Ricette

le pizzette del fornaio

“con la sola imposizione delle mani, posso ungere tutto il 2023”

Oronzo di tutto il mondo uniamoci!

ovviamente, questa intro la potranno capire solo i fan della gialappa’s  band e chi aspettava la domenica sera per guardare “mai dire gol” anche chi di calcio come me, non se ne mai fregato una cippa! 😁😁😁😁😁😁😁

che poi di calcio non ne parlava poi così tanto 😁

L’astronave che vi porterà dritto dritto agli anni novanta sta partendo…..siete pronti a questo quantum leap?

Premetto che in quanto anni della mia adolescenza e maturità mi sono sembrati davvero molto difficili, ma guardandoli ora, sono stati una passeggiata 😂

Ah passato che ritorni sempre a ricordarmi di quanto ero felice senza saperlo!

potrei riassumerlo nei quattromila chilometri della mia vespa 50 verde bottiglia, le uscite full time, le attese al muretto di fronte marina piccola, le corse sui go-kart, il mare full time

le litigate vis à vis, visto che non c’erano schermi, screenshot e registrazioni.

Niente omologazione, non sia mai!Però andavano forte assai le magliette della onyx, i vestiti phard delle ragazze di non è la rai i jeans rigorosamente levis’, perchè se non indossavi un levis’, non eri nessuno.

diciamolo subito, se non siete degli anni ’80 minimo, questa cosa non la potete capire

i cellulari, internet e tutta questa faccenda della globalità era qualcosa di fantascentifico, fantasia allo stato star treck , tanto per interderci!

lasciamo stare whatsup , google e tutte le modernità che attualmente ci tengono connessi

nel mio mondo si ci chiamava col telefono fisso , gli appuntamenti erano alle circa meno quasi e lasciatemelo dire

si viveva da Dio.

quando è successo che ci siamo evoluti così tanto da essere comunque soli, nonostante siamo perennemente connessi? in quale modo , questo mondo virtuale ci ha aiutato nelle human relationship?

Noi eravamo quelli della spiaggia dalle h 24, delle partite a pallavolo, del calcetto con due porte e una palla e sessantasei giocatori, del cornetto algida ,delle pizzette comprate dai cestini in spiaggia, del cocco che sapeva di cocco anche se veniva da chernobyl (😂) della sigaretta fumata di nascosto, dei vestiti comprati sul postalmarket.

Guardo adesso invece questo mondo immersivo , dove sono profondamente dispersi i miei figli e che si divertono davvero poco, rispetto a quanto ci divertiamo noi.

Mio figlio non sa salire sugli alberi

e sebbene possa sembrare la più grande stupidata mai detta, trovo assurdo invece, che non abbia provato nemmeno ad arrampicarsi sull’ulivo più nano che abbiamo in giardino;

io alla sua età salivo sugli alberi di ciliegio secolari che mio nonno aveva nel suo terreno in campagna, come la più consumata delle scimmie. ecco.

La tecnologia ha radicalmente cambiato le nostre vite, anche la mia in effetti.

se pensate che prima per fare un documento ci volevano cinque minuti, adesso con lo spid almeno tre giorni 😁

e si, è tutto online, fruibile ,constatabile in tempo reale, velocissimo.

il cellulare ha radicalmente cambiato tutto il nostro modo di vivere.

La domanda che spesso i miei figli mi rivolgono è : ma come facevi senza telefono?

come potevi mai sopravvivere ? non ti sentivi persa? isolata?

E’ difficile da spiegare, ma ci provo.

innanzitutto non si aveva l’esigenza di stare connessi

perchè fondamentalmente non esisteva essere connessi !

per tenerci in contatto ,noi usavamo le cabine telefoniche.

😆😆😆😆😆😆😆😆😆😆😆😆

delle grandi scatole di alluminio e plastica trasparente che funzionavano a gettoni  e solo molto tempo dopo arrivò la grande evoluzione della scheda con 5000 lire di credito.

Evoluzione allo stato puro!

E così per chiamarci, per stare qualche minuto in più a chiacchierare, ti affidavi alla cabina; detentrici di grandi storie d’amore, litigi, tragedie , risate,appuntamenti e….scherzi telefonici 🙄🙄🙄🙄

Vallo a spiegare che non potevi chiamare da casa che costava un botto e  il telefono era quella cosa riservata alle cose urgenti e tu, che magari dovevi solo chiacchierare avevi il divieto di usarlo 😏😏😏😏😏😏😏

che i tuoi controllavano le bollette e li dovevi sentire predicare un mese intero! vallo a spiegare che nove su dieci  le cabine telefoniche più centrali erano sempre scassate ed inutilizzabili e dovevi arrivare sempre in culandia per fare una chiamata anche di tre secondi.

