Ritorniamo sempre , da dove tutto è partito, che sia questo una famiglia, un luogo e lo facciamo proprio a settembre, come piattaforma ideale per ripartire , in tutti i sensi.
Riprendo da un lievitato senza tempo, di quelli fatti e rifatti , che sono un classico del confort food e che ci danno quella sensazione di stare sempre nel giusto, di non star sbagliando in alcun modo, che non si possa criticare , perchè come lo fai fai, viene sempre buono.
La premessa è forte, no critiche please, che ne abbiamo già le tasche piene, dopo un’estate passata a sentirne di ogni e mò, proprio mò, non abbiamo nessuna voglia di sentirne ancora. Avast mo.
Che poi, sta storia delle critiche costruttive, del lo faccio per te, ti preparo al mondo, del stiamo parlando non devi urlare, non si può parlare con te, insomma , sta storia deve finire.
Voi , divulgatori di verità non richieste, pieni dei vostri monologhi sempre giusti (ma ne siete sicuri?), pieni di voi stessi e delle verità inoppugnabili della quale vi siete fatti portatori, vi dico una cosa : non ve l’ha chiesto nessuno e io, che nessuno lo sono davvero, men che meno.
E diciamolo, se tu vuoi parlare con me e dirmi una quantità di cose, di cui me ne staranno bene al massimo (e sto esagerando) una , una e mezza, mentre tu sei già arrivato al paragrafo nove, del capitolo 123456273 mila dei miei difetti e delle cose che non faccio bene e non ho aggiunto nemmeno quelle sbagliatissime, che li si apre una quadrilogia che a Tolkien gli fai un baffo, non mi puoi dire NON URLARE- E’ IL MIO TURNO DI ESPRESSIONE- CON TE NON C’E’ RAGIONAMENTO- che già mi sono alterata alla prima virgola , che io del tuo turno, del tuo sapere eccelso, della tua esperienza nei campi di guerra del Vietnam e peggio ancora, DELLE TUE LEZIONI DI VITA, non me ne frego una beata cippa e che la critica che mi stai facendo, nel tuo tono da maestro saputo, per me , te la puoi tenere CARA CARA.
E quindi attenzione, maestri socratici che muovete critiche al mondo intero, sbandieratori delle vostre convinzioni, molto sui generis a volte, spesso senza richiesta alcuna , attenzione, che qua non c’è più nessuna diplomazia in corso, non ci sono mediatori e quel che è peggio, che va tutto sul libretto fantastico del chi se ne frega e soprattutto ci avete fatto una palla grande quanto giove, voi e la vostra saccenteria che qua, non gliene importa un beato niente a nessuno, che siate esperti massimi o semplicemente laureati all’università della vita.
NO, No, NO.
Ellosò, poco diplomatica, poco democratica, molto antipatica; ultimamente è la mia forza, sotto strati di imperdonabile bontà millenaria, mi sono accorta che mi sono rotta le scatole, di passare per scema e per ultima.
Ma questo non vuol dire che non mi si possa muovere una CRITICA costruttiva, no dai, non sono così concentrata su me stessa da non capire che le critiche, a volte, molto raramente, possono anche essere costruttive, ma il più delle volte non lo sono; sono semplici sponsor gratuiti delle vostre BARBARE esternazioni e nulla più.
E non giocate sull’educazione, che qua siamo stati cresciti tutti dalle signorine Rottenmeier, a suon di punizioni e di educazione del 1500, che questo non si fa e questo non si dice, quindi i manuali dovreste prima leggerli e poi forse , avere l’ardire , magari, di metterli in pratica. e poi, in ultimo, farvi maestri.
Eh si, poi dite non mi piace, non la penso così, non è di mio gusto e là subentra il gusto personale.
La scelta ideologica di dire le verità , quelle scomode e che non sono per nulla costruttive , ma che costituiscono in se un fatto oggettivo e che abbiate pietà, è un privilegio che spetta esclusivamente ai bambini al di sotto degli undici anni e agli anziani al di sopra dei 99, per tutto il resto delle categorie, fatevene una ragione, non vi piace, non lo fate, non lo mangiate, ma per carità, lasciate stare i commenti, le critiche, i suggerimenti, a meno che non siate il karma , Dio o chi per lui, per tutti gli altri vi spoilero una cosa : non ci interessa, non lo vogliamo sapere.
E qualcuno doveva dirvelo , che qua ce ne abbiamo di narcisisti patologici e non ne possiamo più.
E la cucina, come metafora della vita, non si distacca certo e alla quale si applicano variabili dovute a decisioni arbitrarie ed incontrollate che vanno a stravolgere il corso degli eventi, causando reazioni infinitamente diverse da quelle che ci si aspetterebbe.


