Ricettetorte da credenzaTorte semplici e plumcake

torta degli angeli

Estate è…….

estate è caldo torrido che sembra che hai le visioni, spalle bruciate dal sole , ma non il sole della spiaggia, ma di quello dei terrazzi a picco sotto la sfera celeste, mentre il sudore ti appanna la vista; estate è disagio puro, che non bastano tre, quattro, venti docce per trovare conforto e ristoro.

E’ l’erba del giardino che oggi ti sembra secca e l’annaffi di notte per non farlo bruciare (e seccare) e la mattina la trovi alta trenta centimetri e mentalmente stai santiando di brutto, che ti aspetta di tagliarla, ma piuttosto faresti crescere la foresta amazzonica.

Estate è la macchina rovente, parcheggiata a venti chilometri dal tuo punto di interesse, che non hai trovato posto, nemmeno come un pirata, che te l’avresti fatta caricare dal carro attrezzi , piuttosto che camminare sotto il sole, ma no, non hai trovato posto nemmeno su quelle strisce pedonali , le hanno già occupate.

Estate è sentire gli altri che si lamentano di quanto il mare stanca; che spossatezza, marò, è come se avessi fatto mezza giornata di lavoro!

Vieni, vieni, te la faccio vedere io la mezza giornata di lavoro, che mi suda anche il fegato, mentre tiro biancheria da un posto all’altro, mentre rimetto cose a posto, che migrano da levante a ponente, con le telefonate di ospiti che incalzano che vogliono entrare in quel preciso momento, che poi che strano, ad entrare sono sempre in anticipo, ad uscire sempre in ritardo 🙄🙄🙄🙄

eh mi scusi, abbiamo fatto tardi, sa com’è, non volevamo proprio andare via.😬

estate è chiedere pietà al sole, che ti abbiamo fatto, perchè ci stai cuocendo a puntino, mentre tutti sono asseccati e non c’è acqua che ti basta , berresti anche le cascate del niagara e l’acqua del gange, tanto lì, ne puoi uscire solo in due modi: o stecchito o immortale.

E ti mangi quintali di anguria che non fa ingrassare ,dicono, ma che stai ogni cinque minuti al bagno che sei incontinente, la pressione che ti scende, il sudore che cola, la disperazione che hai appena messo la maglia pulita e che non si vede, sei già una pezza; e ti bevi un altro litro d’acqua, che fa bene, reintegri e a fine giornata sembri nà botte, rotoli.

E le zanzare, perfide, anche di giorno ormai, come ti vedono distratta, zac, otto  punture, ventitrè nanosecondi di prelievi e prurito per tutto il giorno; e giri e ti rigiri ed hai fatto sei chilometri in quaranta minuti, sul sedile di pelle della tua auto, che in caso di omicidio, per la scientifica sarebbe un gioco da ragazzi a smascherare il criminale.

E’ estate Houston ed abbiamo un problema e questo problema si chiama caldo, duecento ore di luce, che anche a sera, ancora vedi il tramonto e le file di auto che tornano a casa dalla spiaggia e che affollano i bar, i supermercati, i cinesi, co’ sti carrelli rindondanti di roba , che ne sarà consumata un decimo, ma che in quel momento è tutto indispensabile, necessario , assoluto.

Prendiamoli questi trenta chili di insalata , anche se stiamo tre giorni, che facciamo un pranzo veloce.

Cassette di frutta, litri di latte, pacchi di biscotti plus size che giaceranno tristi e mezzi aperti , senza che nessuno se li fili proprio per niente.

E non saluti più nessuno con i baci, vietati gli abbracci, vietati i saluti affettuosi che richiedono contatti con gli altri essere umani, che già normalmente non vuoi, ma che in questo caso specifico, proprio , dovrebbe essere propedeutico ; no, non ci possiamo abbracciare, al massimo ci salutiamo da lontano, come quando c’era il covid, ciao , a tre metri , è un piacere vederti, che hai detto? niente, cià .

E smetti di nutrirti di cose a meno che non esci alle sei del mattino per prendere il posto davanti al supermercato e dai fondo alla dispensa; tanto prima o poi, andrai a fare la spesa, quando avrai mangiato anche i tovaglioli 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂

Estate è non poter mangiare il gelato, che c’hai la prova costume da affrontare , ma  tu la prova costume l’affronterai a settembre, chi cavolo ti deve vedè a settembre se hai superato la prova costume ?

