RicetteTorte semplici e plumcake

Ciambella classica vaniglia e cacao

E sono giunta alla conclusione che potrei scrivere anche tutta l’iliade e tutta l’odissea in sei lingue diverse, redarre la genesi in sanscrito e scoprire che si è letto soltanto il primo mezzo rigo; peggio è l’interpretazione  ad cazzum della foto ed è subito è un proliferare di – uh ciao che bello  -è buono buonissimo-soffice sofficissimo-bello cià è il mio preferito- la ricetta please seguiti da una marea di emoticon come cuori, fiori e stelle alla quale non sai mai  cosa rispondere.

E ciò mi rende ostico questo ruolo, che amo infinitamente ,

quando leggo -buono questo pane- ed è un biscotto  -ottima questa pasta e patate- ma in realtà è sasiccia ‘e friarielli.

BOH!

Si è persa l’attenzione, siamo troppo attenti a scrollare diecimila cose al secondo ed è ovvio non potersi soffermare un secondo a leggere tipo seicento parole 🙄🙄🙄🙄🙄

Ma non sono forse nemmeno le seicento parole,vale anche per gli orari vicino le porte dei negozi, le istruzioni dei bagni pubblici, i menù al ristorante.

Che c’avete la carbonara? Ma siamo al sushi! Ah scusi 🤦‍♀️🤦‍♀️

E’ un pollo? e’ forse un pane? ma non lo so cos’è, non m’interessa, scrivo quattro cose ad minchiam e sto.

No, non dico che dovete leggere questo articolo che sarà probabilmente di almeno 1700 parole la cui metà è fatta di farneticazioni 😂😂😂😂😂😂😂😂😂

Ma su, un pò d’impegno non guasterebbe.

Ma io lo sapevo che sarebbe  andata così, è come quando ti prepari centoquattordici ore e ti sbava il rimmel e tutti si accorgono del rimmel e basta, del rossetto sui denti, della calza smagliata, salta all’occhio il dettaglio, quello sbagliato , immancabilmente stonato , senza guardare .

Non ci si accorge del lavoro fatto per arrivare al risultato che può essere bellissimo a prescindere dal buco nella calza.

Non vediamo oltre una sottilissima apparenza ,non ci interessa approfondire, studiare o più semplicemente osservare.

siamo forse diventati ciechi? Distratti ? Siamo davvero così poco curiosi?

La verità è che siamo diventati enormemente scazzati. Saturi di nozioni facili,da tre secondi, senza impegno, senza infamia e senza lode.

Sarà che questo mondo gira talmente veloce che in dieci secondi abbiamo visto più di quello che avremmo dovuto e ad un certo punto il t9 scrive per noi e non ci impegniamo nemmeno a scrivere quello.

Ma è forse chi scrive a essere diventato noioso o chi legge  a essere diventato insofferente?

Non è un caso che al mattino c’è la  rassegna stampa in ogni palinsesto, dove c’è chi legge le notizie per noi, ne sottolinea i passaggi, quando prima dovevi uscire, comprarti il giornale, fare due chiacchiere con l’edicolante e leggerti tu l’articolo.Non c’era il tizio in giacca e cravatta che ti sottolineava i passaggi cruciali.

Capite? E c’era gente che leggeva il giornale!!! Tutti i giorni.

E salutava le persone davanti l’edicola, ci scambiava due chiacchiere , si parlava di politica , di calcio e se non avevi letto ancora il giornale, qualcuno al massimo ti spoilerava la notizia e ciao,; ma tu eri curioso e la leggevi e l’interpretazione era tutta tua personale, insomma, un’altra cosa.

Oggi va per la maggiore la comunicazione per immagini; chi impiega più di venti minuti a scrivere cose è un fesso e chi impiega anche due giorni per scrivere un articolo è un folle e questa è l’unica verità ed è pure inoppugnabile.

E quindi cosa dovrei fare?

Potrei ascoltare il consiglio di qualche amico che mi ha detto chiaramente che non può seguirmi perchè non c’è nemmeno un fondoschiena da guardare e il suo consiglio ovviamente è stato quello di aggiungerne a iosa, così da avere più visualizzazioni, perchè tanto, sue testuali parole, oggi non legge più nessuno

Per quale ragione dovrebbero leggere un articolo , su di un blog di cucina che prima di arrivare alla ricetta, impiega 1700 e oltre parole?

e il ragionamento non fa una piega!