ERGO, prenderete questa ricetta, la stravolgerete con le vostre correzioni e adattamenti, verrà bene o verrà male, boh, non so.Ed io ho detto zucchero e ci avete messo di tutto meno che lo zucchero , ed ho detto burro ma no, il burro non si mette e poi dite NON MI PIACE ed io , cosa dovrei rispondere ? chiamo la polizia gastronomica?
potrei ammorbarvi come fate voi con queste prosopopee enormi e fare trattati sul burro e sul suo uso millenario in cucina e bla bla bla e invece no, vi rispondo con il motto di mio nonno, con quello che era diventato il suo mantra .
E lo sai che diceva? che chi si fa i fatti suoi campa cent’anni e tu non li vuoi campare cent’anni bello sereno senza il reflusso gastrico, la cistite , il cortisolo che ti è arrivato alle stelle?
Non ci vuoi arrivare a campare cent’anni? evidentemente no.
E questo, oggi, va messo in equazione a tutte le situazioni della vita,
le critiche, anche quelle che favoriscono l’accrescimento culturale di una persona in questa società, secondo me, vanno dosate e esternate con parsimonia, quando espressamente richieste e soprattutto con calma e con quella asserzione propria solo al Dalai Lama o a qualcuno che gli somiglia molto.
per tutto il resto, anche no.
E sto.
E quindi, non trascinatemi in discussioni dove poi mi altero che non vi sopporto e poi mi dite stai calma; stai calma è la cosa peggiore che si può dire in una situazione dove si vede chiaramente che le orecchie fumano come l’etna e gli occhi sparano saette; non uscitevene con uno stai calma , contate fino a ventisei miliardi e poi forse ritentiamo il ragionamento.
ma , ovviamente, la vita c’insegna che questa è un utopia e nessuno si esimerà dal dire la sua personalissima opinione, che già così dico che è ni, poi se fomentata da cattiveria senza ragione, si capisce che non è più critica, ma accanimento; perchè questo è un mondo pieno di reflusso gastrico che non vuole guarire , che si permettono di giudicare con commenti orribili persone che non conoscono, che criticano tutto e tutti e che si accontentano di ingurgitare ettolitri ed ettolitri di gaviscon piuttosto che contare fino a ventiseimiliandi e centotre milioni 😎😎😎😎😎😎😎😎😎😎😎


Dunque , finisco con la mia pippa enorme e ritorno alla ricetta e alla scintilla che si accese, sotto forma di critica in quel giugno, in occasione di un quel pic- nic ,quando alla richiesta della ricetta di una brioche che era soffice e golosa, mi fu risposto che non ero capace. 🙄
Analizzando la me di allora, probabilmente sembravo molto più scema ed incapace e la tizia aveva operato ad una specie di protezione nei miei confronti per evitarmi una delusione. probabilmente. 🙄😑
Più realisticamente non voleva darmi la ricetta. E sarebbe stato molto più gentile e a modo rispondermi che non voleva darmela, piuttosto che darmi della scema sottolineando la mia incapacità.
che poi il web era già alla portata di tutti e non sarebbe stato difficile certo trovare una ricetta simile ; ma il karma quel giorno, non c’aveva niente da fare e nella bella pineta di ogliastro aveva messo una scema incompetente sulla via dei lievitati, così, tanto per vedere cosa ne sarebbe uscito fuori.
Vi dirò , che alla festa successiva mi epresentai con una brioche gigante , un panettone gastronomico dalle dimensioni di un megalodonte e dei bun sofficissimi al burro così morbidi e scioglievoli da lasciare senza parole. La tere 1 e il karma 0.
😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊


Il fatto è questo, non è che ad ogni offesa parte il guanto di sfida e per forza dobbiamo lanciare missili terra-aria o sparare all’impazzata, ma ci sono offese che sono più offese delle altre e quando si sottintende che non si è capaci o abbastanza intelligenti , non so a voi, ma a me parte proprio l’embolo ed è da queste cose che si ci deve difendere per forza, non bisogna certo lasciarle impunite!
“Ognuno è un genio a modo suo, ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, egli passerà l’intera vita a credersi stupido”
Albert einstein
E dunque cosa ne sa il pesce che non può arrampicarsi sull’albero? ma la vera domanda è , perchè mai il pesce dovrebbe arrampicarsi sull’albero se non fosse che qualcuno di indelicato non glielo facesse notare?
e dunque, dovrei quasi fare un plauso all’indelicata osservazione che mi fu mossa in quel momento, toccandomi nel profondo e dando vita ad uno stravolgimento, della quale ne ero chiaramente inconsapevole.
Ma no, niente plausi, niente onori, alla fine io di lievitati ne ho fatti a migliaia , col tempo ne ho fatte di prove e modifiche e alla fine sono qua. A raccontarvi tutto questo ma a dirvi che molto spesso il limite tra consiglio e maleducazione è veramente sottilissimo e che non ci vuole nulla a creare una reazione diversa, che non sempre è come la mia, di sfida.
E non mi resta altro adesso che lasciarvi la ricetta , che è semplice, ma semplice davvero e che non vi deluderà mai, anche facendo tutte quelle modifiche che vi piace tanto apportare e che la può fare una scema incompetente come me e un pesce mentre tenta di arrampicarsi su di un albero !😊😊😊😊😊😊😊
Questi panini sono veramente ottimi e versatili, possono essere piccoli da servire nei vostri buffet, perfetti nella versione da 120 gr per farcirli con gli hamburger o come più vi piace e strepitosi anche neutri per improvvisare colazioni dolci o salate; sono la risposta a più esigenze, anche quelli difficili che partono dal cuore e attraversano lo stomaco ☺🙂🙂 insomma la soluzione perfetta a più situazioni,; se poi li riempite di nutella 😋😉😎 abbasseranno di molto il vostro stress e il mondo potrebbe essere un posto più dolce 😂😂😂😂😂


