Rieccomi dopo un bel pò che non scrivevo niente e che , sinceramente proprio, non ne ho sentito nemmeno il bisogno. Non ho pensato di abbandonare la barca, sia chiaro, ma ho passato intere settimane a fissare questo monitor senza sapere esattamente se avessi qualcosa da dire, ero proprio in off e non l’ho fatto io, si è swicchato da solo!
Tutto qua, non esiste un grande perchè, ma mi sono fatta prendere la mano dalla pucundria e da quell’enorme stato in essere di inettitudine, un misto tra ma chi me lo fa fare e che cosa devo dire, salvo poi, cercare di salvare il salvabile e comunque guardare queste pagine e cancellare tutto.
Sono fasi queste di inettitudine creativa, proprio come si vede in quelle pubblicità che sei fai il test ti dicono quanto sei affetta da ADHD, senza sapere che siamo tutti affetti da Disturbo da deficit di attenzione/iperattività , del tipo che mentre stai spiaggiata sulla poltrona alla ricerca di te stessa guardando distrattamente uno schermo all’improvviso vieni presa dalla follia e lavi i pavimenti con lo spazzolino da denti, tanto per dirne una.
E il mio deficit non è diverso dai vostri, mentre attraverso stanze con pile di robe da mettere a posto e cose in forno che cuociono e poi all’improvviso tac! l’interruttore si spegne e cado tramortita nella fase non voglio fare niente, che non ce la farò mai, che chi cavolo me lo doveva dire, che mi dovevo accontentare di fare i post su instagram e farmi un pacco di fatti miei e invece no, guarda che responsabilità, manco quando ho avuto i bambini mi sono sentita così responsabile, noi che ci lanciavamo nei canyon coi bambini seduti davanti 🤣🤣🤣🤣 e cantavamo a squarciagola sotto i palchi ai concerti mentre loro sonnecchiavano nei passeggini e invece oggi, sto in pena per questo diario, come se fosse non lo so, di vitale importanza, ma non so per chi , oltre che per me.
Ma , l’animo mi dice che non crescerò mai, ne io , ne le pagine di questo diario, se non mi metto con impegno , anche quando questo è un lavoro solo per me e che certo non mi daranno gloria i posteri, non sono Shakespeare, non sono Kundera, ma che va comunque svolto, perchè se non gli do io almeno una speranza, chi altro può farlo?
E questo si inserisce bene, in questo preciso momento storico, dove viviamo perennemente sull’orlo di una guerra nucleare , dove la pace mondiale è appesa ad un filo sottilissimo, se non coltiviamo una minima speranza, chi altro può darcela?
e non fatemi essere cinica, che già lo sono di mio, che non credo in niente e anche se cerco sempre e disperatamente di trovare del buono anche ove non si vede affatto, cerco sempre di allontanarmi da questo pessimismo cosmico che mi circonda e che spesso mi fa credere veramente che non posso farcela.
E poi alla fine, tirata per i capelli , per dovizia o per una gran botta di culo, ne esco fuori in qualche modo e non faccio in tempo a uscire da un tunnel, che subito ne arriva un altro e sulla lunga ti sembra di scalare l’everest ogni volta, senza ossigeno e senza sherpa e più sali e più ti sembra che non hai fatto niente e meno male che penso positivo e che certe volte preferisco non pensare , altrimenti mi dovrei chiudere in un sarcofago e sto!
E questa non è che una storia tra tante , mentre “fuori” si vedono vite perfette, fantastiche e divertenti “dentro” ci siamo noi, noi e i drammi, noi e la pucundria, noi e il disagio della perfezione che ti guardi attorno e tutto vedi , meno che perfezione e non parlo di perfezione fisica, che qua , abbiamo aperto il discorso già tante e tante volte che mi sono nauseata, che oggi la perfezione , la bellezza s’intende perfezione e non più peculiarità e quindi non fatemi ripetere che sennò sembro noiosa o una che non se lo può permettere, ma sarò breve, è vero mi piacerebbe rimanere ai miei vent’anni per sempre, ma a vent’anni mi trovavo orribile, figuriamoci quindi se potrei fissare per sempre un tale concetto!


