CrostatePasta frollaRicettetorte da credenza

crostata di pesche

Giornata fiacca, tradotto voglia di fare saltami addosso; fiacca come un palloncino sgonfio che vaga in casa, afflosciato sotto il soffitto che da un momento all’altro può venire giù, fiacca cronica nel  mio day off settimanale che si traduce in tante cose da fare e che ideologicamente , ne dovrei fare almeno la metà , per garantire quella allure di ordine che ogni tanto , tutte le case come le mie meritano, ma che praticamente , non verrà fatto nemmeno un quarto, che già alla seconda lavatrice, mi guardo spaesata e dico : machimelofafare?

Machimelofafare di fare cose insomma, quando potrei spalmarmi sul divano , quello della cucina, in ecopelle, che appiccica tutto, co sti calori, col gatto che si struscia? ma perchè mai dovrei fare cose, per il benessere di chi? che alla fine, hai fatto e hai fatto e in sintesi , non hai fatto niente.

Come se le cose tornassero a posto da sole , tutto fresco e ordinato come se un’essere superiore lo avesse fatto, senza sforzo per giunta.

Ma  qui non ci sono essere superiori in grado di spicciare tutto con la sola forza del pensiero e per inciso, uè belli, se non mi spiccio io, facciamo la fame 🙄 e se non andassi io al supermercato e dal fruttivendolo,  avoglia ad avere  le pesche bio, quelle etiche, equosolidali, dell’orto di pasquale sette bellezze, sennò non le mangiate, che mi dite che vengono trattate coi pesticidi, coi farmaci e che ormai anche loro si fanno il collagene agli zigomi e alle labbra, tant’è che piuttosto che raggrinzire coi giorni, si gonfiano a dismisura; e no, non è amor proprio, non è sfacciataggine da melanzane , e mò ti faccio vedere io, no, è proprio na cosa strana, si gonfiano, partoriscono aria e s’abbuffano come mongolfiere.

Ma chi mi ha comandata di andare a trovare i semi di girasole , l’acqua della fonte tibetana, la zucchina bianca che non ha semi, non mi ha comandato nessuno, mi avete comandato voi, che stasera volete il filetto di merluzzo pescato a mani nude dall’orso bianco su un iceberg della groenlandia, che costa quanto un chilo di platino, che se non stai attenta , ti arrestano quelli della DIA, traffico internazionale di stoccafisso e che lo devi trattare con  riverenza la stessa di quando guardi ( e non compri) 10 gr di caviale di Almas beluga del mar caspio, praticamente il caviale più raro e costoso al mondo  che è merce rara e che costa un trilione di euri (si ho detto proprio euri) ;

e mi raccomando,  il filetto di merluzzo, quello sempre pescato dall’orso, è  buono così com’è, non aggiungere cose che si gusta in purezza; peccato che quando lo cuoci, tolto il ghiaccio, rimane una lisca di merluzzo 🙄🙄🙄🙄🙄una sottiletta di pesce , che rimpiangi i merluzzi , quelli da tre chili e duecento che compri in pescheria, eh ma quello è del mediterraneo, c’ha la tigna, non è nobile!

e ti salvano le uova delle galline di tua madre, i pomodori dell’orto ed è subito cena.

ma io ve lo voglio dire che sono cresciuta con la nube chernobyl sulla testa, che i pesci avevano tre occhi e il latte aveva quel certo non so che; era radioattivo forse e prendevamo il segnale anche nel posto più sperduto dell’universo che oggi è un primato solo di Radio Maria, che porca miseria, anche nell’era del digitale, prendi radio virgin e dopo un chilometro sei già pronta per il rosario e l’omelia.