Robe da dinosauri mi dicono;

“ed io, mi risponde cerbero (al secolo la mia figlia maggiore n.d.s.) avrei dovuto scendere a piedi, arrivare chissà dove per fare una chiamata? ma stai fuori?”

-Mia madre non si sognava nemmeno di portarmi avanti e indietro -mettiamolo agli atti – e pertanto la mia libertà è passata prima attraverso la bicicletta e successivamente, quando mi sono stancata di pedalare, è subentrata la mia mitica vespa verde bottiglia che ho rigorosamente imparato a guidare da sola-

🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️

Potrei parlare per ore e non essere capita nemmeno tra un secolo!

Nel 1998 , i cellulari, divennero alla portata di tutti (praticamente non dovevi impegnarti la casa per averne uno)

ma la grande rivoluzione avvenne con la linea GSM che consentiva di riceve gli short message service i famosi sms

che hanno rivoluzionato per sempre il sistema di comunicazione scritta.

Oddio , ha dato anche inizio alla comunicazione puntata, accorciata ,estremizzata nella sintesi, ma il fulcro è che consentiva di comunicare senza muoversi necessariamente da casa.

Vi rendete conto? i primi sms, che costavano due reni alla volta ma che rappresentavano in quel momento l’inizio della più grande rivoluzione della comunicazione.

Addio ai segnali di fumi degli indiani Apache, alle cabine sporche, alla rinuncia di una chiamata , iniziava una nuova Era

il tempo delle attese accanto al telefono a rotella della Sip si era in qualche modo concluso.

Da li è stato un crescendo fino ad arrivare ai giorni nostri, dove sotto le mentite spoglie della libertà di essere sempre raggiungibili ovunque, abbiamo perso quel privilegio di scomparire per delle ore o per giorni interi.

l’evoluzione va a braccetto con la tracciabilità a tutte le ore e  il restiamo in contatto è stato ampiamente sostituito dal restiamo connessi.

praticamente sempre.

L’evoluzione è passata anche attraverso il cibo; quando da ragazza prima di scendere in spiaggia, passavo dal fornaio a prendere le pizzette che poi avremmo diviso in spiaggia, trovavo al forno queste pizzettone tonde e sugose con i bordi rigorosamente bruciati che però erano di un irresistibile che non potevi smettere di mangiare.

e fa niente se ti ungevi , se il pomodoro lo trovavi ovunque,

quelle pizzette sottili e bruciacchiate erano di una bontà irresistibile.

Oggi sono già più difficili da trovare; i forni sono diventati più gourmet e la pizza la propongono alta, soffice, al taglio, col caviale e impasto allo champagne, coi fichi, il cimichurry

ma non sottile, tonda e bruciata 😁😁😁😁😁😁😁😁😁

La mia versione non poteva che essere un remake preciso di quella che divoravamo negli ’90 a bordo spiaggia, ungendoci fino al quarto derma e no, mi viene da dire, non succedeva allora che scegliessi la merenda healthy figuriamoci oggi che la merenda healthy va per la maggiore!!

Posso dire con assoluta certezza che sono e sono sempre stata  coerente con le linee guida  decisamente poco salutari e convenzionali della mia vita!!!

del resto è di me che si parla e la parola healthy ha trovato sempre poco spazio nella mia vita e anche sui fianchi direi !

🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

d’altronde , voi resistereste a mordere questa eccellenza della panificazione tutta italiana?

Dove eravate voi negli anni novanta? e soprattutto avete dato , almeno una volta un morso alla pizzetta rossa del fornaio?

pizzetta del fornaio con lievito madre

la mia versione di questa pizzetta non poteva che essere con lievito madre visto che l’ho preparato a novembre e sto imparando tutt’ora le sue funzionalità.

Già i lievitati in sè hanno bisogno di tempo e pazienza, ma quando parliamo di lievito madre, questa va moltiplicata peri giorni necessari alla maturazione, ovviamente vi lascio anche il quantitativo necessario di lievito di birra se voleste farla in maniera più tradizionale; anche con il lievito di birra la maturazione è lunga, non meno di 24 ore!

quindi, pazienza ed ingredienti alla mano, ecco la ricetta:

pizzette del fornaio

250 gr di farina 0

100 gr di semola rimacinata il pugliese

150 gr di farina tipo 1

(la scelta della farina non è determinante ma la croccantezza è data dalla semola ovviamente dal cambio della farina cambia anche l’assorbimento dei liquidi delle stesse.)