Parlo di perfezione, quella affettata a misura di social, dove è tutto ostentazione e che non mi tiro certo indietro , io sono la prima!La foto perfetta, quella che stai ore a scattare nella stessa posizione, il props, l’inquadratura, la ricetta che non sia uguale a milioni altre, il trend da non seguire, l’unicità ; che poi parliamo di unicità , ma le ricette sempre quelle sono, cambi ingrediente , cambi qualcosa, ma non è che hai inventato niente.
E poi si aggiunge che difficilmente mi mostro, non sono mai pronta per l’obiettivo, mai performante 😅😅😅😅😅😅😅😅😅 e pertanto ogni mia foto è selezionata e accuratamente visionata da me medesima per ore, alla ricerca dei difetti (tanti) e i che modo questi si possano camuffare . E mi viene in mente quello che mi ha detto un medico qualche tempo fa, che la bellezza aiuta, aiuta tantissimo. Essì la bellezza aiuta, ma anche la cazzimma, la spocchia e il fatto che fondamentalmente , si è belli anche quando si sta bene con se stessi e io mi dispiace, non cèe la posso mai fare e di rimando foto personali poche, pochissime e quando decido di condividerne una, sono già pentita un secondo dopo.
🙄🙄😣😣
E in questo contesto , anche se sembra molto arzigogolato come ragionamento, , si sposa perfettamente il concetto di amore, inteso come universale, che è più o meno l’argomento che volevo introdurre qualche centinaio di parole fa, come terapia infallibile su tutto, che fortunatamente non si limita ad essere un tatuaggio sulla spalla, ma al vero motivo perchè sono qui, perchè siamo qui, ancora a combattere e a farci spalla in questa giungla, perchè in qualche modo siamo spinti dall’amore e questa mi sembra una spiegazione più che sufficiente.
Perchè non posso arrendermi assolutamente all’idea che non ci sia amore dietro ogni cosa, che ci spinge ad andare oltre, a superare le difficoltà, a darci la speranza che domani possa andare meglio.
E non voglio arrendermi alla fredda lucidità dei calcoli, voglio essere, essere qualcosa di diverso, che non sia per forza vincolato alla fama , al successo, ai soldi; anche perchè diciamocelo chiaro, se fosse stato per i soldi, dammò che avrei dovuto chiudere barracc e barattelle😏😏😏 e invece c’è qualcosa che mi disturba le connessioni, che mi fa venire la tachicardia ( e io sono bradicardica, quindi immaginate un pò quanta adrenalina per farmi aumentare i battiti 🤣🤣🤣🤣🤣) c’è per forza qualcosa che mi fa spendere ore e ore a provare , riprovare e a riprovare ancora, perchè non è una questione solo di limiti, di volontà di orgoglio o di visibilità, c’è qualcosa di più : se non AMMORE questo, non lo so io cosa possa essere.


❤
“noi siamo ciò che facciamo ripetutamente .L’eccellenza, quindi , non è un atto, ma un’abitudine” Aristotele
E mi scusi maestro se l’ho chiamata in causa, in un contesto così futile, mentre le spetterebbe un altro palco, un altro teatro, degno della sua filosofia, ma abbiate pietà di me maestro, ho bisogno anch’io di convincermi che sono sulla giusta strada e che ogni singola ora, spesa nella costruzione di me stessa , non siano momenti sprecati e forse rubati a qualcosa che sia veramente costruttivo.
Come tra l’altro mi viene ripetuto spesso : priorità, priorità, priorità.
Quando vorrei che le priorità fossero altre , magari futili ogni tanto, che già qua siamo pesanti e poterci alleggerire quel tanto che ci renda fluidi , leggiadri.
Ma la vita è un rebus, senza la soluzione nell’ultima pagina e c’è bisogno di credere in qualcosa che sia superiore alle nostre menti alla quale possiamo dare il merito o il descapito degli eventi, scaricando quella parte di responsabilità, senza sentirci per forza in colpa; essì, è troppo difficile lo so, ma pensateci bene, se non ci fosse un pò di amore, che cosa ne varrebbe la pena?
E si aggancia perfettamente a noi stessi e a quello che facciamo, al lavoro anche se non ci piace, allo sport, alla cucina , alle iterazioni sociali in generale; che razza di umani saremmo se non avessimo un minimo di amore a far circolare il sangue, a pompare ossigeno ? ma voi ci avete mai pensato qual è il motore di tutto questo?
Vi dirò, oggi scrivere questo articolo è stata la cosa più complessa che abbia fatto nelle ultime settimane e ancora non so nemmeno se mi piace veramente , se lo dovrò riscrivere o se in un momento di sconforto lo lascio qui a sonnecchiare un altro pochino 🙄🙄🙄🙄🙄 o se presa dalla disperazione da pubblicazione lo manderò all’etere e ciao .
E a conclusione ho pensato che una lunga riflessione sarebbe stata di aiuto, soprattutto a me stessa, che non ne sono uscita certo con le idee chiare, ma che mi ha aiutata a rischiarare un pò di questa nebbia cerebrale che attualmente mi offusca i pensieri.
E quando sono annebbiata ,confusa, fortemente in dubbio, mi dedico alle cose difficili e sinceramente preparare queste madeleine, si è rivelata la cosa più difficile fatta negli ultimi tempi, manco non avessi fatto mai un dolce nella mia vita!
Ma il pasticcino in se non ha un’esecuzione laboriosa, anzi, ma al primo giro non ne ero soddisfatta, ne del gusto, tanto da non darmi proprio l’idea di assaporare una madeleine, ne nella forma, ma qui c’è stato un errore di dosi ed è andato tutto fuori; insomma un disastro completo.
Inoltre , ho avuto malsana idea di farle in certi stampi a cuore, decisa a confezionare finalmente, una ricetta per san valentino, perchè quest’anno mi è presa così, da anni controcorrente e poi all’improvviso mi sono detta, ma facciamoli due cuori dai!