Potrei semplicemente continuare su questa strada , fatta di profonda frustrazione e accontentarmi di raccogliere pochi commenti mirati e di una moltitudine di cià bello, lo voglio fare anch’io o lasciare tutto e smettere di scrivere …..

🍑🍑🍑🍑🍑🍑🍑🍑

Ma io , oltre ad essere una grandissima masochista, rimango ancora in fondo in fondo una grande romantica e se credo che la terra è tonda e che il karma restituisce tutto a tutti, sono ancora convinta che un giorno, tutto questo ritornerà alla sua dimensione “umana”.

e nel frattempo che questa accada, come una sorta di miracolo di Lourdes, continuo sulla mia strada , battendo con ostinazione sempre lo stesso passo ;  rispondo al mio amico che non posso mettere “glutei e pettorali” per attirare migliaia di visualizzazioni e che nemmeno posso attendere sul fiume, l’algoritmo che cambia, ma piuttosto, lotterò ancora con queste parole  per strappare un sorriso , un’emozione e con le immagini per conquistare ancor più  -cià bello, lo voglio fare anch’io- !

😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊

Insomma , questo mondo dei social è veramente difficile, non riusciamo ad accettare che non siamo fenomeni e quando vediamo chi ci riesce, anche se giudicato scarso, ci sentiamo uguali a come se avessimo perso le olimpiadi.

E così succede che tu ti fai un caspita di culo ( e l’ho detto culo aò) a studiare ricette, foto e caption ( e in questo caso articolo ) e fai un risultato davvero pessimo, arriva il fenomeno che con tre secondi di video spacca di brutto e sono risultai da urlo con tanto di ola e applausi

ed è magari un video fatto a caso, chennesò, la frusta che gira tre secondi nemmeno l’impegno di montare un set:

un fenomeno , MA DE CHE?

Ed io vorrei dire al mio amico che il culo c’è, ma non si vede, che sta tutto in back office ( e lasciatemelo il termine 🤣) nelle nottate passate a capire prospettive e regole dei terzi, nell’elaborazione di queste parole ,accidenti a me, che non riesco a smettere di scrivere e ultima ma assolutamente non ultima la ricetta, che povera  lei arriva sempre dopo, ma credetemi è il fulcro di tutta questa follia, che deve essere originale e mai banale, ma tradizionale , ma anche innovativa ma senza stravolgere la sua origine, che l’abbia fatta nonna, ma moderna, che sia moderna ma concreta, concreta ma originale, monumentale ma facile, difficile ma semplice, allegra ma non sguaiata, insomma, che volete non lo so, ci provo e riprovo e non ho capito se ci sono riuscita.

Cose da pazzi, un ossimoro dopo l’altro,per scrivere una semplice ricetta , che trent’anni fa si ricopiava dalle riviste e nessuno scriveva alle redazioni dicendo la ricetta è troppo semplice non rispetta i canoni della mia creatività e non stimola i miei interessi cerebrali, posso sostituire lo zucchero bianco con quello di leopardo, la farina con quella di semi di lavanda , insomma come posso rendere le uova vegan e vorrei avere le dosi per una teglia quadrata da 3 centimetri per lato.

E fattell’ tu la ricetta.E scrivici anche l’articolo .

Grazie.

Lo dico spesso a me stessa, lo scrivo in questi articoli, lo divulgo urbi et orbi che non c’è meritocrazia e mi sono lambiccata il cervello per capire l’errore ; e allora sarà la foto? e via a studiare.Sarà la ricetta? e via a provare e studiare (ed ingrassare aggiungerei, ma questo ve lo riservo per un altro articolo) sarà che non uso il sale verde fluorescente del deserto del Gobi? lo zucchero di mantide religiosa? Sarà forse che ho sbagliato i tempi? che quando ero scema bisognava essere dotti e ora che si è dotti bisogna essere scemi?

No, bisogna avere una sana dose di culo e qui ritorna il consiglio del mio amico che ,probabilmente, ha ragione più che mai.

E non so che cosa mi fa continuare e non mandare tutto a quel paese, non ho idea di quale processo neurologico e senza ritorno mi fa continuare a fare quello che faccio:

E’ probabile che siano rimasti solo questi tre neuroni in questa testa e che per pigrizia, tenacia o chissà cosa non si ostinano a fare altro.