Chi glielo dice a questi che ci abbuffavamo di gelati che c’avevano lo zucchero e non eravamo obesi, ci curavano le ferite con l’alcol denaturato sulle abrasioni vive e citt e muti , che non potevi nemmeno santiare che arrivava nonna col battipanni e solo che lo vedevi l’alcol, nella bottiglietta rosa, ti agitavi e gridavi no grazie, sto bene, voglio soffrire che fa experience. 😁

ma che gli spiego, a questa generazione che non so se è millennials, centauras o che ne sò, che sostituisce tutto con le kappa, che abbrevia talmente tanto che se leggi un messaggio hai bisogno di comprare dieci vocali altrimenti non ci capisci una cippa.

Ma che voglio dire, che a noi ci preparavano i dolci con la margarina , che il burro era il demone nero e non sia mai! Hai usato il burro! Chiamate l’esorcista!

oggi fondamentalmente le domande sono sempre le stesse:

hai usato lo zucchero?

quante calorie ci sono in una fetta?

se ne mangio 50 gr , quanti chilometri devo percorrere?

il burro è quello delle alpi?

No ,ma io non mangio dolci, a meno che non siano senza burro, senza uova, senza latte, senza zucchero , senza farina.

Ah. E  praticamente è acqua.

E dimmi, aiutami, come si fa un dolce senza tutte queste cose?

mi sa che hai sbagliato profilo tesò, non sei capitata su quello giusto!

🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣😎😎😎😎😎😎😎😎

Che poi , non crediate, che qui, in questa casa, non ci sia chi mi oppone di continuo e che per ogni cosa che sforno, riesce a trovarne il male; e questo è troppo grasso, non va bene, il sale è poco, il pepe è troppo, e qui non mi piace e li non va bene, c’hai messo l’olio? blasfema! Hai usato la farina?blasfema! E la pasta? hai comprato quella di lino , coi semi pestati a mano ? NO??? blasfema!

Questa non è cucina, è un attentato alla mia vita!

E tu, che c’hai la pazienza di un Santo e non lo so da dove ti viene, prepari in base alle direttive date: un’equazione per il sale, per l’olio hai comprato il contagocce ed hai comprato  TUTTE LE ALTERNATIVE NATURALI ALLO ZUCCHERO E AI GRASSI e quindi c’hai l’eritrolo, lo stevia, l’agave, lo zucchero di cocco, lo zucchero di pamplona, quello delle corna di alce  e l’olio di cocco, di palma, di carcamo,di jojoba, l’olio per il motore dell’auto…insomma, le alternative le hai prese tutte, riso, lino, tapioca, canapa, di daino, di istrice, sei andata alla ricerca per ore , di queste alternative bio, eco, naturali al 100% e le hai tradotte in quasi una cena, dall’aspetto sicuramente alternativo, visto che non è fritto, non è impanato, è al forno, ma appiccicato al foglio che ha fatto tutt’uno e che per separarli devi chiamare un chirurgo cardiovascolare. Un’operazione difficilissima, otto ore a stacca cose dalla carta e alla fine, insomma,  non è propriamente  invitantissimo, però hai fatto una fatica enorme, a renderlo bellino e presentabile e al primo assaggio arriva la sentenza : INSOMMA. POTEVI FARE MEGLIO. ACCETTABILE.E li vedi che guardano il piatto e gli occhi sono a cucciolo, chiedono pietà , a te, che hai preparato per ore una cosa che non hanno nemmeno il coraggio di guardare, figuriamoci mangiare.

🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️

Santa pazienza , vieni a me; Santa Teresa placa la mia ira funesta , Santa Giovanna D’arco, aiutami a non dargli fuoco, Santa Lucia , dammi la forza di non cavargli gli occhi!

Io vorrei solo dire, che li capisco quelli che escono a comprare le sigarette e non tornano mai più!

Che fine hanno fatto quelli che mangiavano le parmigiane , fritte rigorosamente, che fine hanno fatto i panzerotti e le pizze fritte , cotte sui fornelloni fuori al patio che friggevi e mangiavi? che fine abbiamo fatto noi, in questo progresso salutista, che ci dobbiamo mangiare le cose di nascosto, perchè OMMIDIO è grasso!