Ovviamente c’è una spiegazione altamente logica, non è tutta farina del mio sacco 😅😅😅😅😅, infatti il calendario gregoriano non mi è venuto in aiuto e quest’anno san valentino e carnevale sono venuti a braccetto e capirete, non avendo empatia per nessuno dei due, in qualche modo ho dovuto, per dovere a questo blog più che a me stessa, pensare qualcosa di carino, che magari vi facesse fare oohhhhh; negli anni, tra i due mali , ha vinto sempre il carnevale, con una scelta nettamente superiore di preparazioni e soprattutto che non richiedessero caption smielate e cuori everywhere , questa volta giusto per non rimanere sempre ferma su certa posizioni, ho scelto il Santo, hai visto mai che abbia un occhio di riguardo .
Intanto le prime maddalene non mi hanno soddisfatto.
E già questo mi ha aperto al baratro.


Ho quindi replicato apponendo piccoli accorgimenti, ho cambiato qualche cosa e nel secondo tentativo sentivo di essermi avvicinata, ma sinceramente ancora, non mi convincevano abbastanza.
Inoltre, a causa di un impedimento tecnico, le ho lasciate qualche minuto in più nel forno e la seconda sfornata aveva la consistenza dei biscotti e quindi niente, la ricetta non c’era. Fumata nera.
Ormai a sera, con la cucina scoppiata e circa due chili di madeleine sbagliate, ho sinceramente dubitato delle mie capacità ed ho pensato che fosse meglio passare oltre.
Non è che se non le faccio qualcuno si offende, vivranno tutti senza la mia versione delle madeleine e sicuramente Proust non si rivolterà nella tomba avendo fatto scempio del suo pasticcino preferito; che poi è anche il mio ,giusto per dire.


nel frattempo, dopo aver finalmente riportato la pace tra cucina e lavello, mi sono detta MA CHI SO STE MADELEINE CHE PROPRIO NON MI ESCONO? e ho avuto lo stesso sdegno avuto tempo fa per la pasta choux, ripetuta in una sola giornata, otto volte, fino alla riuscita completa, dove ho poi imparato a mie spese ( e tipo milleduecento uova e ettolitri di burro ) che la differenza la fa il forno……😑😐😑😐 ma questa è un’altra storia, era gusto per dire ma perchè non mi escono e non sanno di maddalene queste maledette e allora ho ricominciato daccapo, mentre la family qui , mi guardava come si guarda ai pazzi. 🙄😣
E dunque ho impastato , modificato leggerissimamente e messo in frigo e anche qui, la differenza l’ha fatta il frigorifero, come allora per i bignè il forno.
Et magdalenae successerunt!
Fumata bianca!


E dunque ho imparato due cose importantissime, che è un atto d’amore grandissimo cucinare, che se vuoi ottenere una cosa fatta bene , la devi fare più volte, che certe volte alla prima è solo fortuna e poi ti replichi e non hai capito niente. E questo lo dico perchè io non studiato all’Alma e non ho fatto nemmeno l’alberghiero e su certe cose ho dovuto studiare , capire sul campo, informarmi e provare.
E che è un atto d’amore anche accettare che tu hai casino nella tua vita, nella tua testa e nella tua cucina , non hai emoglobina nei globuli rossi ma follia e questo si riflette su te, sui tuoi capelli stravolti e sul casino che ti si legge in faccia e i precisini precisini , fanno finta di niente, non ti fanno notare le quintalate di caccavelle che occupano ogni centimetro delle superfici e ti dicono, al tuo quarto tentativo, ma queste so buone, cos’hanno che non andavano?
E qua siamo in piena parabola dell’amore.
Amatevi, amate la vita, amate in primis voi stessi e il resto verrà facile, tanto i problemi vengono anche se sapete fare le madeleine alla perfezione o no.
Buon San Valentino .
Enjoy life 🎈