 

E quindi allora che facciamo?

Rimarrò qui imperterrita, a scrivere di cose che non leggerete mai , a raccontarvi di fatti miei che non ve ne interessa una beata cippa e a studiare foto e angolazioni che certe volte ci vorrebbe il traduttore dal mio occhio alla macchina fotografica eppure sembrerebbe un processo semplice,ma non so perchè non lo è mai.

E non m’illudo certo che possa interessarvi, questo che vi sto dicendo è come un mantra più per me stessa, per convincermi che sono sulla buona strada ,che per voi; e non lo dico con cattiveria, anzi, ma se avete letto fin qui, allora avete capito il discorso, altrimenti l’ho scritto soltanto per me e lo rileggerò tra qualche giorno o settimana e mi verrà da sorridere .

“il più solido piacere di questa vita è il piacere delle illusioni. Giacomo Leopardi”.

E m’illudo che stavolta potrebbe andare diversamente , ma non posso saperlo,almeno non adesso.

E parliamo di questa ciambella, forse è meglio, tra le preferite della mia mamma che non ama le torte al cioccolato, dai sapori strani; dove per  strano è tutto per la santissima matriarca e quindi niente cannella, cardamomo, noce moscata, zenzero, pepe, cacao , a malapena tollera la vaniglia .

Un dolce per mia madre deve essere bianco, asciutto , al limone o arancia e senza cacao.

Sono Ammesse le gocce di cioccolato ma senza approfittarne oggi e anche domani.

per la sua gioia e per una merenda all’insegna della semplicità niente di meglio che una ciambella classicissima vaniglia e cacao cotta nella pentola fornetto.

E’ vero, ho messo il cacao in metà dell’impasto , ma nonostante questo  è stato subito amore a prima vista!

La nonna ha mangiato la parte bianca e il bamboccino la parte nera 😂😂😂😂😂😂😂😂

un’organizzazione perfetta!!!

Non posso dire quanto a lungo rimane morbida, i quanto è finita davvero in poco più di un mezzo pomeriggio!!!

Se avete un tea pomeridiano, per la colazione o una semplicissima merenda questa ciambella saprà conquistarvi per la sua leggerezza e gusto ❤❤❤❤

Vi lascio alla ricetta

Enjoy life 🎈

ciambella classica vaniglia e cacao cotta nella pentola fornetto

ingredienti:

4 uova

200 gr di zucchero

150 ml di latte

100 ml di olio

2 cucchiaini di marmellata di arance o limone

1/2 cucchiaino di vaniglia

250 gr di farina 00

16 gr lievito

30 gr cacao amaro e 1 cucchiaio di latte

Io l’ho cotta nella pentola fornetto , volendo cuocerla nel forno usate una teglia da 25 cm

procedimento:

Rompete le uova e insieme allo zucchero montatele con l’aiuto della planetaria o di un frullino munito di fruste.

Aggiungete la vaniglia.

Quando le uova saranno bianche e spumose, aggiungere la marmellata e mescolare.

Setacciare farina e lievito sulla battuta di uova,alternandola al latte.

Aggiungere l’olio ed amalgamare il tutto.

Imburrate ed infarinate perfettamente la pentola fornetto; nel caso la cuociate in forno , potete utilizzare una teglia da 25 e utilizzare la corta forno.

Mettete la piastra della pentola a riscaldare sul fornello medio .

Dividete in due il composto e in una setacciate il cacao e aiutandovi con il cucchiaio di latte , amalgamate il tutto.

Versate i due composti , uno alla volta nella pentola fornetto, mescolate con uno stecchino e ponete sulla piastra abbassando il gas a minimo. Coprite con il coperchio e lasciate a fuoco minimo per i primi 25 minuti senza mai alzare il coperchio.

Trascorso questo tempo potete alzare il coperchio per controllare la cottura senza compromettere la riuscita della ciambella.

La ciambella per cuocere impiegherà all’incirca 45minuti ma fate sempre la prova stecchino.

Una volta pronta capovolgete su di una griglia a raffreddare .

       

Una volta fredda dovrebbe staccarsi da sola.

Spolverizzare con poco zucchero a velo e servire.

Grazie per aver letto fin qui e vi ricordo che potete trovarmi su instagram e facebook con tantissimi contenuti video.

Se vi è piaciuto il mio articolo lasciate un ❤ .Grazie e alla prossima ricetta!

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