa ben nota ai più e a tutti quelli che mi ruotano intorno, se non sono trafelata e in affanno, non sono io.
Vi dirò che la cosa non mi da più quel brivido che una volta sapeva regalarmi questa vita vissuta sul filo del tempo , non come Vasco rossi e la sua vita spericolata, è ben altra cosa, intendiamoci, ma una volta sapevo sguazzare bene in queste mille faccende e riuscire pure ad essere soddisfatta di incastrare l’impossibile in attimi, oggi lo sento come quei collant stretti che ti segano la vita e le cosce e che non vedi l’ora di liberartene.
E a parte che i collant li detesto e li uso veramente in rarissime occasioni, dovei liberarmi anche di “certi” fardelli, che fanno solo ingombro e che non portano a niente.
Ma io per natura, mi sento sempre Santa Maria Goretti, nel senso che se devo fare qualcosa per qualcuno, cerco di trovare sempre il tempo e anche il modo, visto che il tempo mi sfugge illegalmente e certe volte non so nemmeno io come.
Dovrei dedicarmi alle cose serie, le cosiddette priorità, come mi viene ripetuto spesso, ma tra il dire e il fare, ci passa sempre un oceano.
Perchè amici miei, le priorità , assumono dimensioni diverse, dipende da quale è l’interesse che esse suscitano.
Vi faccio un esempio, tra preparare una torta e fare delle noiosissime operazioni di pulizia del giardino, voi cosa scegliereste? io di sicuro sceglierei la torta, perchè è più soddisfacente di sicuro, eppure non si può rimandare la pulizia del giardino , ma rimandi, rimandi a data da destinarsi; oggi piove, domani c’è vento, dopodomani non ho voglia e via di procrastinazione e abbandono del suddetto, fino a che, un giorno ti svegli nella foresta amazzonica e ciao torte, prendi il machete e ti addentri nelle frasche e nelle foglie cresciute a dismisura.
eh ma potevi farlo man mano, ti dice la tua coscienza, che si risveglia sempre quando non dovrebbe ed è una cosa che succede sovente, MA MAI E DICO MAI mentre stai commettendo il fattaccio, quando riempi il carrello a dismisura, mentre provi un jeans , che sai già di averne uno simile e che questo non fermerà certo da prenderne un altro, mentre adocchi quelle tazze o quei taglieri o quella cosa li, che non hai ancora, anche se ne hai simili. Ma simile non è uguale , coscienza cara e se volevi fermarmi , dovevi farlo prima che cliccassi su CONFERMA PAGAMENTO 😂😂😂😂😂😂😂😂😂
Ma questo è un esempio sciocco, in quanto le cose importanti (come anche questo mi viene ripetuto spesso) sono altre.
E ovviamente in queste non rientrano fare dolci, scrivere articoli, andare in palestra, uscire a passeggiare , andare dall’estetista , comprare un vestito nuovo, queste cose fanno parte della bassa priorità, secondo alcuni 🙄🙄🙄 mentre, da come si evince , sono di priorità medio alta, secondo i miei principi.
E qui casca il ciuchino, perchè le nostre vite sono tutte diverse ed ognuno ragiona in base alle proprie esigenze e sebbene per educazione e anche per un alto tasso di menefreghismo cosmico, non mi sognerei mai di dirvi che le lezioni di oboe o i corsi di filologia tantrica intellettuale sono inutili o di bassa priorità , ragionando secondo i miei standard e abbiamo tutti una coscienza, quindi, se la mia si palesa sempre dopo che il fatto, è già fatt’ e buono, capisco che la vostra potrebbe fare lo stesso o potrebbe avervi avvisato prima, che magari è più sveglia della mia e che l’avete ignorata palesemente, esattamente come avrei fatto io.
Non esiste una priorità altissima nel senso comune e non esiste per nessuno, lo stesso grado di priorità a meno che non si tratti di una calamità naturale, di una catastrofe o se dovesse riguardare mia madre o la mia famiglia in generale, là le cose cambiano 🙄 in quel momento subentrano le autorità divine e qualsiasi cosa tu stia facendo è nettamente inferiore di importanza rispetto quello che sta succedendo a loro.
Amen.
E pertanto, in quanto definiti adulti, siamo costretti a dare sempre urgenza a quelle cose da grandi anche se non ne abbiamo minimamente voglia.
E perchè questo? perchè devo scegliere? perchè non posso fare come mi pare e piace?
Perchè in questo mondo dobbiamo essere adulti e basta e seguire certe linee guide, che non so chi ha dettato, ma che sono ordinarie e comuni un pò a tutti, come divertirci al sabato, morire alla domenica, passeggiare quando c’è il sole, mangiare il tofu , rispettare il prossimo, vestirci di nero ai funerali e avere un serio ,rispettoso e timoroso piano di salvezza per il futuro, come se questo poi dovesse essere sempre nefasto, negativo, orribile e catastrofico.
Gasp!
Che ne sapete voi del futuro? ci siete stati? Avete visto come evolverà questa vita e quindi sapete già come andare ad incastrare i pezzi del puzzle? Che poi nessuno dice che sarà roseo, ma nemmeno per forza catastrofico , per carità!
