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crostata autunnale

Quando è stata l’ultima volta che sei stata felice?

Ma felice veramente, te lo ricordi? non è una gara dei ricordi, ma impegnati, a quando risale l’ultima volta che sei impazzita/o di felicità?

Era forse quando imitavi wonder woman? coi pantaloncini rossi dell’adidas, che erano di tua cugina o forse di tuo fratello, dei tubi di rame ai polsi e combattevi il male?

eri felice e lo sapevi, la merenda con pane e nutella, il pisolino forzato nelle ore più calde, bim bum bam e le serie americane come i chips, wonder woman, super car. meraviglia.

Stop.

Cala il sipario.

Quand’è che hai riso a crepapelle, l’ultima volta intendo, prima che divergessero su di te tutte le congiunzioni astrali ? La luna in uranio e il tuo oroscopo ti ha detto oggi sarà una giornata faticosa e tu hai pensato echecaz, quando mai non lo è?

Ed hai ripensato a quando andavi al mare e il pensiero era alla  merenda, al ciok ciok che avresti preso al barettino a venti chilometri di distanza.

Cioè, se tu che leggi non sai che esisteva un gelato al cioccolato a forma di tavoletta di cioccolato e si chiamava ciok ciok, Houston, abbiamo un problema. 😄

E allora quando è stata l’ultima volta che sei stata veramente felice? Al tuo compleanno? quando sono nati i tuoi figli? Quando hai realizzato quel progetto che ti sembrava favoloso e poi ti sei resa conto che era favoloso si, ma faticoso e pieno di rinunce per portarlo avanti.

Insomma, la felicità , sembra più una chimera, una bolla di sapone, che nel momento stesso in cui vede la luce e la riflette in migliaia di colori , sai già che sarà breve, effimera, passeggera.

E allora qual è il segreto per essere felici?

Esiste un modo per vivere felici senza per forza essere lobotizzati o scemi? o facendo uso di sostanze o bevendo a più non posso?

Esiste, spiegatemi, un modo per essere felici, così, da sobri? Senza attendere che le galassie si allineino secondo le orbite astrali dei maya? Di quelle incise nella pietra, nei famosi calendari rotondi di resina, presi come souvenir a chichen itzà , che tutti chiamiamo cicinizza, come se fosse parlemitana.

E poi chi ce lo dice che i maya erano felici? Vivere nella foresta, a contatto con gli animali più pericolosi e fare sacrifici umani, facendo balzare persone giù come fantocci; forse erano felici i sacerdoti; mi sa che chi si sacrificava un pò meno. 🙄

E quindi? ancora non ho compreso; non è nel diamante che porti al dito e nemmeno nei conti correnti super , quelli che ti chiamano per dirti che oggi, puoi comprarti un’altra lamborghini e poi gli amministratori delegati ti tramano alle spalle, ti guardano male e sperano un pochino che tu tiri le cuoia, per potersi prendere tutto, perchè la cicuta è diventata illegale mi hanno detto e non si può fare come Bruto, ameno non così apertamente 🙄🤔

Che poi mio padre mi ha sempre detto meglio poveri e senza pensieri dei tradimenti che ricchi e pieni di pensieri. Che poi i pensieri secondo me li hanno tutti, solo che i poveri ne hanno qualcuno in più, ecco.

Ma noi siamo felici, che ti manca? E giù nel canonico tetto sulla testa , il frigo pieno e il riscaldamento ed era subito un SEI PIù RICCA E FELICE DI QUANTO CREDI. Boh.

Sta felicità sa di cinismo in un certo senso.

E al grido di meglio poveri ma belli,  siamo andati avanti a clichè, co sto tetto sulla testa che comunque costa, non so se avete presente la tari e l’imu , giusto per dire.

E pensando ogni giorno un pò al domani, ma giusto un pò,  ti viene da pensare che sta vita è fatta di amarezze, manco fossimo in guerra e abbiamo tutto razionato, la felicità, la dolcezza, la vita.

e che se ci pensi , qua ognuno combatte una battaglia, di cui al prossimo non frega assolutamente niente, che ti guarda come se fossi trasparente, mentre ti scruta che non hai gli abiti alla moda e anche se ce li avessi gli abiti alla moda, ti ha già pesato; sei come con l’acqua alla gola e nessuno ti tira fuori da queste sabbie mobili di indifferenza nella quale tutti, ma dico tutti, stiamo sprofondando.

