RicetteTorte semplici e plumcake

crostata morbida al cacao

Cosa esser tu? beh , non so più neanche io signore, mi sono trasformata talmente tante di quelle volte oggi, che  se riesce a capirci….Io non capirci, spiegati meglio! temo di non potermi spiegare signore, perchè io non sono più io! Bel garbuglio ” Alice nel paese delle meraviglie”

E quando si perde l’identità, quando si perde la via , cosa si fa?

Ma non è piuttosto il non sapere chi si è esattamente, che genera questo problema esistenziale , ma piuttosto in quale sfera siamo collocati, di quale mondo facciamo maledettamente parte, per uscire fuori sicuri e sapere qual è esattamente il nostro ruolo.

Ma si, in effetti un ruolo ce l’abbiamo tutti, con lavoro, con la famiglia, con la socialità che contraddistingue questo secolo, che verrebbe da dirmi crudele, come una vecchia canzone di un gruppo rock, ma la domanda, non è poi così scontata, in fondo, tutto questo essere sociali , secondo me ci rende estremamente soli, ma ancora una volta sto divagando e la domanda vera è :

CHI ESSER TU?

io sinceramente non lo so; parlo per me ovvio e nonostante la mia folle personalità, ho sempre dei forti dubbi a riguardo.

E dunque chi sono?

Potrei mettermi dietro una descrizione ordinaria, che sarebbe anche giusta, se ci pensate, che mi colloca in un punto  preciso , fatto di coordinate esatte come la longitudine e la latitudine, ubicata in uno spazio temporale fatto di ore, minuti e secondi.

E’ davvero così? E se ci pensate un attimo anche voi, non vi sentite stretti in queste coordinate , fatte di numeri   , strettamente legate ad una lettura fatta da un satellite che vi sta passando sopra la testa?

E’ proprio questo che ormai definisce le nostre vite, un tempo scandito, la posizione esatta, il millimetrico andare nella stessa direzione.

Ma se io, ancora oggi, che secondo i miei figli sono vecchia e secondo i vecchi sono giovane, che se faccio una foto ho i filtri e se non la faccio sono una befana, se ancora oggi, mi sento più in balìa di queste onde che ferma sulla terraferma, è probabile che non abbia capito qual è realmente il mio posto.

Ma la domanda successiva è:  perchè mai, lo sto raccontando qui, quando non solo lo leggerà nessuno? Lo sto contando forse  a me stessa?

E la cosa è alquanto più stramba se poi, riflettendoci, mi rendo conto che io ancora, la soluzione non l’ho trovata e non credo di riuscire a trovarla in tempi brevi.

Che poi quale potrebbe essere mai la soluzione?

In fin dei conti sono io che non so a che mondo appartenere.

E non può dirmelo nessuno, ad ognuno di quelli alla quale credo di appartenere, mi ci sento innegabilmente strettissima. E quando dico di sentirmi apolide, non sto certo scherzando, io mi sento un mondo dentro al mondo e non va bene per nessun mondo.

Ahimè.

Sono desolata /Per la mia anima/E le sue turbolenze/Che sui sorrisi/Pesano come macigni/E il respiro è flebile/Ma anche se non sono felice/ Non mi arrendo.

🎈🎈🎈🎈🎈🎈🎈🎈🎈🎈🎈🎈🎈🎈🎈

Queste divagazioni pseudo filosofiche arrivano sempre dopo aver combinato uno dei miei guai, uno qualsiasi; dal graffio alla macchina, alla risposta sgarbata, alla partita persa, al palo in faccia che puntualmente prendo , alla ricetta riuscita male, all’appunto fatto per una cosa qualsiasi che sottolinea un difetto; è questo costante sentirsi sull’orlo di perdere che mi mette ansia; perchè mai le cose non potrebbero essere più semplici?

E poi, ho scoperto di avere un animo che si turba troppo spesso e ì ultimamente ho l’ansia, ma niente cose cliniche , si un pò di tachicardia da caffeina sicuramente  e da scazzo quotidiano, ma a me proprio,  che non ho mai sofferto di nessuna ansia da niente negli untimi trent’anni a questa parte ,  da quando ho capito che non dovevo stare in sbatti per nessuno, che l’importante è essere educati , ma educati come quelli che non ti calcolano proprio e tu pensi accidenti com’è educata , invece mi è già scivolato mezzo mondo da dosso, io che ho l’empatia anche per le foglie che cadono, ma poi rifletti che in fondo non siamo educati, no, non lo siamo affatto.

