Ricette

gnocchetti di carote in acqua di pomodoro e sgombro zarotti

In questo mese di febbraio credo di aver perso molti giorni e ahimè , la mia proverbiale coerenza.

più volte mi sono ritrovata a pensare a quanto avrei voluto ritornare ai miei sedici anni, nonostante ancora oggi, li ricordo con estrema fatica e non certo vincono il palmares d’oro come il miglior periodo della mia vita.

E non è certo arrivata la stella cometa come in un film a riportarmi indietro 😅😅😅

Eh no.

Il film mentale me lo sono fatto tutto io !

😎😎😎😎😎😎😎

Ma oggi, dall’alto dei miei quaranta e oltre primavere, mi sento sopraffatta da questi tempi e dalle sue infinite problematiche e avrei voluto scappare a tempi ben più leggeri, quando, riguardandoli adesso, con affetto e con un occhio più gentile, forse dovuto all’età che ci fa sembrare il passato più bello o ad un’incalzante miopia,   il problema più grave di quel periodo  era la cotta non ricambiata o il litigio con l’amica del cuore.

Ci siamo passati tutti lo so e mio malgrado, nonostante abbia dato al passato sempre il suo peso filosofico solo come evento che ormai è trascorso e non più modificabile, un pensierino sui quei tempi lì, furtivamente l’ho fatto anch’io; in questi giorni di affanno per questa o quell’altra cosa, con mille priorità e pensieri che affollano la mente, ho creduto davvero di potermi rifugiare in un tempo che non c’è più.

Non è da me, sappiatelo; non vivo delle glorie passate e tendo molto spesso ad essere ermetica su quello che ho trascorso, più che altro perchè ho sempre pensato che fosse stato un periodo bruttissimo , da cancellare.

In un attimo, ho ripercorso la mia gioventù , quando spensierata ho creduto anch’io di essere al centro del mondo, punto focale intorno la quale girava tutto il sistema solare.

Ma , come ogni adolescente che si rispetti, ho vissuto esperienze a volte veramente boderline nella piena consapevolezza che dovevamo saperlo solo io & io, altrimenti sarebbero state punizioni ad oltranza e carcere di massima sicurezza.

Niente a che vedere con questa gestione genitoriale di oggi, dove io sono il porta bandiera, fatta di comprensione, parole chiare, fiducia e comprensione oltre ogni limite ;

essì, io sono quel genitore tanto odiato da Crepet, quello dalla comunicazione a pari merito, della fiducia restituita in meno di tre secondi, del colloquio ad oltranza.

Mia madre, quella della vecchia scuola, fatta di zoccoli vaganti che ti colpivano con una precisione impressionante che i missili agli infrarossi al confronto sono bazzeccole e di interrogatori con la torcia puntata in faccia che il kgb ha fatto scuola da lei , ne sono sicura, era capace di scoprire dove eri stata, cosa avevi fatto e con chi eri stata (che già quello, quel con chi eri stata pregiudicava tutto il resto) solamente con l’analisi optometrica di una possibile macchia sul polsino ripiegato della tua felpa.

Robe assurde

Mi sono chiesta sempre dove abbia sviluppato quelle doti da colonello maggiore dei servizi segreti.

🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄

inoltre, abitando in questa culandia dimenticata anche da Cristo, che intelligentemente si era già fermato ad Eboli, c’era una rete di satelliti spia, che fingevano di non aver capito tu chi fossi, ma che intanto, avevano già messo a punto vita, morte e miracoli tuoi, della tua famiglia e di tutto il tuo albero genealogico fino ad adamo ed eva, con un millimetrica e precisa descrizione, sbagliando forse un avo di settima generazione, ma su di te mai, non sbagliavano la paternità o la maternità nemmeno per sbaglio, individuando volti e dna in maniera precisissima!

E’ possibile che ci fosse anche una specie di gara tra queste vecchine , dedite allo spionaggio, su chi facesse più riconoscimenti facciali 😆😆😆😆😆

E’ stato sicuramente difficile spostarsi in incognito quando si aveva come un bersaglio sulla schiena e ovunque ti girassi c’era qualcuno che ti riconosceva o che ti avrebbe potuto riconoscere !!!!!

Oggi non è diverso ,è uguale, ma le sentinelle, quelle agguerrite che osservavano il territorio sono diventate tutte smart e si riuniscono con i cellulari , per commentare le notizie da facebook .

Facebook che l’altro giorno ha compiuto vent’anni e sono stati vent’anni di fatti di tutti alla portata di tutti.

Che evoluzione ed io che ho vissuto tutte queste fasi, dall’anonimato e con il riconoscimento ai posti cruciali, sentendosi rivolgere la fatidica domanda : a chi si figlio? ad oggi , che non hai bisogno di presentarti che sei già schedato dalla popolazione tutta !!!

Oggi i problemi degli adolescenti sono quintuplicati rispetto agli anni in cui ero adolescente io e vivendo quella di Cerbero e tra poco anche quella del bamboccino mi sento veramente sopraffare.