Un’analisi un pò amara, mi viene da dire, ma riflette oggi, uno stato d’animo, grigio come questo  novembre, che tanto amo, ma che ogni tanto mi regala momenti di malinconia, di quella pucundria assurda, fatta di piccole domande  fastidiose,  che ti pesano , come se fossero macigni.

Ma che è oggi, sarà che c’ho sta pippa nel cervello,  che vedo gente felice e apparentemente mi sembra immotivata da avere tutta sta felicità e io non ce l’ho, che sto pensando a quando correvo in bicicletta , i capelli nel vento, aggrovigliati come nidi di vespe, diceva mia mamma, con lo sguardo proiettato alla nuova avventura, io e la mia super bici kit, azzurra come il cielo di giugno; e che ne sò perchè quando sono cresciuta, l’ho persa da qualche parte questa felicità e la trovo a tratti, sporadica, in tante cose piccole piccole e sta cosa mi ossessiona, perchè magari, potevo essere felice altrove o probabilmente sarei stata lo stesso infelice , perchè chissà, non avrei avuto le stesse cose, gli stessi percorsi.

Ma no, non lo posso sapere; e quando dico che certe volte, bisogna spingere a più non posso e altre bisogna accontentarsi, allora boh, cado in questa lotta tra il se avessi fatto e nel se avessi osato e qui mi perdo, perchè qualsiasi cosa avessi fatto di diverso, probabilmente non  lo saprò mai, in quale punto mi sarei trovata ora.

E’ probabile che potesse andare tutto in un modo diverso, ma che certamente non ne posso avere contezza , non adesso quantomeno.

E allora, razionalmente, mentre atterro con i miei pensieri dalle famose nuvole sulla quale viaggio (sono pur sempre del segno dei pesci 🐠🐟 ) valuto con attenzione i pro e contro di questa incertezza e mi rendo conto che poteva andare molto peggio; potevo essere intelligente 😃😅, pensate un pò e allineare la mia vita alle esigenze , arrabbattando con furbizia qua e là cose, persone e chissà a che livelli sarei arrivata! E forse, a questo stesso punto mi sarei chiesta lo stesso quando era stata l’ultima volta che ero stata felice.

Ma, invece, intelligente non lo sono  stata e come il vento, mi sono fatta consigliare dalle mie tempeste, mentre tutte le idee più insane mi si sono parate davanti e nonostante la vocina interiore mi consigliasse di non farlo, io, l’ho volutamente ignorata 😂😂😂😂😂😂😂😂

Ed  ho corso nel tempo con lo stesso spirito con cui sfrecciavo con la  bici azzurra, che si chiamava kit , con i capelli aggrovigliati dal vento, dal sale e bianchi di sole.

La felicità è fatta di attimi di dimenticanza, così rispose Totò ad Oriana Fallaci e allora, capisco che il segreto è tutto là, dimenticarsi per un attimo e rendersi conto che in quegli attimi, c’è tanta felicità.

E allora sì, ci sono i compleanni, il bacio della mia mamma al mattino quando la vado a salutare, i miei figli, il gatto che si accoccola di fianco, il caffè con l’amica, il libro che ti ha emozionato, la tua canzone preferita, la ricetta che ti è uscita bene, un complimento ricevuto a caso, la copertina sul divano, il caffè a letto, il cioccolatino lasciato per te sul tavolo,  il tramonto, quello che hai filmato cento volte , ma che  hai guardato come se non ne avessi mai visto uno. E non sto a dire  il fatto che respiriamo, viviamo, facciamo cose e ci amiamo , litigando, discutendo, è la cosa più semplice del mondo, eppure non è così semplice e scontata, non per tutti almeno.

E allora questa , non è felicità?

E non è una classifica, sono tutti quei momenti che non fanno ventiquattro ore di una giornata ma fanno la differenza,  magari in quella giornata che è super NO e sono attimi di dimenticanza e sono unici. Irripetibili. preziosi.

E chi mi conosce lo sa, non ho fatto mai della ricchezza materiale il mio baluardo, non ho mai creduto che il potere potesse rendermi felice; certo, penserete , lo dici perchè non ce l’hai 😂😂😂😂😂 e probabilmente c’avete pure ragione, ma io adesso non lo so e francamente, c’ho già tutta una serie di paturnie mie, di quelle di default e di quelle che poi si acquisiscono strada facendo e non ho la testa per pensare a come sarebbe stato , se pur avessi scelto , chissà quale treno, uno di quelli che passano una volta sola.