Estate è quando torni a casa e non puoi accendere il forno per preparare la cena , un pò in anticipo e tutti strillano – ma ci sono sei milioni di gradi, devi usare per forza fonti di calore per cuocere?-

E tu vorresti rispondergli che hai provato ad alitarci sopra ma non ha funzionato! E se non ti anticipi, a cena ti sbraneranno come dei lupi, ululando ho fame madre, cosa si mangia, questo non lo voglio, basta insalata!

E i cestini di panni asciutti in tre minuti che si accumulano e che non fai in tempo a mettere a posto, che sono già nelle cose da lavare; e il tavolo da stiro perennemente aperto e cumuli di roba che si deve stendere, lavare, piegare, raccogliere.

E tu vorresti un attimo di tregua, vi prego, ho caldo, mi è sembrato di aver visto una visione, l’asfalto che evapora e dal mare urli e schizzi, su, fatemi deprimere in pace, lasciatemi sola, me e il forno, ma anche la friggitrice ad aria, niente, tu soffri ma loro soffrono di più di te, mentre nelle camere stanno con l’aria condizionata a quindici gradi, che quando apri la porta ci sono i pinguini che ti salutano 🐧 e mariah carey che ti chiede é già il momento?

Insomma, l’estate è sempre questa sbobba, tu lavori e gli amici sono in ferie e vanno in barca e ti invitano ma tu non puoi, hai uno spazietto dalle 16,30 alle 18, e no, non puoi, sono intorno l’isola a quell’ora, ma tranqui, ti mandiamo le foto 🙄 che carini, verrebbe voglia di farvi una macumba. 😁

E a sera, quando finalmente hai finito di fare la trottola, mentre maledici le cicale che ancora cantano ste maledette, annunciando che domani sarà peggio di oggi, te lo stanno cantando addirittura  e tu ingrata non comprendi il regalo che mater natura ti sta facendo, a sera tu rientri e oltre a non vedere propositamente lo sfacelo in cui versa la tua casa, mentre ignori i fiori che si stanno arricciando, le cose disseminate dal tuo figlio secondo, quello in fase pre adolenscenziale, che fa le battute dementi e tu non hai voglia di ridere nemmeno se fosse stato sagace come brignano, mentre attraversi gli spazi definiti in comune e nonchè zona franca del disordine e fai finta di non notare bottiglie e carte  di ogni natura e genere sparse ovunque a segnalare il passaggio dell’infante manco fosse pollicino, l’unica cosa che desideri è una doccia, un posto fresco e qualcuno che ti serva come se fossi cleopatra e invece no, sei solo un ANCILLA serva della matrona, che in un certo qual modo qua, le matrone sono due, se non tre o quattro se contiamo anche i gatti 🙄🙄🙄 e la doccia arriverà, se sai aspettare con pazienza, dopo aver scarrozzato gli adolescemi alla passeggiata, ripiegato milioni di magliette e separato le centoventi lavatrici per il giorno dopo.

Inverno dove sei? perchè mi hai abbandonato?

L’unica cosa che non mi abbandona, fortunatamente ,è la voglia di preparare cose, anche se incastrate nei momenti più incredibili, nonostante le duemila ore di durata di queste giornate e lo scazzo quotidiano che ne consegue ; ma chi impasta non perde mai tempo e lo dirò sempre e per sempre , soprattutto quando ti accorgi che non hai niente e dico niente per la colazione di domani, che non siano tre biscotti dietetici della figlia o una kinder pinguì del figlio.

E chi sono io da non riuscire a fare una torta per la colazione, che sia semplice , da inzuppare nel caffè, nonostante gli imprevisti, gli impegni, le probabilità che se qualcosa debba andare storto, sicuramente lo farà?