Vi lascio dunque la ricetta, nella versione bun da hamburger, ma prima vi chiedo, quanto siete tolleranti alle critiche?
Vi leggo con interesse nei commenti che non si dica poi, che non sono aperta al dialogo! 😀
Enjoy life 🎈


panini al burro
per circa 15 panini da 120 gr
700 gr di farina 0
6 gr di miele
25 gr di sale
4 gr di lievito secco (con temperature più basse usate 7 gr)
300 ml di latte
1 uovo
100 gr di burro morbido a temperatura ambiente
cerchi di acciaio da 10 cm di diametro (facoltativo)
Burro q,b per il contenitore di lievitazione
tuorlo e latte pari peso per lucidare
semi di sesamo o di papavero per completare
preparazione:
nella boule della planetaria versate la farina , il lievito secco e il miele;
mescolate grossolanamente .
Sbattete leggermente il latte , con l’uovo e il sale e aggiungetelo alle farine con il gancio in movimento.
Fate incorporare bene i liquidi all’impasto, che deve risultare morbido e non duro, nel caso aggiungete pochissima acqua tiepida (ma proprio un filo e solo se l’impasto dovesse risultare molto duro.
Una volta incordato l’impasto, aggiungere il burro a temperatura ambiente un pò alla volta, facendolo assorbire bene prima di aggiungerne altro.
Otterrete un impasto morbido .
Ungete con un pò di burro il fondo del contenitore dove andrete a trasferire l’impasto per la lievitazione. coprite con pellicola e lasciate lievitare per circa due ore (o fino al raddoppio)
una volta pronto l’impasto, trasferitelo su di un piano infarinato e ricavatene circa 12 pezzi da 120 gr ognuno.
Allargate ogni pezzo di pasta e poi richiudetelo su se stesso, formando una palla, sigillate la parte di inferiore e andate a pirlare le pallette ottenute.
La pirlatura si fa facendo roteare delicatamente sotto il palmo della mano la pallina d’impasto e serve a dargli una forma regolare e simmetrica che non si modificherà in cottura, migliorando la maglia glutinica, consolidando la struttura dell’impasto al fine di ottenere una lievitazione corretta e una struttura uniforme.
Sistemate i pezzi pirlati nei cerchi, precedentemente imburrati ed infarinati o rivestiti di carta forno e sistemati su una leccarda coperta di carta forno.
Completati i vostri panini, coprite con pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio.
Quando sono pronti, preriscaldate il forno a 190° ventilato e lucidate i vostri panini con tuorlo e latte in pari peso, miscelato insieme .
Ultimate con i semi di sesamo e cuocete per circa 20 minuti.
Quando i panini sono dorati e gonfi potete toglierli dal forno e lasciare raffreddare qualche minuto prima di toglierli dai cerchi.
rimettete i panini in forno e fate fare una doratura omogenea per sette otto minuti, in modo tale che le parti coperte dai cerchi non lascino bianche.
Una volta pronti togliete i vostri panini e lasciateli raffreddare su di una gratella.
I vostri panini sono pronti per essere farciti.
Si possono facilmente congelare dopo cotti e usarli quando vi occorrono, l’importante è che siano ben chiusi nei sacchetti, singolarmente è meglio.


Nella versione senza cerchi, poneteli a lievitare distanziati, pirlate sempre l’impasto che vi consentirà di ottenere una forma (quasi) perfetta.
Per panini più piccoli pesate circa 40745 gr di impasto e teneteli distanti durante la lievitazione, con questa dose escono circa 35 mini panini.
Potete usare questa base anche per ottenere panini più lunghi , come quelli per gli hot dog.
Non vi resta che sbizzarrirvi con la fantasia con i ripieni e come sempre spero di esservi stata utile in qualche modo !
Grazie per aver letto fin qui e alla prossima ricetta 😉