Tutto questo, ve lo dico già, non c’entra niente con questa crostata autunnale, a meno che non l’assaggiate e che quindi vi rendete conto che un morso non è certo la felicità assoluta di un biglietto aereo sola andata (ma esiste davvero chi non torna mai più?) o quella stratosferica di un bonifico da un milione di euro (ancora più improbabile del viaggio direi 😂😂😂😂😂😂😂😂) ma che lei , bellina bellina, col suo frangipane corposo che si sposa bene in questa stagione , tra colore e grigiore, in una sorta di ossimoro, in continua contraddizione di se stessa, offrendoci giorni caldi come un principio d’estate e pomeriggi corti e cupi come se fosse pieno inverno.

E se io fossi stata una brava foodblogger , vi avrei contato quattro cose sulla realizzazione di questa crostata e di quanto, in fondo sia facile e alla portata di tutti, perfetta per l’ora della tisana o se volete accompagnare un qualsivoglia momento con un pizzico di dolcezza, ma brava non lo sono e dall’essere una foodblogger degna di nota, ci passa un mondo.

Vi lascio , finalmente , alla ricetta, sperando di non avervi tediato oltremisura con questi conti che faccio con me stessa, tirando linee sconclusionate , mentre cerco di fare il punto tra me e me.

Ma prima di lasciarvi , vi chiedo : cos’è veramente la felicità?

Vi leggo nei commenti ❤

enjoy life 🎈

crostata d’autunno

per la frolla:

300 gr di semola rimacinata per frolle casillo

in sostituzione potete usare una farina 00 adatta per pasta frolla

50 gr di farina di mandorle

130 gr di burro bavarese non salato

1 uovo

1 tuorlo

25 gr di grappa barrique (va bene anche una grappa normale o il rhum)

4 gr di vaniglia

1 pizzico di sale

farcia:

3 tuorli

3 albumi

60 gr di burro

150 gr di farina di mandorle

60 gr di cioccolato fondente sciolto

50 gr di zucchero a velo

30 ml di grappa (io ho usato la barrique ma potete usare anche il rhum)

procedimento:

Nella boule della planetaria, con il gancio foglia, inserite le polveri

quindi le farine, lo zucchero, sale e vaniglia e iniziate a mescolare a bassa velocità.

Aggiungete il burro freddo e a tocchetti e fate sabbiare il tutto.

Otterrete delle grosse briciole, aggiungete l’uovo e il tuorlo e fate amalgamare il tutto, aggiungete la grappa e fate incorporare il liquido alla massa.

Spostate il composto su di un piano leggermente infarinato, compattate il tutto e chiudete in una foglio di carta forno e ponete a rassodare i frigorifero per almeno 1 ora.

Per il frangipane, sempre con il gancio foglia , lavoriamo il burro a crema con lo zucchero a velo.

Quando diventa una crema soffice e spumosa aggiungiamo le uova.

Cambiamo il gancio foglia con la frusta per montare.

Lavorare il composto fino a che le uova saranno incorporate.

sciogliere il cioccolato a bagnomaria.

Uniamo metà della farina di mandorle ed amalgamiamo.

Aggiungiamo il cioccolato sciolto a bagnomaria , amalgamiamo e aggiungiamo il resto della farina.

Montiamo gli albumi a neve .

Aggiungiamoli al composto con delicatezza con movimenti dal basso verso l’alto.

Preriscaldiamo il forno a 180° ventilato

Stendiamo la frolla su di un piano leggermente infarinato.

rivestiamo la tortiera con la sfoglia e la bucherelliamo con i rebbi della forchetta.

Completiamo con il frangipane ed inforniamo per circa 40 minuti.

Quando la farcia sarà gonfia la vostra crostata è pronta.

Vale comunque sempre la prova stecchino.

Aspettate che la crostata si intiepidisca e poi trasferitela su un piatto da portata.

spolverizzate se gradite con zucchero a velo.

Potete sostituire le mandorle con le nocciole, per avere un gusto più intenso.

adatta a tutti quei momenti in cui avete dubbi sulla felicità, perchè non è scontato affatto che si possa essere felici, ma almeno ci proviamo.

Se vi è piaciuto questo articolo, se pensate che debba continuare a scrivere e a metter fuori cose è il momento che fi fate sentire! Lasciate un cuore, una stella , un fuoco d’artificio, battete un colpo, insomma, fatemi capire se è questa la strada, che io ogni tanto c’ho il dubbio che sta cosa fa felice solo me.

Grazie per aver letto fin qui e alla prossima ricetta 😉

 

 

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