madeleine heart edition
Premetto che questa è la ricetta delle madeleine , secondo la mia versione e non ho pretesa alcuna di dire che sia la versione originale.
Fondamentale per la riuscita del pasticcino ci vogliono poche cose essenziali:
un buon burro (bavarese o irlandese)
il riposo in frigo prima e dopo
l’aroma mandorla amara se le volete esattamente che sappiano di madeleine
degli stampi in silicone o fatti di un buonissimo antiaderente, altrimenti s’attacca e ciao.
Detto questo , mi sono presa una licenza poetica per farli in certi stampi a cuore, giusto perchè li ho comprati da un paio d’anni e non li avevo mai usati, ma voi potete tranquillamente usare i famosi stampi a conchiglia.
Detto ciò posso tranquillamente passare alla ricetta che trovate mò mò.
ingredienti:
175 gr di burro
175 gr di zucchero semolato
4 gr di miele
3 uova
8 gr di lievito per dolci
2 cucchiaini di aroma mandorla amara
225 gr di farina 00
1/2 buccia di arancia grattuggiata
1/2 buccia di limone grattuggiato
4 gr di vaniglia
1 pizzico di sale
50 gr di gocce di cioccolato fondente
15 ml di succo di arancia (in alternativa latte )
Procedimento:
Nello zucchero aggiungete gli aromi (tranne l’aroma mandorla e il sale) e mescolate un pò lo zucchero per far si che si insaporisca con gli oli essenziali degli agrumi.
Sciogliete il burro a fiamma lentissima .
Potete anche usare il microonde, ma a me succede spesso che scoppietta o che si bruci, pertanto utilizzo il metodo classico.
In planetaria inserite le uova con lo zucchero e il miele e iniziate a montare.
Dapprima a media velocità e poi aumentate fino ad ottenere una massa spumosa e raddoppiata.
Aggiungete a velocità minima il burro fuso e raffreddato leggermente.
Continuate a montare a velocità media, facendo incorporare il burro alle uova.
Aggiungere l’aroma mandorla e amalgamare il tutto.
Setacciate sulla massa la farina con il lievito e amalgamate il tutto aiutandovi con una spatola. Aggiungete il pizzico di sale e il succo d’arancia.
Otterrete un impasto fluido e setoso.
Metà di questo impasto mettetelo in un sac a poche chiuso alla punta e ponete in frigo.
Completate il restante impasto con le gocce di cioccolato, trasferite in un sac a poche chiuso alla punta, richiudete in modo che non vi fuoriesca l’impasto e ponete in frigo.
Questo passaggio per me è fondamentale, il riposo in frigo di almeno un’ora vi consentirà di lavorare con un impasto corposo e non liquido . in quanto il burro si sarà sufficientemente rappreso per essere lavorabile senza essere duro.
Preparate i vostri stampi a conchiglia.
Io anche se di silicone , ci passo sempre un velo di staccante, ho sempre questa fobia che rimanga tutto attaccato.
Ho fatto lo stesso con le formine a forma di cuore.
Posizionate i vostri stampi su delle teglie.
Tirate fuori un impasto alla volta, tagliate la punta del sac a poche e riempite il centro della conchiglia.
Non esagerate a riempire le forme, l’impasto crescerà in forno e potrebbe trabordare e compromettere , solo nella forma la riuscita delle vostre madeleine.
Riempite tutte le conchiglie e riponete rigorosamente in frigo a rassodare per minimo tre ore, se poi le fate di sera, va bene anche tutta la notte, il freddo non potrà che giovare alla riuscita della ricetta.
Cuocere in forno ventilato a 190° per 10/15 minuti infornando direttamente le teglie tolte dal frigo.
Quando i bordi delle madeleine sono ricci e dorati le vostre conchiglie sono pronte.
Ovviamente regolatevi sempre sul vostro forno.
Ultimate gli ultimi tre minuti di cottura a metà del forno e tirate fuori, altrimenti verranno troppo biscottate e asciutte.
Fatele raffreddare su di una gratella.


Versione cuori:
io ho pensato di coprire i cuori con del cioccolato bianco spolverati di polvere glitter edibile rosa.
Finitura :
sciogliete a bagnomaria circa 200 gr di cioccolato fondente bianco, quando sarà fluido e senza grumi immergete i cuori nel cioccolato o come ho fatto io, ricopritene il centro aiutandovi con un sac a poche e poi steso con la spatola.
Questo passaggio è assolutamente facoltativo, le rende solo scenografiche e adatte all’occasione, se invece seite amanti delle madeleine in purezza , lasciatele al naturale.
Prima di consumarle , io consiglio un giorno di riposo in una scatola di latta chiusa ermeticamente (dopo che si sono raffreddate ovviamente)
Avranno il tempo di sprigionare tutto il loro gusto immenso.
In questa occasione non le ho dovute nasconderle, ma solo perchè a vista c’erano tutte le altre 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
I vostri pasticcini sono pronti per essere gustati in qualsiasi momento della giornata e sono certa che li adorerete, esattamente come li amo io.
Vi ricordo che potete lasciare un ❤ come segno di gradimento di questo articolo, grazie per aver letto fin qui .
Alla prossima ricetta 😉