Convenite quindi con me, che se devo fare una cosa, la voglio fa come dico io, tanto alla fine se ne escono sempre che qualcosa non l’hai fatto bene. 🙄😬😬

E dunque ritorniamo al punto di partenza, nel giorno del mio day off, niente arrivi, niente partenze, mentre stai pensando che potresti tranquillamente non fare niente, dai una svolta alla tua giornata, preparando una torta, che non ne preparavi una da domenica 😂😂😂 e che da brava foodblogger di serie c , non hai però preparato cavalletti e stand per le riprese, già è tanto che hai fatto le foto dei passaggi 😂😂😎😎e al relax ci penserai dopo, quando andrai a comprare le sigarette 🤣🤣🤣😉😉😉😉😉

Ho preparato dunque una succulenta crostata, con tante pesche caramellate , un crumble in superficie bello croccante e con un tocco acidulo che placa tutta la dolcezza della frolla e del caramello data dalle prugne; insomma, stavolta mi sono attenuta pienamente alla stagionalità , d’altra parte era ora o mai più ecco! Che poi a settembre già sto pensando all’autunno mio adorato 😂😂😂😂😂😂😂

E’ il dolce giusto da portare a cena dagli amici, accompagnato da una pallina di gelato o semplicemente da gustare , per i fatti vostri , mentre vi godete la freschezza della sera.

Vi lascio dunque la ricetta, dopo aver testato la vostra pazienza, come sempre , con questi fiumi di parole e vi chiedo come affrontate le nuove mode gastronomiche’

Vi leggo nei commenti

Enjoy life 🎈

crostata di pesche

ingredienti:

500 gr di farina di semola rimacinata per frolle

la buccia di un limone

125 gr di zucchero a velo

250 gr di burro

1/2 cucchiaino di lievito per dolci

4 pesche nettarine grandi

2 prugne grandi

3 cucchiai di zucchero di canna

2 cucchiai di confettura di albicocche

50 gr di noci

gelato allo yogurt per accompagnare (facoltativo)

preparazione

prepariamo la frolla impastando insieme tutti gli ingredienti.

lavoriamo la pasta velocemente in modo da inglobare bene il burro.

Foderiamo una teglia da 25 cm di diametro con un foglio di carta forno e ricopriamola con tre quarti della frolla preparata, livelliamo per bene con una spatola e lasciamo rassodare in frigo per circa trenta minuti.

Impacchettiamo il resto della frolla in un foglio di carta forno e teniamola in frigo a rassodare.

laviamo le nettarine e le prugne e tagliamole a spicchi , prima a quattro e poi ad otto.

In una padella antiaderente versiamo lo zucchero di canna e la frutta e facciamo caramellare dolcemente.

La frutta deve rimanere morbida e non sfatta.

Riprendere la frolla in teglia, bucherellare con i rebbi di una forchetta e coprire il fondo con la confettura (uno strato sottile)

Versate la frutta con tutto il caramello e ricoprite con il resto della pasta frolla tenuta da parte , spezzettandola con le mani.

Cuocete in forno preriscaldato per circa 35 minuti.

Sfornate delicatamente la vostra torta solo quando è fredda, spolverate di zucchero a velo e servite.

Come ho già detto, se l’accompagnate con una pallina di gelato (io ho usato yogurt e mango) è proprio la morte sua, in caso contrario , posso garantirvi che è già perfetta così.

La vostra crostata è pronta.

Vi ricordo che potete trovami su instagram con tanti altri contenuti e se vi è piaciuto questo articolo, non dimenticate di lasciare un ❤ come segno del vostro gradimento.

Grazie per aver letto fin qui e alla prossima ricetta 😉

 

 

Post correlati

biscottone della nonna

Teresa

quadri ripieni alla crema

Teresa

bomboloni con impasto allo yogurt greco

Teresa

Lascia un Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.