E Io, Teresa, alias la Tere, foodblogger , creator, content creator, digital creator,  public relation manager ,figlia di mio padre e di mia madre, serva leale di un’unica imperatrice, Pimpa la gatta , madre di due adolescemi, avrò oggi la mia colazione per domani, in questa vita (si spera) o comunque nell’altra , anche se obiettivamente, mi sembra che nell’altra sia comunque tardi 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

E niente può venirmi in soccorso, come questa torta degli angeli, il classicone di sempre, quella che trovate sul retro delle bustine di lievito, che hanno fatto le vostre nonne e che hanno trascritto sui quaderni in eredità alle vostre mamme e che oggi ce le snobbano tutti troppo semplice, troppo ordinaria,  chi ci pensa più a fare una cosa semplice? E’ demodè, non è chic, non è americana , anglosassone, svedese , non ha nobili natali, non l’ha inventata nessuno blasonato, e poi è facile, così facile  che la potrebbe fare anche un furetto ammaestrato.

E’ una torta che no fa audience, ma come ben sapete, a me dell’audience non mi è mai interessato un granchè (ed è forse per questo che non sono ancora diventata ricca?) e quindi via, per colazione preparo una cosa sciuè sciuè (e giuro non l’ho rubata a nessuno) che sta bella li per qualche giorno, si prepara in pochi passaggi, piace sempre a tutti e risolve la colazione, la merenda e anche se non dovesse risolvere niente, fa sempre la sua bella figura; e al detto pare bello e costa poco, eccovi la soluzione politicamente corretta al poco tempo, alla poca voglia, senza essere pretenziosa.

per me rimarrà sempre la colazione perfetta! E per voi?

E se quindi siete team oggi voglio restare semplice, questa è la torta giusta per voi. Per tutti gli altri ci sono sempre i biscotti fit 🤣🤣🤣🤣🤣

Allora non mi rimane che lasciarvi la ricetta e sperare che non vi abbia annoiato troppo in questo lungo, lunghissimo monologo.

 

Enjoy life 🎈

torta degli angeli

ingredienti:

5 uova medie

200 gr di zucchero

la buccia di due limoni bio

il succo filtrato di un limone

100 ml di latte

250 gr di farina

50 gr di fecola di patate

1/2 cucchiaino di vaniglia

16 gr di lievito

100 ml di olio di semi (girasole o arachidi)

per la glassa (facoltativa)

50 gr di zucchero a velo

1 cucchiaio di succo di limone

1 cucchiaio di acqua calda

colorante giallo

zucchero a velo per decorare

Nella boule della planetaria versate lo zucchero, la buccia degli agrumi e la vaniglia e con le dita o con una spatola morbida lavorare lo zucchero così da impregnare lo zucchero con gli aromi.

Lasciarlo poi riposare cinque minuti.

Aggiungere le uova e montare il tutto fino a triplicare.

Setacciare insieme le farine con il lievito.

Setacciarne una parte sulla massa montata e triplicata ed aggiungere una parte di latte e di olio e il succo di limone

Completare con il resto delle polveri e dei liquidi e un pizzico di sale amalgamando il tutto finchè diviene un impasto setoso e ben amalgamato.

Versare in una teglia debitamente imburrata ed infarinata,in alternativa potete usare lo staccante o un foglio di carta forno.

Io ho usato una stampo a margherita della decora il cui diametro è di 22 cm

questi stampi solitamente non vanno unti, ma io un pò di staccante in verità ce lo passo sempre, che non si sa mai.

Infornate in forno già caldo a 170° per circa 40 minuti.

ma fate sempre la prova stecchino.

quando la torta è pronta, capovolgetela su di una gratella fino al completo raffreddamento e poi sformatela delicatamente.

Preparate la glassa sciogliendo lo zucchero con il cucchiaio di limone e con un cucchiaio di acqua calda.

La consistenza dev’essere morbida ma non scivolosa, deve rimanere in modo da non colare dal centro della torta.

Spolverizzate di zucchero a velo e la vostra colazione è pronta.

ovviamente potete servirla anche a merenda, portarvela in spiaggia o in barca.

semplice è semplice, ma è perfetta per essere modificata in qualsiasi modo; potete aggiungere le gocce di cioccolato ad esempio o dividere l’impasto in due parti e in una, aggiungere 20 gr di cacao e farla bicolore.

Io la volevo semplice e come sempre controcorrente.

Grazie per aver letto fin qui; se vi è piaciuta questo articolo lasciate un ❤ come testimonianza del vostro gradimento.

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Grazie e alla prossima ricetta 😉

 

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