Più volte ho pensato di non farcela a sopportare tutto questo sbattimento moltiplicato per due e non mi consola affatto quando mi dicono che l’adolescenza dei maschi è completamente diversa da quella delle femmine; in questo momento sono nella fase acuta di una e nella fase pre- adolescenziale dell’altro e se proprio la volete sapere, in questo momento vorrei essere volentieri su di un altro pianeta 🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄

A tutto questo scazzo che mi è preso, vorrei aggiungere che questa era smart non mi aiuta, anzi, a volte complica maggiormente le cose e non c’è whatsapp ,telegram o tweet che tenga.

Vorrei spendere due parole sui gruppi whatsapp che dovevano essere uno strumento per rendere la vita semplice, mentre io mi rendo conto che invece l’hanno complicata in maniera esponenziale.

Gruppi scuola, con maestre, senza maestre, del catechismo, della danza, della palestra, del movimento sugli alberi, il gruppo giovani tartarughe e vecchi giradischi; il gruppo giovani marmotte e amici del1990 ;

Il gruppo regali, feste, ricorrenze, addii, funerali e collette.

Perchè? Perchè mai una cosa così crudele di madri agguerrite, pronte allo scontro pur di difendere i propri pargoli, anche se vestono i panni di hannibal lecter.

E gli amici che scrivono una volta l’anno gli auguri di natale e pasqua, inoltrati un milione di volte? e i profili di quelli che hanno la loro amata bestiola e ti scrivono senza presentarsi e tu non sai con chi stai parlando?E quelli del padel che si sfidano anche sulle chat?e quelli dell’ufficio  relazioni umane e relazioni col cliente che sono scazzati peggio di te e super aggressivi?

E gli screenshot di intere conversazioni mandati a testimonianza dell’offesa fatta  e ricevuta, gli affronti al tavolino del bar ,le ripercussioni sui bambini, che non sono più bambini, ma pedine spostate qui e la, come nella più accanita partita a risiko?

Meu Deu.

Ridatemi l’anonimato, la vecchia e cara parola detta a tu per tu, la litigata con lo zoccolo, le frecce come gli indiani.

ed è per questo che non leggo i messaggi dei gruppi.Mi rifiuto categoricamente  .

Potrebbe anche scrivermi un emiro del Butan e darmi tutta la sua eredità e perderla miseramente se questi scrivesse in un gruppo whatsapp 😅😅😅😅😅😅😅😅

Ho chiesto gentilmente ad una cara amica che simpaticamente chiamo l’oracolo di farmi i riassunti di quello che accade nei gruppi che abbiamo in comune e vado avanti così.

Fin’ora mi è andata bene 😆😆😆😆😆😆😆😆😆😆Niente eredità milionarie comunque !

La perdita della mia coerenza mi ha destabilizzato non poco; io da giovane non ero sicuramente affascinante e probabilmente, avendo investito tutto il tempo a colmare la bellezza mancata nella lettura di libri, probabilmente per un periodo anche saccente 🙄🙄🙄

Ero pazza, questo me lo ricordo bene, matta da legare che tutte le cose pericolose, illegali, immorali erano mie 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 non sono stata affatto una passeggiata , nonostante il federal caporale maggiore di mia madre !!!

E sebbene non fossi attraente da far girar la testa, sono stata così matta da iscrivermi ad un  concorso di bellezza in discoteca ad agosto (ma come mi è venuto in mente mi viene male adesso per allora 🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️) e il tizio quando mi vide, non certo longilinea e pure bassotta, dovette pensare che fossi pazza a gareggiare con le altre miss, tutte bellissime e fighissime  ed in tutti i modi cercava di farmi cambiare idea e desistere😂😂😂😂😂😂😂😂😂 MA IO NIENTE 😂😂😂😂😂😂ho sfilato comunque tra gli sguardi ilari di tutti e le occhiatacce delle altre che, per ovvissime ragioni, non mi ritenevano certo all’altezza!

e non mi hanno dato  la fascia e la corona, obviusly, ma ho gareggiato con profonda convinzione che avessi una possibilità ; non lo so perchè mai avessi questa convinzione, non mi ricordo tutti i passaggi oscuri della mia mente, ma ero stranamente convinta di potercela fare.

in effetti abbiamo tutti una possibilità e se volete saperlo le chances a nostra disposizione possono essere molteplici, basta solo saperle cogliere.

Sono ritornata dal quantum leap della mia adolescenza in un mattino angosciante di febbraio ed ho pensato che non posso certo rifugiarmi nel passato e che bene o male, devo affrontare il presente e farmene una ragione; del resto, la tere dei sedici anni, credo mi darebbe un sonoro ben ti sta, avendo disprezzato amaramente quegli anni!

Sul tempo perso, vabbè, potrei scrivere manuali su manuali su come perderlo e non recuperarlo mai più 🙄😆 ma quello che mi premeva più di tutto era riappropriarmi della mia coerenza, baluardo sulla quale ho fondato tutto il tere pensiero!!!!