Questo mondo è pieno di persone che sanno esattamente cosa devono dire, anche quando non dovrebbero dirlo affatto e  sanno come dirlo accidenti con tutto il carico da nove e poi ti sorridono serafici e aggiungono  che volevano dirti come la pensavano.

Che a te non frega assolutamente niente, non glielo hai mica chiesto? e però no, devo dirtelo , è necessario che tu lo sappia.

MA ANCHE NO.

Quindi, dicevo, ultimamente, quando qualcuno mi fa una domanda , un appunto, una critica, mi scopro che poi mi viene l’ansia di rispondere, di affrontare la negatività con semplicità come ho fatto sempre: sorridendo come una scema e facendo spallucce.

Ma oggi, sembra che io stia perdendo questo super potere e mannacc’ quanto è difficile stare senza, perchè cazzarola, ti si legge in faccia , la mia espressione dice tutto e non posso farci niente e no, non va bene, si  sta sgretolando la corazza e qui sorge una domanda nuova : sarà forse l’età per davvero?

E allora ditelo che il karma ce l’ha con me e che mi sta punendo a suon di brutte figure,  disagi, ansia e poteri tolti!

Ma va che il sorriso ebete e spallucce, mi hanno fatto passare sempre per una scema matricolata, ma salvata da milioni e milioni di situazioni assurde, mentre oggi, questa capacità di rimanere impassibili viene chiamata resilienza, che fa indubbiamente più figo di sei proprio un’insensibile, non te ne importa nulla!

Essere resilienti , in questo secolo, è quasi un dovere che abbiamo nei confronti dell’umanità tutta, in quanto non possiamo stare a litigare ogni tre secondi e di certo non possiamo uscire con i fucili puntati, in fin dei conti,dovrebbe essere un dovere di tutti, perchè poi, come diceva mia nonna, ognuno abbraccia una croce.

Ma tornando alla domanda con cui ho aperto questo articolo , secondo voi,

è possibile non sapere chi si è esattamente ?

O sono solo io la pazza qui?

🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄🙄

Fortunatamente, anche se piena di dubbi austeri sulle mie capacità mentali, mi affido ancora a quel barlume di lucidità che anche se non sembra, a volte riemerge fumosa 😅😅😅

e mi porta sempre in cucina, a sperimentare ed è incredibile di quanto questo mondo da micro, diventi macro.

Ultimamente , mi sono messa un pò in sordina con le ricette , perchè manco a dirlo, ho avuto qualche momento di incertezza; ci sono stati tre o quattro prove che non sono venute come avrei voluto e che quindi non hanno superato l’esame del blog.

E’ ovvio che se arriva qui sopra deve avere  almeno una certezza di concretezza, altrimenti lasciamo stare; sono infatti finiti i tempi di lisa biondi e delle sue ricette ricopiate da un libro all’altro, con alcuni errori di battitura nei vari passaggi, che se la ricetta riusciva, era veramente perchè c’avevi culo!

Oggi diciamolo l’argomento è alla portata di tutti e tutti guardano e leggono le tue ricette alla ricerca dell’errore, della falla.

Siamo costantemente in gara con qualcuno/qualcosa e c’è sempre chi si assurge al livello massimo e ti chiede  :

perchè mai hai usato l’acqua di fonte , quando potevi usare l’acqua di pozzo? sono certa che  la ricetta avrebbe avuto quella spinta in più che solo le proprietà organolettiche di un’acqua pescata a 50 metri di profondità può avere.

No comment.

Vabbè, vi concedo di dirmi che sono poco propensa alle critiche,

pertanto scriverò il vostro commento sulla mia agendina, in modo tale da non dimenticarlo

🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

Diciamoci la verità, alle volte bisogna essere veramente resilienti come Buddha .

E se da un lato siamo tutti sicuri che quello che stiamo dicendo è giusto e vada detto per forza, da un altro , mi rendo conto che è finita quella sottile educazione alla quale eravamo stati abituati da piccoli.

Chest è.

E , tralasciando le mie farneticazioni assurde, piene di dubbi e di domande, l’ultima domanda  che mi viene da fare è questa: abbiamo veramente bisogno di essere estremamente sinceri, anche quando questa sincerità  non è richiesta?

Ritorno sulla terra e più esattamente alle pagine di questo blog , con una ricetta golosa golosa.

Sono quindi andata sul sicuro con questa Crostata Morbida al cacao, non volevo incipit da rissa da commento e non volevo assolutamente stare qui a farmi un sacco di problemi, che già me ne faccio un miliardo nella mia vita fuori di qui.