70 gr di pasta madre rinfrescata ed attivata

1 cucchiaino di miele

350 ml di acqua tiepida

40 ml di olio di oliva evo

15 gr di sale

500 gr passato di pomodoro cotto con poco olio e sale

origano

olio evo per condire

per la versione con l.d.b. usare 6 gr di lievito di birra fresco da spezzettare nella farina e procedere all’impasto.

procedimento:

innanzitutto rinfrescare il proprio lievito e preparare 70 gr di madre che lascerete ad attivarsi prima del suo utilizzo; ci vorranno all’incirca due ore.

intanto miscelate le farine insieme nella boule della planetaria e versate tutta l’acqua e il miele, fate amalgamare il tutto grossolanamente , spegnate la macchina e lasciate riposare un’ora e più.

❗ll processo di autolisi consente lo sviluppo della struttura in modo tale da ottenere un impasto più elastico ed alveolato; quando si effettua l’autolisi il risultato finale è nettamente più lavorabile e soprattutto più soffice ed areato❗

Trascorso il tempo, azionate nuovamente il gancio della planetaria e inseriamo la pasta madre con poca acqua per farla assorbire, quando inizia ad amalgamarsi aggiungere l’olio ed in ultimo il sale.Lavorare finchè non si è tutto amalgamato e spegnere la macchina e trasferire l’impasto in una box unta di olio.

eseguire un paio di pieghe iniziali e chiudere il coperchio e lasciarla a temperatura ambiente.

ripetere le pieghe per altre tre volte a distanza di 40 minuti una dall’altra.

All’ultima piega, noterete che l’impasto ha preso forza ed elasticità e iniziano a comparire le prime bolle.

chiudere il coperchio e conservare in frigo per 48 ore nel ripiano meno freddo.

trascorse le 48 h tirate fuori l’impasto e lasciatelo temperare almeno quattro ore (dipende molto dalla temperatura esterna è chiaro che in estate impiegherà meno tempo)

trascorse le quali, lo vedrete pieno di bolle; ungete un piano di lavoro leggermente e versate l’impasto che dividerete in palline da 90 gr l’una.

pirlate ogni pallina d’impasto e ponetela a lievitare su un piano spolverato di semola.lasciate lievitare nuovamente fino al raddoppio (in questo caso ci vorrà un’ora all’incirca).

spianate le palline con le dita ,aiutandovi con poca semola e appiattitele quanto più possibile, posizionarle su di una teglia rivestita di carta forno rigorosamente lucidata con olio.

Mi raccomando, questo non è un piatto dietetico 😂😂😂😂😂

Disponete tutte le pizzette belle spianate e copritele con il sugo fin quasi ai bordi di sugo e origano

riscaldate il forno a 200 gradi ventilato e passatele con l’olio di oliva ed infornate per 20 minuti circa.

devono essere belle croccanti .

🍕🍕🍕🍕🍕🍕Alla prossima ricetta 😉

Con le mie pizzette del fornaio, partecipo al paniere del @granaioteam insieme alle bravissime

simona zaeti o zaleti

sabrina panini simil bretzel

vi ricordo che potete trovarmi su instagram come  @lacasadizuccheroelavanda e su facebook come la casa di zucchero e lavanda

grazie per aver letto fin qui!

Alla prossima ricetta 😀😀😀

enjoy life 🎈

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3 commenti

sabrina Maggio 4, 2023 at 12:47

Io adoro queste pizzette!
Mi piacciono da morire, belle unte e bruciacchiate!
Le preparo con parsimonia perché sono una tentazione enorme averle in casa 😋😋
Una proposta da leccarsi le dita 😉

Reply
Panini simil bretzel - Delizie & Confidenze Maggio 4, 2023 at 12:48

[…] Teresa: Pizzette del fornaio con lievito madre […]

Reply
Simona Nania Vigna Maggio 4, 2023 at 18:11

Io ho saltato tutto quello che ho scritto e sono andata direttamente la ricetta non me ne volere 😇 però avrei preferito saltare direttamente dentro quel cestino, in mezzo alle pizzette con la bocca spalancata

Reply

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