E mentre arranco sui miei pensieri, spesso enormi come macigni, mi rischiaro la mente cucinando.

Non è un caso che l’incipit di questa ricetta è la coerenza che per qualche giorno è venuta a mancare a me ,ma che invece non manca all’azienda zarotti e che ne ha fatto un punto di forza sia nella produzione che nell’impegno nel rispettare il mare e il pescato.

E’ importante sapere che ci possiamo affidare ad un’azienda che rispetta il mare in tutta la sua filiera dal rispetto dei tempi di pesca all’utilizzo di materiali riciclabili al 100% dei loro packaging!

E non è cosa da poco credetemi! L’azienda alimentata ad energia pulita, il rispetto nella lavorazione delle materie prime, l’utilizzo di una messaggio chiaro e mai furviante nella comunicazione e ultimo ma non ultimo assolutamente, la qualità del prodotto che non ha bisogno di grandi manipolazioni per essere presentato, anzi a volte, non va lavorato affatto per esaltarne la bontà e il gusto che ne fanno un prodotto eccellente.

E’ proprio il caso di questa ricetta, dove ho volutamente mantenuto l’utilizzo dello sgombro semplice, senza manipolazione alcuna, per esaltare il piatto e completarlo in maniera eccelsa senza troppi fronzoli.

Vi assicuro che gustato in tutto il suo insieme saprà conquistarvi per la sua freschezza con quella nota inequivocabile che solo lo sgombro sa dare e ne rimarrete conquistati letteralmente!

Vi lascio la ricetta nella speranza di conquistare anche voi e nel frattempo vi chiedo vi sentite spesso richiamati dal passato ? e vi sentite coerenti con voi stessi?

Vi leggo nei commenti ❤

Enjoy life 🎈

     

gnocchetti di carote in acqua di pomodoro e sgombro zarotti

ingredienti:

400 gr di carote

130 gr di farina 0

1 uovo

1 presa di sale

Acqua di pomodoro:

400 gr pomodori pachino

5 pomodorini del piennolo

5 pomodorini gialli

1 cucchiaio grande di sale

qualche fogliolina di basilico

timo q.b.

1 cucchiaio grande di olio d’oliva

! filetto di sgombro all’olio zarotti

pepe q.b.

olio d’oliva per completare.

procedimento:

Per prima cosa prepariamo l’acqua di pomodoro che necessita almeno due ore di riposo e se casomai aveste tempo, potete anche prepararla la sera prima.

Infatti in se la sua preparazione è molto semplice in quanto mettendo i pomodori con il sale, per osmosi il pomodoro produce la sua acqua, ma per ottenere l’acqua di cui abbiamo bisogno dobbiamo lasciarli riposare per un paio d’ore, ricordatevi che se aumentate la quantità dovete per forza aumentare le dosi ed allungare i tempi di macerazione.

Tagliare i pomodori a metà , unire anche i pomodorini gialli e rossi e condire con il cucchiaio abbondante di sale, olio , basilico e timo.

Coprite con un piatto e lasciate a riposo.

Lessiamo le carote al vapore o in acqua bollente leggermente salata e cuociamole fino a che si schiacciano facilmente con una forchetta.

Inseriamo le carote in un blender (ma potete farlo tranquillamente a mano) e diamo una frullata , aggiungiamo farina e uovo e saliamo leggermente ed amalgamiamo il tutto.

Otterremo una crema sostenuta che andiamo ad inserire in un sac a poche e che terremo in frigo a rassodare per un’ora.

Trascorse le due ore di riposo dei pomodori, li scoliamo in un colino a maglie fitte e schiacciamo i pomodori (che saranno diventati morbidi) per estrarne il succo.

L’acqua ottenuta la metteremo nelle coupelle di servizio.

Portiamo a bollore l’acqua per cuocere i nostri gnocchi e quando bolle, tagliare la punta del sac a poche in base alla grandezza che desiderate; io ho fatto un taglio medio per ottenere degli gnocchetti.

Spremere il sac a poche per far uscire poco impasto alla volta aiutandosi con la lama di un coltello per separare l’impasto.

quando gli gnocchi salgono a galla, raccoglierli con una schiumarola e metterli nell’acqua di pomodoro.

completare con un filetto di sgombro spezzettato su di ogni coupelle, regolare si pepe e un filo d’olio d’oliva e gustare immediatamente.

Lo gnocco appena scolato nell’acqua di pomodoro si amalgama e non risulta affatto slegato .

Completa il piatto i filetti di sgombro che esaltano il piatto e lo rendono interessante e per nulla scontato.

Provatelo anche tiepido, anche se a me è piaciuto caldo, con i sapori che si amalgamano ma senza perdere, ogni elemento, la propria spiccata identità.

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Grazie per la vostra attenzione e alla prossima ricetta! 😉

 

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