La base è morbida, potete usare uno stampo furbo , che vi lascerà già il fondo ben definito per poterlo farcire, oppure unno stampo sempre cannellato da crostata che andrete a scavare delicatamente con un cucchiaio una volta fredda.

E’ la base che utilizzo per la torta lindt ma della quale non ho mai fatto una foto decente , in questo caso l’ho invece farcita con una soffice crema al mascarpone e ricoperta di fragole succose.

potreste prepararla anche per la festa della mamma e se è golosa come la mia, ma non di torte al cioccolato (anche se questa l’ha mangiata 😁😁😁) la farete di certo felicissima.

La ricetta originale prevede una farcitura di ganache al cioccolato, ma anche con la crema ha un suo irresistibile perchè.

 

Vi lascio finalmente la ricetta , sperando di non avervi annoiato troppo, in ultimo vi chiedo :

siete per la sincerità a tutti i costi? e soprattutto , avete dei dubbi su chi siete?

Vi leggo nei commenti ❤

Enjoy life 🎈

crostata morbida al cacao

dose per uno stampo furbo da 28

3 uova

150 gr di zucchero

160 gr di farina

8 grammi di lievito per dolci

80 ml di olio

30 gr di cacao amaro

1 pizzico di sale

alcuni cucchiai di latte (circa 30 ml)

crema al mascarpone

2 uova 100 gr di zucchero

250 ml di latte

1 bacca di vaniglia

1 pizzico di sale

50 gr di maizena

50 gr di burro

250 gr di mascarpone

1 cucchiaio di zucchero a velo

per la guarnizione

250 gr di fragole

gelatina per lucidare spray o tortagel

procedimento:

lavorare le uova con lo zucchero e la vaniglia fino a spumarle; setacciare sulla battuta di uova la farina, il cacao e il lievito insieme alternandoli con l’olio e i cucchiai di latte per ammorbidire il composto.

Imburrare ed infarinare lo stampo cannellato (potete usare anche uno staccante spray, più comodo e veloce) e versare il composto nella teglia.

Cuocere in forno preriscaldato a 170 ° statico per circa 30 minuti.

Una volta cotta, sfornare su di una gratella a raffreddare.

Posizionate poi la torta su di un piatto da portata e delicatamente incidetene leggermente la calotta mantenendovi sotto il bordo di un centimetro più o meno.

Questa operazione non serve se avete uno stampo furbo che lascia un bel bordo , nel mio caso , lascia poco spazio al ripieno, quindi lo scavo delicatamente con un cucchiaio.

Questa operazione eseguitela già sul piatto da portata in modo tale che non si sfracelli durante i vari trasferimenti.

Nel frattempo che la torta raffreddi prepariamo la crema.

Portate il latte a sfiorare il bollore con una bacca di vaniglia a cui avrete già tolto i semini.

Chiudete e lasciate in infusione una decina di minuti.

lavorate i tuorli con lo zucchero e i semini di vaniglia.

Quando è divenuto una bella crema spumosa, setacciare la maizena sul composto  e farla assorbire alle uova con una spatola in modo da togliere tutti i grumi.

Diluire due cucchiai di composto di uova con poco latte e mescolare bene e solo dopo aggiungerlo alle uova e mescolare; aggiungere gradualmente il resto del latte di modo tale da diluire il tutto senza grumi.

Portare la crema su fiamma media e mescolare finchè la crema non rassoda, quando vela il cucchiaio è pronta.

Mescolare energicamente per sciogliere eventuali grumi e aggiungere subito il burro.

Amalgamare il tutto e lasciare raffreddare in una teglia di vetro.

Quando è fredda, aggiungere il mascarpone lavorato con il cucchiaio di zucchero a velo ed amalgamare bene il tutto.

Porre a rassodare in frigo fino al momento del suo utilizzo.

guarnizione:

bagnare il fondo della torta con qualche cucchiaio di latte , riempire l’incavo con la crema al mascarpone e livellare bene.

Lavate accuratamente le fragole, asciugatele leggermente e decorate la vostra torta.

Per non far annerire la frutta potete lucidarla con la gelatina spray o utilizzare il tortagel che andrete a versare con un cucchiaio solo sulle fragole.

Lasciatela insaporire n frigo fino al momento di servire.

Guarnire con fiori eduli (io ho usato garofani, begonie e zagare del mio giardino)

Grazie per aver letto fin qui e vi ricordo che potete trovarmi su instagram e facebook con tanti contenuti inediti e reel delle ricette.

Alla prossima ricetta !❣

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