E in prospettiva di questo futuro, fatto sempre di tragedie , si agisce nella maniera credo migliore possibile per non avere troppe rogne ; peccato che questo sia estremamente difficile e, modestamente, io di rogne, me ne sono create già a bizzeffe, da qui al duemilacentoventitrè , che sarò già morta e sepolta e probabilmente i miei nipoti e pronipoti avranno venduto tutto, per ottemperare alle rogne ereditate 🤣🤣🤣🤣🤣🤣
E quindi perchè non vivere secondo il presente, attenzionando leggermente il futuro, per poter sopravvivere dignitosamente, senza però troppi sbatti?
la mia nonna teneva da parte già dal primo giorno di nozze , il vestito che avrebbe indossato al funerale, il lenzuolo in cui doveva essere presentata e i soldi sul libretto per essere sepolta.
ecco.
Questo è un chiaro esempio di pianificazione del futuro.
Io per la verità, di nonna ho preso solo l’altezza, tutto il resto l’ho preso da quel viveur di mio nonno, che ha vissuto cento giorni da leone, pensando di essere sempre giovane ed immortale e i restanti 265 sbattendo a destra e sinistra per colmare quei cento vissuti a cento all’ora.
Eppure venivano entrambi dalla guerra, dalla fame e dalla miseria. E mentre una toglieva cinque lire per il futuro, l’altro andava a meno cinque perchè se domani muoio, avrò almeno vissuto come volevo.
E qui sovviene una domanda spontanea, quanto siamo predisposti ad essere geneticamente qualcosa, anche quando non si ha l’impressione di esserlo? io non ho mai pensato di assomigliare a mio nonno, non l’avrei mai nemmeno immaginata questa cosa qui; eppure, qualche volta, mi sembra di essere come lui e qui mi allaccio ad un discorso fatto tanto tempo fa , mentre eravamo tra parenti, che il sangue non è acqua , che bene o male , qualcuno ne avrebbe sicuramente ereditato i pregi e tutti gli altri i difetti e siccome nonno, aveva il pregio di essere un chiacchierone apocalittico ed un indomito viveur, che amava vestirsi bene e che viveva un giorno alla volta, indovinate chi ne ha preso i difetti?
🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
E quindi, mentre mi guardo , come se non fossi io, quando mi giudico severissimamente, quando combino una delle mie grandi cazzate, mi rendo conto che tutto questo fa parte del mio patrimonio genetico e che volente o nolente, a qualcuno lo avrò trasferito.
Poveri i miei figli 😂😂😂



Ritornando al tempo, non è una novità che io sono sempre in deficit e se sono sopravvissuta finora, non vedo perchè non dovrei farcela; è solo che adesso, visto che gli impegni e le responsabilità , sembrino sempre moltiplicarsi e mai sottrarsi, mi chiedo se non sarebbe ora, di adottare un piano organizzativo , per poter affrontare al meglio, quello che verrà.
Ho quindi cercato su dottor google, quale fosse la strategia migliore organizzativa, dove venisse incluso :
essere una madre migliore, attenta alle esigenze, in grado di risolvere problemi algebrici quanto quelli psicologici, con la stessa facilità alla quale ho insegnato loro ad allacciarsi le scarpe.
una brava donna di casa.
una manager rampante e spietata volta al lavoro
un’imprenditrice di successo
ovviamente ottima cuoca, però magra e di bell’aspetto, con la piega sempre perfetta e lo smalto lucido come alla prima passata di gel.
una seria creator e foodblogger, di quelle che riescono a fare duecento ricette in un giorno
In orario agli appuntamenti
un’amica sincera e presente
una figlia integerrima e sempre disponibile e mai scazzata
una figura di spicco della società
Deliziosa nelle public relations senza mai far trasparire il proprio disappunto
riservata, degna di fiducia, pronta ad ammettere quando sbaglia e non dice mai te l’avevo detto io.
oculata, poco propensa agli sperperi e conservatrice quel tanto che non diventi un’accumulatrice seriale
Dalla voce confortevole, pacata e rassicurante, di quelle che puoi sentire i vocali in pubblico e non vergognarti 😬
disposta a non discutere su ogni cosa, a porgere l’altra guancia se serve e che non aspetti che il nemico passi sul letto del fiume.
Che abbia il fascino algido di Grace kelly, le maniere absolutely correct di Csaba della Zorza e l’ironia avvincente di Bridget jones.
Insomma google ha fatto girare la rotella qualche minuto e poi ha passato la palla all’intelligenza artificiale , che senza mezzi termini mi ha risposto:
NON HO CAPITO LA DOMANDA!
🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄
potresti essere più specifica? che significa che non hai capito la domanda, che razza di intelligenza artificiale sei, se non sai dirmi in che modo posso essere tutto questo, che in fin dei conti è tutto l’opposto di quello che sono veramente?
Ma alla fine , se non mi sono capita io, in tutti questi anni, come posso mai pretendere che mi capisca qualcun altro?
E così ritorno mestamente a capo, alla definizione di ordine che non corrisponde all’ordine generale delle cose e capisco che le cose non sono mai le stesse per tutti, che ognuno è fatto a modo suo e che anche a voler cambiare qualcosa, alla fine non si cambia mai niente, tutt’al più si peggiora.
E nel frattempo che fuggo insieme al tempo e nella mia mente produco film mentali degni di essere kolossal della portata di Cleopatra , penso che sia meglio una torta oggi che giardino domani, che al domani, quello inteso come prossimo e a tutte le paturnie che gravano intorno questa scelta, ci pensi poi.
Che poi non ho il dono della puntualità e nemmeno quello della scelta intelligente, ma vabbè, questa sono, non ne faccio un dramma io, non vedo perchè mai se lo dovrebbero fare gli altri 🤣🙄
Così ho scelto e così vi dico.




torta allo yogurt greco
E alla fine la scelta cade sempre sulla preparazione di un dolce, che mi mette l’anima in pace e le paturnie le tiene a bada, salvo scatenarne altre e la scelta ricade sempre su uno di quei dolci da credenza, tanto cari alla mia infanzia e che hanno sempre quel fascino irresistibile e goloso e che sono favoriti da quell’illusione effimera che puoi mangiarne anche un quadratino in più, che tanto sono leggeri, non fanno male 😁😁😁😁 solo che quando ero piccola io, al massimo trovavi lo yogurt danone, quello bianco acido, mentre oggi, grazie alla globalizzazione, che qualcosa di buono pure l’ha fatto, possiamo prepararla con un ottimo yogurt greco colato, che anche mangiato così è la fine del mondo.
Questa torta potete presentarla in molteplici occasioni, cambiarne il gusto aggiungendo ingredienti che l’arricchiscono o lasciarla così, semplice, assaporando in pieno la sua scioglievolezza che la rende irresistibile. A casa mia è sempre super gettonata , nella sua versione semplice e fondant e quando le do quel tocco che la fa sembrare tutta un’altra torta, come in questa occasione che ci ho aggiunti i mirtilli e l’ho resa più affascinante con del ribes fresco.


Ma anche da sola, senza nulla , è una torta deliziosa ed irresistibile.
L’ingrediente principale, come si evince dal titolo è lo yogurt greco, che potete usare nelle varie versioni, in sostituzione al massimo potete usare il kefir, che più o meno è la stessa cosa, leggermente più acidulo, ma in quanto a compattezza siamo la.
Non otterreste lo stesso risultato, ovviamente, se utilizzate lo yogurt normale, non avrete lo stesso effetto fondant, ma una torta più asciutta e friabile.
Vi lascio dunque la ricetta, credo di aver provato abbondantemente la vostra pazienza oggi, ma prima di lasciarvi vi chiedo :
quanto temete il futuro?
Siete tipi da catastrofe imminente o più da si dai, ci salveremo tutti?
Vi leggo ❤
Enjoy life 🎈



torta allo yogurt greco e mirtilli
ingredienti
350 gr di yogurt greco colato
5 uova
250 gr di zucchero
la buccia di un limone
100 ml di olio di semi
1/2 cucchiaino di vaniglia
240 gr di farina
70 gr di fecola di patate
16 gr di lievito
20 ml di latte
150 gr di mirtilli freddi
1 pizzico di sale
procedimento:
Ponete a scolare lo yogurt greco in un colino.
Grattugiate la buccia di limone nello zucchero semolato e lavoratelo con le dita per far sprigionare gli oli essenziali.
Rompete le uova nella boule della planetaria e iniziate a lavorare con la frusta a velocità minima.
Aggiungete lo zucchero e aumentate la velocità in modo da ottenere una massa densa e spumosa fino a che non aumenta di volume.
Aggiungete la vaniglia e continuate a montare.
Sganciate la frusta a filo e unite la spatola gommata, altrimenti aiutatevi con una spatola normale, aggiungete lo yogurt fatto scolare e lavorato a crema , gradualmente, facendo si che si amalgami completamente al composto.
Unite le farine e setacciatele sulla massa insieme al lievito e amalgamate.
Aggiungete l’olio , il latte e il pizzico di sale ed amalgamate il tutto.
in ultimo infarinate i mirtilli ed aggiungeteli delicatamente all’impasto.
preriscaldate il forno statico a 170° .
Posizionate un foglio di carta forno sul fondo di una tortiera apribile e ungete i bordi (potete usare tranquillamente uno staccante)
versate l’impasto nella tortiera e cuocete in forno già caldo per circa 50 minuti.
Potrebbe volerci più tempo di cottura essendo una torta umida.
Fate sempre la prova stecchino, quando esce asciutto , la torta è pronta.
Fatela raffreddare per circa una decina di minuti nello stampo, prima di staccare i bordi, aiutandosi con una spatolina sottile.
Trasferirla su di un piatto da portata e spolverizzate di zucchero a velo.
Guarnire a piacimento.
Io ho usato i ribes come decorazione, ma sono facoltativi.
La vostra torta allo yogurt greco e mirtilli è pronta per essere gustata e per accompagnare in dolcezza qualsiasi momento della vostra giornata.
Grazie per aver letto fin qui e alla prossima ricetta 😉


